F1 | McLaren: ora la MCL38 è competitiva anche sulle piste veloci
La MCL38 è giustamente considerata la monoposto universale: gli aerodinamici di Prodromou hanno deliberato per il GP del Belgio una nuova configurazione di ala posteriore scarica che ha permesso a Norris e Piastri di raggiungere finalmente ottime velocità di percorrenza nei curvoni e al fondo del rettilineo del Kemmel.
L'ala posteriore McLaren MCL38
Foto di: Giorgio Piola
La McLaren ha colmato una lacuna a Spa-Francorchamps: la squadra di Woking, infatti, per il GP del Belgio ha portato una nuova ala posteriore da basso carico, dando consistenza alla MCL38 che si è rivelata una vettura “universale” anche sui lunghi rettilinei delle Ardenne.
La squadra diretta da Andrea Stella ha dimostrato che la vettura papaya non ha più punti deboli, mentre in un passato recente la monoposto di Lando Norris e Oscar Piastri, faticava sulle piste veloci e, in particolare, nei curvoni ad alta percorrenza.
Lo staff aerodinamico di Peter Prodromou in Belgio ha fatto debuttare un nuovo concetto di ala posteriore che è stata pensata proprio per le piste più veloci (Spa-Francorchamps, Monza e Las Vegas): rispetto alla configurazione del Canada, per esempio il profilo principale mostra un bordo d’entrata quasi rettilineo e molto alto, con una limitata forma a cucchiaio solo nella porzione centrale.
McLaren MCL38: ecco il flap mobile sagomato e con il nolder
Foto di: Jake Boxall-Legge
Il flap mobile, a corda piuttosto corda, risulta concavo e nella parte centrale è tornato a mostrare una piccola forma a V, mentre a Montreal era decisamente più aperta. È interessante rilevare che il profilo è stato arrotondato verso i supporti laterali che, a loro volta, sono stati ulteriormente sagomati proprio per limitare la resistenza all’avanzamento sui lunghi rettilinei delle piste veloci. Per Spa-Francorchamps è stata scelta una configurazione dotata di un piccolo nolder, mentre a Monza potrebbe scomparire il Gurney Flap.
La tendenza recente delle squadre è quella di ridurre il drag delle ali, segno che si è trovata una maggiore capacità di generare downforce con il fondo, senza pagare in resistenza aerodinamica. Questo è uno dei motivi che spiega come mai la Red Bull che sceglie configurazioni alari generalmente più cariche, ha perso il (grande) vantaggio di cui disponeva a inizio stagione quando il DRS era aperto.
McLaren MCL38: a Spa c'era un solo elemento della beam wing
Foto di: Giorgio Piola
I tecnici preferiscono un’ala posteriore molto scarica, cercando poi di trovare il giusto bilanciamento lavorando sulla beam wing: la MCL38 domenica aveva un solo elemento ma con una corda piuttosto lunga che serviva a dare stabilità soprattutto nel T2, vale a dire il tratto più guidato della pista.
Per quello che riguarda la paratia laterale si rileva che nella parte esterna è scomparso quel piccolo deviatore di flusso, tipico della McLaren, utile a generare del carico locale. Nelle qualifiche sul bagnato le monoposto papaya non avevano impressionato (con Norris quarto e Piastri quinto), perché era stato deciso di privilegiare un setup che puntasse all’asfalto asciutto.
Lando Norris alla fine del rettilineo del Kemmel è arrivato a 350,5 km/h e Oscar Piastri ha toccato i 348,9 km/h, mentre la migliore Ferrari, quella di Carlos Sainz ha spuntato 349,1 km/h e la Mercedes di George Russell con 344,9 km/h ha preceduto di poco Max Verstappen che non è andato oltre 344,7 km/h.
La McLaren è a 42 punti dalla Red Bull nella classifica del mondiale Costruttori e, secondo quella che è la proiezione delle ultime gara, non è difficile prevedere un sorpasso del team campione del mondo prima di Abu Dhabi se i due piloti commetteranno meno ingenuità ed errori...
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