F1 | Audi lancia il suo programma giovani e lo affida ad Allan McNish
Dopo aver acquisito il team che ha portato il campione del mondo 2007 Kimi Raikkonen in F1, Audi ha annunciato un programma per individuare e promuovere giovani talenti.
Nella stessa settimana in cui ha confermato un piano quinquennale per vincere il Mondiale di Formula 1 entro il 2030, Audi ha annunciato un programma che selezionerà e formerà giovani talenti dal karting alla monoposto, fino ad arrivare, forse, alla Formula 1.
Questa mossa allinea già Audi alla maggior parte degli altri team di F1, che gestiscono programmi simili con vari gradi di strutturazione. Ad eccezione di Kimi Raikkonen, Jenson Button e Nico Rosberg, tutti i campioni del mondo degli ultimi 21 anni sono passati attraverso il meccanismo di gestione dei talenti di un team ufficiale, anche se la Sauber, il team che ha acquistato la Casa di Ingolstadt per entrare nel Circus, ha dato a Raikkonen la sua occasione in F1 dopo solo una manciata di gare in monoposto.
A supervisionare il programma sarà una delle figure storiche del marchio degli anni, il vincitore della 24 Ore di Le Mans Allan McNish. Una scelta che l'azienda descrive come una "mossa strategica significativa", con lo scopo di "rafforzare l'impegno a lungo termine del marchio nella creazione di una squadra di Formula 1 competitiva e sostenibile, investendo in giovani talenti, sia in pista che fuori".
Storicamente, Red Bull è stata la squadra che ha investito di più nella crescita dei giovani talenti. Il suo programma, supervisionato fino al suo ritiro dal Dr. Helmut Marko, è stato tradizionalmente gestito su una base piuttosto rigida, causando molte vittime, ma producendo anche due campioni del mondo: Sebastian Vettel e Max Verstappen (anche se ha facilitato solo gli ultimi passi di Max nella scalata).
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Red Bull Content Pool
Alpine, nella sua precedente incarnazione come Renault, è stata tra le prime squadre ad offrire una struttura organizzata per la gestione dei talenti, supervisionata da Flavio Briatore, che ha portato in F1 il campione 2005 e 2006 Fernando Alonso. Anche altri piloti del calibro di Robert Kubica ed Oscar Piastri sono passati attraverso il suo programma.
Il sette volte campione Lewis Hamilton, come Rosberg, ha goduto del tacito sostegno della McLaren attraverso il karting, ma Hamilton ha poi avuto un supporto più esplicito dal team di Woking quando ha fatto il passaggio sulle monoposto, compreso un intenso programma di test prima di esordire in F1 nel 2007.
"Essere incaricato di trovare le pietre miliari del futuro dell'Audi Revolut F1 Team è un grande onore ed una responsabilità che mi appassiona molto", ha dichiarato McNish.
"Questo marchio si basa su una storia di 'Vorsprung durch Technik' e questa filosofia deve applicarsi ai nostri giovani piloti tanto quanto alle nostre auto. Non cerchiamo solo la velocità pura, ma anche la resilienza, l'intelligenza e la mentalità orientata al lavoro di squadra che contraddistinguono un futuro campione Audi".
"Il nostro obiettivo è costruire un percorso che trasformi il potenziale in prestazioni sulla scena mondiale. Sono entusiasta di iniziare questo lavoro e di identificare la prima generazione di talenti che si unirà a questo ambizioso progetto".
Allan McNish (a sinistra, con Tom Kristensen e Loic Duval) ha conquistato la sua terza vittoria a Le Mans nel 2013
Foto di: Getty Images
Prima dell'avvento degli team junior di F1, all'inizio degli anni '90, McNish ha affiancato al suo programma di gare di Formula 3000 anche a test di F1 con McLaren e Benetton. Quando l'opportunità di approdare in F1 non si è concretizzata, è passato con disinvoltura alle corse endurance, vincendo la 24 Ore di Le Mans del 1998 con Porsche, prima di essere ingaggiato dalla Toyota nel tentativo di rendere vincente la sua veloce ma fragile GT-One.
Sebbene quella vettura non fosse abbastanza affidabile per tagliare il traguardo al primo posto, McNish ottenne una breve convocazione nella squadra Toyota di F1 nella sua prima stagione. Successivamente, la collaborazione con Audi, iniziata nel 2000, gli è valsa altre due vittorie a Le Mans, quattro vittorie alla 12 Ore di Sebring e tre titoli nell'American Le Mans Series.
Dopo aver appeso il casco al chiodo, è rimasto con Audi in qualità di consulente ed è diventato team principal quando l'azienda è entrata in Formula E.
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