F1 | Max: "Non fa differenza dove mi qualifico. Non mi diverto. Mi sento vuoto"
L'olandese sussurra l'ultimo grido di disperazione contro il regolamento 2026 ed è forse quello più tagliente, pesante. Non gli importa la posizione di qualifica (causata da un incidente in Q1 dopo un sospetto bloccaggio al posteriore), perché Max si sente vuoto.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
Siamo solo al primo gran premio della stagione 2026 di Formula 1, ma Max Verstappen potrebbe essere già definito come l'eroe che i tifosi meritano e di cui hanno bisogno, tanto per citare - più o meno fedelmente - una celebre battuta di una delle migliori saghe su Batman dal punto di vista cinematografico.
L'uomo pipistrello indossa una maschera. Max Verstappen il casco. Entrambi hanno il ruolo - più o meno voluto - di difensori del bene. E il regolamento sportivo 2026 è visto ora come il più pericoloso dei "villain", dei cattivi, sia per gran parte degli appassionati che dei piloti.
Ormai dalla scorsa estate Verstappen ha generato un vortice di critiche aspre, feroci e ficcanti nei confronti dell'insieme di regole che hanno delineato forme e caratteristiche delle monoposto attuali. Oggi, però, tutto questo potrebbe aver trovato la sua sublimazione.
Nessun dito puntato, nessun tono particolarmente alto. Anzi, quasi un sussurro, piatto quasi come un encefalogramma drammaticamente severo e spietato. Nessuna emozione: vuoto. Ed è forse questa la critica definitiva a un regolamento nato sotto i migliori auspici e trasformatosi in breve tempo in qualcosa da dover modificare con urgenza.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
"Non mi sto divertendo per niente, no", ha detto il 28enne olandese al termine delle Qualifiche del Gran Premio d'Australia, concluse già in Q1 dopo un incidente alla prima curva.
"Come ho detto, per me non fa nemmeno differenza dove mi qualifico. Che fossi stato davanti o dove sono ora, emotivamente e come sensazione è essere completamente vuoto. Non ho alcuna emozione, sono completamente vuoto".
"Su questo circuito, con questi regolamenti, tutto è innaturale. Fondamentalmente devi stare il meno possibile sull’acceleratore ovunque per risparmiare batteria. Alcune curve devi affrontarle in modo diverso così, quando esci, puoi di nuovo risparmiare batteria. Per me questo ha molto poco a che fare con le corse".
"Anche al simulatore la sensazione era pessima, al punto che non avevo voglia di guidare la macchina. E ora è la stessa cosa. Mi sono già preparato mentalmente al fatto che potrà essere un anno molto lungo".
"Se in aprile non dovessero esserci gare potrò correre di più in Germania (sulla GT3), Quello mi piace di più, lo so già".
Sin dalle prime battute, l'incidente che ha eliminato Max in Q1 ha destato diversi sospetti. Il bloccaggio al posteriore è stato evidente e solo un problema alla RB22 avrebbe potuto cogliere impreparato quello che oggi è considerato il miglior pilota del Circus iridato, per di più in condizioni di pista piuttosto buone.
"Non so ancora il motivo dell'uscita di pista. Ho semplicemente frenato e, all'improvviso, tutto l'asse posteriore si è bloccato. E' qualcosa che non avevo mai sperimentato in tutta la carriera".
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Getty Images
Nell'impatto, Verstappen ha colpito con le mani la scocca e, probabilmente, l'halo con la sinistra. Sceso dalla RB22 le ha mosse entrambe con il tipico gesto di chi ha un arto dolorante. I raggi fatti al Centro Medico, però, hanno scongiurato fratture. "Le mie mani stanno bene. Ho fatto dei raggi, non c'è nulla di rotto. Quindi è tutto a posto".
Red Bull può sorridere e disperarsi allo stesso tempo. La felicità deve derivare dal vedere Isack Hadjar terzo al debutto e molto vicino comunque a Ferrari e McLaren. L'aspetto peggiore, però, sono gli 8 decimi presi dalle Mercedes. Un'eternità. E Max, questo, lo ha rimarcato perché sarà il punto focale dei prossimi mesi a Milton Keynes, e non solo.
"Per Isack il risultato è buono, sì. Però il distacco dalle Mercedes è di 8 decimi. E' un distacco molto grande. E' semplicemente troppo grande. Possiamo ovviamente essere contenti di essere lì già nella prima qualifica. Onestamente mi aspettavo davvero che Ferrari e McLaren fossero più forti. Non ho nemmeno idea di cosa sia successo o perché non abbiano funzionato del tutto".
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments