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Formula 1 GP del Canada

F1 | Vasseur: "Il weekend negativo non cambia il nostro approccio"

In Canada Ferrari è stata protagonista del suo peggior weekend della stagione, con una macchina che ha pagato soprattutto un sabato negativo, complici le difficoltà nell'accendere le gomme su un tracciato poco aggressivo sugli pneumatici, così come i problemi poi accusati in gara. Vasseur la vede solo come una battuta d'arresto da cui ripartire.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Ferrari ritorna dal Canada con uno zero che fa più male al morale che alla classifica, soprattutto perché giunto dopo un fine settimana da protagonista come lo era stato quello di Monaco. Mentre Mercedes e McLaren hanno cercato di strappare la vittoria alla Red Bull, senza però riuscire a fare quel piccolo salto in più per battere un Max Verstappen capace di sfruttare al meglio ogni occasione che gli si è posta, sia a Montréal che a Imola, la Rossa è incappata in un weekend che si è complicato in maniera importante già dal sabato.

La sesta fila conquistata in qualifica ha pesato sulle ambizioni del Cavallino, ma i problemi accusati in gara hanno ulteriormente aggravato la situazione, con un doppio ritiro che ha fatto pensare a un GP da (s)profondo rosso.

Partire così indietro ha significato inevitabilmente rimanere bloccati nel traffico nella prima parte della corsa, in particolare con Carlos Sainz, il quale ha anche perso qualche posizione al via scivolando ben oltre la dodicesima posizione iniziale, rendendo poi difficile rimontare. A ciò si sono aggiunti anche due contatti, della quale il primo ha fatto incastrare momentaneamente un pezzo nel fondo, come notato ai box anche dagli ingegneri, mentre il secondo con Alex Albon ha messo fine alla sua gara. Il problema alla Power Unit sulla vettura di Charles Leclerc ha inoltre tolto alla Rossa la speranza migliore di restare quantomeno in zona punti ed evitare di chiudere il Gran Premio a mani vuote.

Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

Foto di: Mark Sutton

Chiaramente, però, anche se il monegasco fosse riuscito a risalire in top ten, sarebbe stato sì un modo per limitare i danni, ma non il risultato che la Ferrari sperava. L’attenzione è più rivolta ai motivi per cui la SF-24 non è riuscita ad esprimersi ai livelli sperati: la prestazione anonima non lancia un campanello d’allarme, ma è la chiara indicazione che c’è ancora del lavoro da fare, non solo per battere la Red Bull, ma anche per trovare consistenza rispetto a una McLaren molto solida, che è sembrata essere miglior compromesso sui circuiti che hanno evidenziato le debolezze della RB20.

Una battuta d’arresto che non rappresenta il valore assoluto della monoposto italiana, ma è chiaro che ci si aspettasse qualcosa di più dal weekend canadese, anche dopo un venerdì in cui i piloti si erano detti soddisfatti offrendo commenti positivi sul potenziale della vettura. Tuttavia, la prima giornata di libere ha raccontato una storia solo a metà, non solo per ciò che si è poi verificato nel resto del weekend, ma anche per le condizioni della pista. Con un asfalto ancora umido, le macchine avevano girato con tempi ben superiori a quelli del sabato e anche sulle intermedie la pista era più tendente verso l’asciutto che al bagnato, scaldando più rapidamente la gomma. Condizioni strane che non si sono realmente riproposte al sabato, la giornata che ha messo in crisi le speranze della Ferrari.

Per quanto abbia dei punti in comune con Monte Carlo, il circuito di Montréal presenta anche molteplici differenze. Nel Principato ci sono tante curve lente in cui le doti in termini di grip meccanico e stabilità sulle sconnessioni fanno la differenza, mentre in Canada l’ago della bilancia si sposta più verso il fattore aerodinamica. Tuttavia, si tratta sempre di curve a bassa-media velocità, senza curve molto rapide che possono mettere energia negli pneumatici. Non è un caso che a Montréal si parli di graining, perché la superficie esterna con le tante fasi di trazioni tende a riscaldarsi prima della carcassa, ma sul giro secco il tema del warm-up diventa fondamentale.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Al sabato la Rossa ha faticato ad accendere le gomme nonostante l’aumento delle temperature dell'asfalto, senza mai raggiungere quei tempi che i team avevano previsto alla vigilia del weekend: si era ipotizzato che si potesse scendere tra 1:11.7 e 1:12:00 ed effettivamente così è stato, ma non per la Ferrari.

L’asfalto nuovo, molto liscio, tanto da rimuovere parzialmente anche parte delle sconnessioni che caratterizzavano Montréal, specie nel secondo settore, forse non ha aiutato, ma non è stato un elemento così centrale nella disamina. Inoltre, per quanto sia vero che il weekend canadese riporti alla mente le difficoltà della Cina, dove era stato rivisto lo strato superficiale dell’asfalto per il ritorno della F1 dopo diversi anni di assenza, i due appuntamenti hanno poco in comune. Shanghai presenta anche tante curve ad alta velocità in cui scaldare le coperture, ma l’asfalto liscio e le basse temperature avevano soprattutto contribuito a una differente gestione del bilanciamento e dell’asse limitante, penalizzando l’assetto della Rossa. Aspetti che, invece, non si sono riproposti nella medesima maniera a Montréal.

La difficoltà della SF-24 nell’estrarre il meglio dagli pneumatici sul giro singolo non è una novità, bensì un tema ben conosciuto nel corso di questa stagione, seppur a inizio campionato, con una McLaren più distante, nella maggior parte dei casi i piloti erano riusciti a centrare comunque un buon risultato. Ora, con MCL38 sempre più competitiva, serve un passo in più. È anche per questo che una battuta d’arresto non rappresenta un campanello d’allarme a massimo volume, bensì la conferma che, quando la vettura non riesce a lavorare nella sua finestra ideale, c’è ancora del lavoro da fare con i futuri aggiornamenti. Aggiungere carico aiuta, ma non sempre è la risposta a tutti i problemi.

Frederic Vasseur, Team Principal e Direttore Generale, Scuderia Ferrari

Frederic Vasseur, Team Principal e Direttore Generale, Scuderia Ferrari

Foto di: Ferrari

Vasseur ha detto che la squadra ha un'idea più precisa del perché non sia riuscita a trovare velocità in condizioni di umidità e bassa aderenza, nutrendo maggior ottimismo sul ritmo di gara di domenica, dove conta di più la gestione sulla lunga distanza.

"Venerdì il passo era buono. Le condizioni erano difficili al sabato e un paio di squadre hanno avuto lo stesso nostro problema, ma eravamo abbastanza fiduciosi per la gara. I problemi all'inizio... tutto è andato storto e spero che ora abbiamo messo insieme tutte le sfortune della stagione nello stesso weekend", ha detto il Team Principal del Cavallino.

"Se è stato il weekend più difficile? Non lo so, ma non è stato il migliore. "A volte si ha la sensazione che tutto vada male e sia contro di noi, ma non cambiamo approccio. Stiamo lavorando come squadra con i piloti nei momenti positivi e negativi e manterremo lo stesso approccio per il futuro. Non sono affatto infastidito da questo tipo di weekend, è quello che è".

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