F1 | Simulazione Megaride: a Monaco serve trazione e si rivede la C6
Il circuito cittadino del Principato propone la gamma di gomme Pirelli più morbida per un asfalto a bassa abrasività e per il tracciato più corto del mondiale con la media di percorrenza più bassa. L'obbligo di effettuare due pit stop potrebbe rimescolare le carte nelle scelte strategiche della gara.
Grafico MegaRide, GP Monaco
Foto di: MegaRide
La Formula 1 torna subito in pista, dopo appena una settimana dall’ultimo Gran Premio a Imola, per approdare sul circuito cittadino più famoso del mondo: Monte Carlo. Il Gran Premio di Monaco è una tappa tanto storica quanto prestigiosa; ogni pilota sogna di vincere qui almeno una volta nella sua carriera. Insieme alla vittoria della 24 Ore di Le Mans e della 500 Miglia di Indianapolis, conferisce al pilota la cosiddetta “Triple Crown”.
La pista di Monte Carlo, la più corta e lenta dell’intero campionato, è caratterizzata da una carreggiata estremamente stretta e da un layout particolarmente tortuoso: qui non è concesso sbagliare. Proprio per le sue caratteristiche uniche, gli ingegneri sviluppano soluzioni aerodinamiche specifiche per ottenere il massimo downforce richiesto.
Un setup specifico è richiesto anche per il raggio di sterzata, aumentato per affrontare al meglio alcune curve estremamente strette come il tornantino in curva 6. A complicare maggiormente lo scenario è l’introduzione della FIA dell’obbligo di due pit stop durante la gara con l’utilizzo di almeno due mescole diverse per stimolare strategie differenti.
Grafico MegaRide, GP Monaco
Foto di: MegaRide
- Dal grafico delle temperature è evidente il ridotto stress termico sugli pneumatici grazie alla bassa velocità media sul giro. Picchi di temperatura si possono notare sulle gomme anteriori in curva 1, Saint Devote, curva 10, Novelle Chicane, e in curva 15, nella zona delle piscine. Le posteriori, invece, sono maggiormente sollecitate in uscita dalle curve lente dove è richiesta molta trazione.
- Come per lo scorso Gran Premio, anche per questo Pirelli mette a disposizione dei team le tre mescole più morbide: C4-C5-C6. La selezione non sorprende considerando le basse forze esercitate sugli pneumatici e la quasi assenza di degrado.
- Come spesso capita sui circuiti cittadini, il livello di grip atteso risulta essere basso all’inizio del weekend e via via crescente nelle sessioni successive. Ad aiutare la progressione è il ritorno in pista di F2 e F3.
Grafico MegaRide, GP Monaco
Foto di: MegaRide
Come si evince dal grafico delle usure, il tracciato di Monaco risulta essere poco aggressivo sugli pneumatici con livelli di usura estremamente bassi. Leggermente più sollecitate le posteriori per l’elevata trazione richiesta in uscita delle numerose curve lente come il tornantino in curva 6, la chicane dopo il tunnel in curva 9 e le chicane nella zona delle piscine.
I sorpassi qui sono quasi impossibili a causa del caratteristico layout del circuito; pertanto, le qualifiche saranno fondamentali per ottenere un grosso vantaggio in gara. L’introduzione dei due pit stop obbligatori, però, rende le strategie ai box molto importanti per cercare di guadagnare posizioni. Attenzione all’elevata probabilità dell’ingresso di safety car che potrebbe complicare ulteriormente le strategie previste.
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