F1 | Williams spreca, Sainz: "Ero vicino a disobbedire, ma sono un uomo-squadra"
Sainz ha chiuso solo ottavo a Imola dopo una strategia sbagliata della Williams. Nonostante fosse "vicino a disobbedire" al team, Sainz ha seguito le indicazioni fidandosi del team, ma la scelta si è rivelata penalizzante. L'obiettivo è quello di migliorare la comunicazione e la lettura della gara del team, perché gli errori si stanno sommando.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Peter Fox
La Williams lascia Imola ancora una volta con un buon bottino di punti, grazie al quinto e all’ottavo posto conquistati rispettivamente da Alex Albon e Carlos Sainz. Eppure, c’è una nota stonata: per la seconda volta consecutiva, qualcosa non ha funzionato sul piano della comunicazione, in particolare dal lato del box dello spagnolo.
A Miami, Sainz non solo era stato costretto a partire con gomme usate per un errore operativo della Williams, ma aveva anche subito il sorpasso del compagno di squadra nonostante il team gli avesse confermato che le posizioni sarebbero rimaste congelate. Una situazione che lo spagnolo non aveva gradito, ma sulla quale il TP James Vowles aveva cercato di smorzare i toni, definendola semplicemente un errore di comunicazione.
A Imola il weekend era iniziato bene, con Sainz sesto proprio davanti al compagno di squadra. Tuttavia, alla fine lo spagnolo si è dovuto accontentare dell’ottava posizione e, nel post-gara, ha parlato con amarezza della strategia adottata nel suo caso.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images
“Non sono contento. Non possiamo essere soddisfatti di un ottavo posto, anche se a un certo punto della gara ero quindicesimo e non ero nemmeno sicuro che saremmo riusciti ad arrivare a punti. Ma da lì alla fine ho fatto una buona rimonta. Semplicemente non abbiamo gestito bene la domenica, di nuovo”, ha raccontato Sainz a fine gara.
“È la seconda volta di fila che, secondo me, buttiamo via tanti punti la domenica, dopo esserci qualificati molto bene. Eravamo anche in una buona posizione nei primi giri. Sono frustrato perché non è la prima volta che commettiamo errori, e ci sta costando molti punti la domenica.”
“Ma, allo stesso tempo, ho sempre detto al team che questo è l’anno giusto per fare errori e imparare. Però dobbiamo anche fare un passo avanti, perché stiamo iniziando a regalare troppi punti per i miei gusti”, ha aggiunto lo spagnolo.
Ma da dove nasce questa frustrazione? Dopo aver mantenuto il sesto posto alla partenza, Sainz è rimasto intrappolato nel trenino durante il primo stint, dove era praticamente impossibile superare dato che tutti beneficiavano del DRS e viaggiavano a pochi decimi l’uno dall’altro. Il momento cruciale è arrivato dopo una decina di giri, quando la Ferrari ha deciso di richiamare ai box Charles Leclerc.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Nel caso della Ferrari, puntare sulle due soste era una mossa sensata e razionale: non solo la macchina era indietro in classifica, ma superare così tante auto in pista con una sola sosta sarebbe stato molto difficile. Anticipando tutti, la Ferrari ha ottenuto un doppio vantaggio: indirizzare il GP verso le due soste e guadagnare ben 4 posizioni con un undercut, inclusa quella su Sainz.
Vista la sosta di Leclerc, anche la Williams ha deciso di reagire, diversificando la strategia tra i suoi due piloti. Sainz, che era davanti, è stato spostato sulla strategia a due soste, perdendo la posizione proprio su Leclerc, mentre Albon è rimasto su quella più efficace, ovvero la singola sosta.
“Abbiamo reagito in modo eccessivo al pit stop di Leclerc, ma dal mio lato del box abbiamo fatto la sosta davvero molto presto. Da lì in poi siamo finiti su una strategia sfasata che non funzionava e non era favorevole per noi.”
“Quando è arrivata la chiamata per il pit stop, ero molto vicino a disobbedire e restare fuori. Allo stesso tempo, sono un giocatore di squadra e ovviamente il team ha più informazioni di quante ne abbia io. Quindi ho seguito l’ordine, nel caso ci fosse qualcosa che io non potevo vedere".
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images
La Williams ha quindi sì reagito al pit stop di Leclerc per precauzione, ma ha commesso un errore simile a quello della McLaren con Oscar Piastri: dopo alcuni giri in cui l’australiano ha iniziato a soffrire con le gomme, il team di Woking non ha atteso che si stabilizzassero, richiamandolo subito ai box e spingendolo così verso una strategia a due soste.
Non è raro che le gomme si stabilizzino dopo una fase iniziale di graining. “È vero che in quel momento tutti stavano faticando, ma di solito le gomme attraversano una fase in cui sembrano degradate e poi si riprendono”, ha aggiunto, riferendosi anche a tutti quelli che hanno scelto di restare fuori puntando su una sosta unica.
“Sappiamo quanto sia penalizzante perdere posizione a Imola, cosa che abbiamo fatto rispetto a Leclerc e a tutti quelli su una strategia a una sola sosta, cioè praticamente il resto della griglia. Chiaramente dobbiamo migliorare il modo in cui comunichiamo e ci capiamo la domenica”.
“È sempre stato un mio punto di forza, e devo costruirlo anche con questo team. Perché, con la velocità che ho avuto questo weekend in qualifica sabato e con quella che avevo oggi in gara, esco dal weekend solo con un ottavo posto, mentre Alex è di nuovo in top 5 con una strategia normale. È molto frustrante, anche perché non è la prima volta".
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