F1 | Red Bull: Perez salvato per sponsor e stabilità del team
Perez era a un passo dall'addio, ma Red Bull lo ha confermato. Hanno pesato gli sponsor del messicano, ma anche l'intervento del magnate Carlos Slim. Il team ha puntato a soldi e stabilità, mettendo in pericolo la conquista del Mondiale Costruttori.
Sergio Perez, Red Bull Racing, Christian Horner, Team Principal, Red Bull Racing
Foto di: Red Bull Content Pool
La conferma di Sergio Perez in Red Bull Racing arrivata lo scorso lunedì dopo il meeting tra i vertici di Red Bull e, in un primo momento, è parsa essere una questione catalogabile con il detto "tanto rumore per nulla". Ma, attenzione: il presente e il futuro del pilota messicano è stato davvero appeso a un filo. Per di più, un filo molto sottile.
I parametri per la sua sostituzione immediata c'erano tutti. Le clausole che fanno parte del suo contratto riguardanti i distacchi a livello di punti con Max Verstappen parlano chiaro, così come lo fa anche la classifica del Mondiale Piloti (Max ha più del doppio dei punti rispetto a Perez: 277 a 131). A corredo di una situazione già poco brillante, Perez ha ottenuto appena 28 punti negli ultimi 8 gran premi contro i 151 di un Max autore di 3 vittorie e altri piazzamenti di rilievo.
Anche le parole di Helmut Marko prima e Christian Horner poi sembravano avere una mira ben precisa. Ovvero sottolineare i motivi per cui Perez sarebbe rimasto a piedi già all'inizio della pausa estiva. Poi, però, qualcosa è cambiato e lo ha fatto in modo tanto repentino quanto decisivo.
Mentre tutti attendevano il comunicato del team, le parti in causa hanno avuto modo di ponderare tutti i dettagli coinvolti nella questione e, si sa, il diavolo sta proprio in quelli, nei dettagli. Da una parte la paura - concreta - di Red Bull di vedersi scippare un titolo iridato Costruttori che fino all'inizio dell'estate sembrava solo una pura formalità. Dall'altra, invece, più di un argomento valido a supporto di Perez.
E' chiaro che non si stia alludendo ai risultati, quelli sono sempre stati a favore di chi, a Milton Keynes, lo avrebbe voluto esautorare con effetto immediato. Stiamo parlando degli sponsor che da sempre supportano la carriera di Checo e che hanno evidentemente una rilevanza di spessore anche nel rinnovo dell'accordo siglato poche settimane fa tra le parti.
Gli sponsor di Perez hanno avuto voce in capitolo, eccome, spingendo per confermare Checo almeno sino al termine della stagione corrente. Ma la sua permanenza in Red Bull ha avuto almeno altri due buoni motivi che l'hanno supportata.
Carlos Slim Jr e Sergio Perez, Red Bull Racing, terzo posto, festeggia sul podio
Foto di: Carl Bingham / Motorsport Images
Il primo di questi è Carlos Slim. Il magnate messicano e il figlio - Carlos Slim Domit - da diversi anni supportano a livello economico gli atleti di spicco della propria nazione. Perez, nel corso della sua carriera, ha potuto beneficiare di diversi interventi da parte dell'uomo più ricco del Messico sia a livello di risorse che di supporto politico-sportivo. Questo è stato solo l'ultimo in ordine temporale in favore del 34enne, ma, come sempre, ha avuto un'importanza fondamentale.
Red Bull Racing, dunque, ha preferito l'aspetto economico - non perdere soldi dagli accordi in essere - a quello sportivo. Se Perez dovesse continuare con l'abbrivio preso da qualche mese a questa parte e la RB20 non dovesse più essere la monoposto di riferimento da qui alla fine del Mondiale, allora la vittoria dell'iride Costruttori sarebbe sottto scacco. Un pericolo reale, soprattutto con una McLaren forte e che può giocare a 2 punte in ogni fine settimana di gara.
L'ultimo aspetto che non può essere sottovalutato è il Gran Premio di Città del Messico che sarà disputato dal 25 al 27 ottobre. l'evento centro americano si basa e si alimenta sulla presenza in griglia di Sergio. Qualora Checo fosse stato appiedato, sarebbe stato difficile pensare di fare grandi numeri a livello di presenze sugli spalti. E questo, a Liberty Media, non avrebbe fatto piacere.
Ecco dunque cosa ha spinto Red Bull a confermare Perez. Una scelta sicura dal punto di vista economico, ma azzardata da quello sportivo, che potrebbe addirittura portare a mettere in pericolo almeno la rincorsa a un titolo in favore di una stabilità che risulta precaria.
In tutto questo è cambiato il destino di Daniel Ricciardo, scelto per prendere il posto di Perez e ora destinato a rimanere in Racing Bulls almeno sino al termine della stagione. E' cambiato anche quello di Liam Lawson, che ieri ha preso parte a una giornata di test su una AT03 per riprendere contatto con una Formula 1 di ultima generazione in vista del suo ritorno in pista. Ma con la riconferma di Checo e Ricciardo ancora a Faenza, il suo destino - salvo clamorose sorprese - è quello di restare pilota di riserva fino al termine del 2024. Un nulla di fatto che, a seconda dei risultati sportivi, potrebbe portare un profondo malcontento alla fine della stagione.
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