F1 | Leclerc, shock Mercedes: "Ho dovuto ricontrollare i dati perché non ci credevo. Impressionanti"
Un quarto posto che lascia l'amaro in bocca, non tanto per la posizione, ma perché il gap dalla vetta è decisamente più ampio delle previsioni. Il monegasco non ha nascosto il disappunto, sottolineando di essere rimasto impressionato dal vantaggio Mercedes, al punto da dover ricontrollare i dati perché pensava ci fosse un errore.
Dopo le libere di ieri, Charles Leclerc non lo aveva nascosto, temendo che il weekend potesse trasformarsi in un monologo dalle tinte argentate. Le Mercedes, soprattutto sul passo gara, avevano mostrato un potenziale impressionante. Restava qualche dubbio sul reale vantaggio in simulazione qualifica, ambito in cui è più semplice mascherare il proprio valore. Oggi, però, è arrivata la risposta più limpida.
Tra la Mercedes in pole position di George Russell e la prima Ferrari, quella di Charles Leclerc, non c’è un solco, ma un intero abisso, tradotto in un gap di ben otto decimi, simile a quello accusato anche dai rivali. Lo avevamo anticipato nell’analisi di ieri: la Rossa sembrava aver puntato a massimizzare la velocità sui rettilinei, anche a costo di ricorrere più spesso al lift and coast per ricaricare la batteria.
Una scelta per certi versi estrema, ma con un problema di fondo. Mercedes, infatti, non aveva ancora mostrato tutto il proprio potenziale, in particolare sul fronte del motore termico: pur raggiungendo velocità molto elevate, era sembrata più conservativa dei rivali nei giri motore, quasi a voler tenere coperte le proprie carte.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Oggi, al contrario, si è vista tutta la superiorità del pacchetto della Stella: non solo è in grado di raggiungere velocità di punta elevate, ma riesce anche a gestire una fase di derating, ossia quando il motore elettrico inizia a ridurre progressivamente la potenza secondo le strategie di gestione dell’energia, più costante ed efficace. Di fatto, uno scenario opposto a quello vissuto dalla Rossa, che ha mostrato una coperta decisamente corta.
Sebbene in Q2 e in Q3 il Cavallino abbia effettivamente accusato alcuni piccoli problemi di deployment, legati anche al modo in cui il sistema si adatta in tempo reale per distribuire l’energia lungo il giro, osservando la situazione in una prospettiva più ampia emerge un quadro chiaro: la SF‑26 è costretta a scendere a compromessi, sacrificando inevitabilmente alcuni aspetti della prestazione per potenziarne altri.
Leclerc, infatti, non ha voluto dare troppo peso ai problemi di gestione dell’energia vissuti tra Q2 e Q3, in parte perché il gap è fin troppo ampio per essere spiegato solo con quei piccoli intoppi: “Non vorrei mettere la colpa su quello. È quello che succede con queste macchine, è un problema non solo nostro, ma in generale. Una volta che fai una curva un pochino diversamente, il sistema in background si adatta e poi crea un pochino di problemi”, ha detto il monegasco ai microfoni di Sky.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
“Abbiamo avuto lo stesso problema in Q2, siamo rientrati ai box e non abbiamo avuto nessun problema. Poi dopo la bandiera rossa abbiamo avuto un solo giro con le gomme buone, lì la strategia ha provato a fare il meglio che poteva con la pista con più grip etc. È molto complicato anche per noi andare nel dettaglio e spiegarvi tutto”.
Al di là di questo aspetto, rimane il dato più importante, ossia il distacco dalla vetta come elemento di analisi che più amareggia il monegasco, perché recuperare un gap così importante, per quanto senza dubbio estremizzato da una pista che mette ancora di più in risalto chi dispone di una migliore gestione energetica, non sarà semplice.
“Credo che ieri quando ne abbiamo parlato ho detto [che il distacco era di] mezzo secondo. Ora è otto decimi, quindi più grande di quanto mi aspettassi, sicuramente. Ma già ieri il gap era molto significativo, quindi stamattina in FP3 sono rimasto davvero molto impressionato dalla potenza che hanno mostrato. È stato pazzesco, soprattutto nell’ultimo giro di George. Ho guardato i dati per la prima volta e ho dovuto ricaricarli perché pensavo ci fosse un problema in quello che stavo vedendo, ma a quanto pare no, quindi è davvero molto molto impressionante”.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Se Mercedes è sembrata irraggiungibile, il pacchetto degli inseguitori in realtà è estremamente compatto, con Red Bull, Ferrari e McLaren racchiuse nello spazio di un decimo, grossomodo dove si attendeva di trovarsi Leclerc dopo la giornata di ieri. “Mi aspettavo di essere più o meno nella stessa zona di McLaren e Red Bull. Quindi non è stata una grande sorpresa. Abbiamo avuto alcuni problemi durante le qualifiche, quindi penso che ci sia più passo da parte nostra”.
Guardando alla gara di domani, Leclerc ha preferito non sbilanciarsi. Le incognite restano molte e, quando i distacchi con rivali come Red Bull e McLaren sono così ridotti, la strategia energetica farà davvero la differenza, dovendo quindi individuare la tattica migliore.
Sul fronte partenze, la SF‑26 ha dimostrato di saper scattare bene grazie a una migliore ottimizzazione del pacchetto e a un turbo più semplice da portare nella finestra ideale. Ma anche su questo tema Leclerc ha voluto raffreddare gli entusiasmi: sa che pure Mercedes ha lavorato per migliorarsi, forte anche delle buone partenze viste dalla pit lane in Bahrain una volta centrati i parametri corretti.
“Penso che ci sia un’aspettativa sbagliata sulle statistiche della partenza di domani. Credo che il nostro motore sia un po’ più semplice per ottenere una buona partenza, ma penso che se la Mercedes fa tutto in modo ottimale non ci sarà poi così tanta differenza. Sicuramente per loro sarà un po’ più complicato entrare nella finestra giusta”, ha poi concluso il Ferrarista.
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