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F1 | Alpine: la scommessa di Spa ha pagato volando… sui rettilinei

Ocon ha centrato un bel nono posto a Spa replicando la posizione di partenza ma, nel mezzo, ci sono stati anche tanti sorpassi. Il francese aveva optato su un setup molto scarico da asciutto nonostante i timori sulla gestione gomma: il basso degrado e l'avere due hard hanno giocato a favore, ma la scommessa sull'assetto si è rivelata centrata.

Esteban Ocon, Alpine A524

Sulle Ardenne, la lotta per la top ten è stata piuttosto accesa, con diverse squadre pronte a giocarsi gli ultimi posti in zona punti lasciate dalle scuderie di vertice. Fernando Alonso ha portato a casa un ottavo posto per l’Aston Martin, seguito da Esteban Ocon con l’Alpine e Daniel Ricciardo con la Racing Bulls.

Se la gara dello spagnolo si è contraddistinta per la scelta della singola sosta, che lo ha portato fino ad un ottavo posto che, a un certo punto, sembrava quasi insperato, altrettanto interessante è la gara del pilota transalpino dell’Alpine, soprattutto perché giunto con un assetto scelto come una scommessa.

In FP1 Ocon era partito con il pacchetto vecchio, sia per quanto riguardava le novità introdotte dal team francese a Spa sia per l’ala posteriore, optando per quella con maggior carico tra le due a disposizione, al contrario del compagno di squadra, su cui erano stati montati tutti gli aggiornamenti. Un’opportunità per avere un confronto diretto tra i due pacchetti e ricavare dati utili allo sviluppo, con Ocon che ha poi avuto accesso alle ultime novità della carrozzeria a partire dalla sessione di libere del sabato mattina.

L’aspetto più interessante, tuttavia, risiede anche nelle scelte di setup tra i due pilota della scuderia di Enstone: se Ocon era partito con l’ala più carica tra le due a disposizione e Pierre Gasly con quella più scarica pensata per Spa, i due si sono poi invertiti scegliendo strade differenti. Data la prospettiva di una qualifica bagnata e di una migliore gestione gomma in gara, tenendo a mente l’alto degrado riscontrato nelle libere del venerdì, Gasly aveva scelto la specifica che garantiva maggior carico. Una decisione opposta a quella di Ocon che, già dalla FP2, era passato a quella più scarica, diversificando le vetture.

“Abbiamo deciso di mantenere un assetto da asciutto, per avere un po' più di prestazioni in rettilineo, ecco perché siamo stati molto veloci nel primo settore. Ma per me era molto importante l'aspetto della gara”, aveva spiegato Ocon dopo le qualifiche, spiegando la scelta dell’ala più scarica, improntata più alla gara che alla qualifica bagnata. Ciononostante, Ocon era riuscito a conquistare un prezioso nono posto in griglia di partenza, nella speranza che la scommessa in termini di setup pagasse come sperato, anche perché con un’ala così scarica il timore era quello che la A524 patisse il degrado al posteriore.

Se è vero che a Spa l’asse limitante tendenzialmente è l’anteriore, dall’altra parte il dubbio in casa Alpine era quello che si ripresentassero i medesimi problemi al retrotreno riscontrati negli ultimi GP, da cui la scelta anche di sdoppiare le configurazioni sulle vetture.

Esteban Ocon, Alpine A524

Esteban Ocon, Alpine A524

Foto di: Alpine

Dopo aver perso la posizione su Albon alla partenza, con una Williams che, però, a livello strategico non poteva contare su due set di hard come l’Alpine, la scuderia francese ha scelto di allungare il primo stint con Ocon, che al termine della prima parte di gara è così scivolato al sedicesimo posto. Dalla sua, però, Ocon aveva non solo ancora due treni di hard a disposizione, la mescola più efficace a Spa, ma anche un delta in termini di vita di gomma di cinque o sei giri rispetto ai principali rivali per la top ten. A ciò si è aggiunto anche il fatto che la hrd ha mostrato un degrado piuttosto contenuto.

È proprio in questo contesto che entra in gioco la scommessa dell’ala: durante tutto il Gran Premio i sorpassi si sono rivelati più difficili del previsto ma, con un assetto così scarico e quel delta di gomme menzionato in precedenza, la scelta di Ocon ha pagato, mettendolo nelle condizioni di poter attaccare gli avversari, sopravanzando in sequenza Hulkenberg e lo stesso Alonso. Dato la differenza di gomma e l’alto rischio di essere superati, al contrario gli altri due rivali per la top ten, Albon e Ricciardo, si sono invece fermati per montare l’unico set di hard con cui arrivare in fondo.

La storia si è poi ripetuta in occasione della seconda e ultima sosta di Ocon, dopo cui è ritornato in pista in quattordicesima posizione. Sfruttando le ottime performance sui rettilinei e pneumatici più freschi, Ocon è riuscito a superare Albon, Ricciardo e Stroll, risalendo così sino al nono posto. L’unico rimpianto del francese è quello di non essere riuscito a riacciuffare Fernando Alonso, il quale nel frattempo aveva cambiato strategia passando alla singola sosta contro le due degli altri rivali per la zona punti.

Confronto tra Ocon e Ricciardo in Belgio: si noti la differenza di 10 km/h in rettilineo

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Foto di: Gianluca D'Alessandro

Ad esempio, la differenza di velocità sul rettilineo con la Racing Bulls toccava quota 10 km/h a favore dell'Alpine: un dato sostanzialmente simili se il confronto viene effettuato non con la scuderia di Faenza, bensì con l'Aston Martin. Infatti, nonostante l'ala abbastanza scarica, la VCARB01 non è tra le vetture più efficienti del lotto, mentre la scuderia di Silverstone aveva optato per una configurazione più carica per proteggere le gomme, aumetnando di conseguenza il drag.

“È stata una gara positiva, le prestazioni della macchina sono state molto buone siamo stati in grado di lottare e di progredire. Purtroppo non è il massimo risultato. Prima dell'ultima sosta avevamo diversi secondi di vantaggio su Alonso e purtroppo lui ha concluso con quattro secondi di vantaggio su di noi. L'ultima sosta ci è costata molto, purtroppo”, ha detto Ocon a fine gara, per quanto chiaramente fosse difficile da pronosticare che la singola sosta si sarebbe rivelata così efficace. Infatti, con Alonso questa scelta è nata più necessità di classifica non avendo molto da perdere, mentre Alpine ha posto la propria attenzione su quella che era la decisione più sicura in quel momento della gara.

“Sono comunque contento. Abbiamo avuto un buon passo e anche abbastanza velocità in rettilineo per sorpassare lungo il Kemmel. Alla fine, è stato sufficiente per la top ten. Ci sono degli aspetti positivi, come il ritmo e la gestione degli pneumatici. Penso che avremmo potuto finire forse una posizione più in alto se avessimo eseguito le cose in modo leggermente diverso, ma in generale abbiamo preso una buona decisione concentrandoci sulla preparazione alla gara con il setup”, ha poi aggiunto il francese.

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