F1 | Nella guerra dei cestelli la Red Bull rintuzza la McLaren
La squadra di Milton Keynes già a Imola ha portato soluzioni diverse nei corner che ha affinato anche per Monte Carlo. Dopo che la FIA ha emesso una Direttiva Tecnica che spiega cosa è concesso e vietato nel raffreddamento dei cestelli, si è avuta la sensazione che la McLaren abbia perso qualcosa a Imola. Sarà lo stesso nel Principato?
Red Bull Racing, dettaglio tecnico
Foto di: Roberto Chinchero
La potremmo definire la battaglia dei cestelli. La McLaren ha sviluppato un sistema per controllare la temperatura delle gomme posteriori che, in particolare, sulle piste con l’asfalto molto caldo, ha dato un grande vantaggio alle due vetture papaya. La squadra di Woking con Oscar Piastri e Lando Norris, primo e secondo nel mondiale piloti, ha preso il largo nel Costruttori potendo contare su un margine di 132 punti sulla Mercedes.
La Red Bull, però, si sente più che mai in lizza con Max Verstappen nella graduatoria dei piloti, visto che l’olandese è solo a 22 lunghezze dal leader australiano. La squadra di Milton Keynes ha iniziato un pressing asfissiante sulla FIA per cercare di capire cosa sia concesso o vietato nei cestelli.
La Federazione Internazionale ha emesso la TD03 nella quale ha ripreso parzialmente le richieste della Red Bull, mettendo in evidenza quali sono le soluzioni vietate nella gestione delle temperature nei cestelli, allargando, come è prassi da anni, le risposte a tutte le squadre.
E non è casuale che Pierre Waché, direttore tecnico, e il team principal, Christian Horner, del team di Milton Keynes, dopo la gara vinta a Imola, avessero messo la sordina alle polemiche, preferendo adottare una tattica comunicativa molto diversa: “Sì, noi siamo un po’ cresciuti – ha detto l’ingegnere francese – ma siamo rimasti sorpresi dal fatto che gli altri non siano andati meglio di quanto hanno mostrato".
Dettaglio dei cestelli della McLaren tenuti sotto osservazione
Foto di: Franco Nugnes
L’allusione è molto chiara, per quanto indiretta: il chiarimento della FIA ha colpito la McLaren che in Romagna ci ha lasciato qualcosa con Norris secondo e Piastri terzo dietro al fenomeno quattro volte campione del mondo.
I tecnici della Red Bull hanno svolto un grosso lavoro nello sviluppo dei cestelli posteriori, cercando il modo di isolare l’alta temperatura prodotta dall’impianto frenante (pinza e disco), per creare una sorta di intercapedine di aria fresca all’interno dei due cestelli in carbonio, ma hanno anche modificato il disegno di quelli anteriori con un diverso andamento dei flussi nel corner.
Red Bull RB21: ecco il nuovo disegno del cestello anteriore visto a Monaco
Foto di: Roberto Chinchero
La FIA ha espresso chiaramente che è vietato l’uso di fluidi nel corner. Qualcuno sostiene che la McLaren avesse trovato un sistema geniale per rinfrescare l’aria destinata all’intercapedine dei cestelli. I colleghi di The Race hanno pensato che si potesse utilizzare l’acqua che i piloti usano per bere durante il GP. Una soluzione non facilmente ripetibile nell’arco di una gara, per cui pare poco credibile, mentre c’è chi più concretamente ha supposto che un tubicino in uscita dal radiatore del cambio, facesse circolare l’acqua raffreddata nella brake duct posteriore, tornando poi al radiatore.
Se così fosse si tratterebbe di una soluzione geniale che, secondo il chiarimento della FIA, andrebbe a contravvenire l’articolo 11.5 del regolamento tecnico di F1 che vieta il raffreddamento dei freni a liquido. Monaco sarà un banco di prova molto importante per capire se c’è stato un cambiamento dei valori in campo. Le McLaren dovrebbero essere dominanti, ma la Red Bull sembra essersi attrezzata per reggere il passo...
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