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F1 | Bearman sfortunato: la rimonta dall'ultima fila ai punti è sfumata… al pit stop

Quello di Imola è stato un weekend sfortunato per Bearman. Dopo essere stato eliminato in Q1 al sabato per un tempo cancellato a causa di una bandiera rossa controversa, l'inglese stava rimontando in gara, sfruttando anche una VSC, ma una gomma fissata male al pit stop ha distrutto la sua corsa: senza l'errore, la top 10 sembrava alla portata.

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Diciannovesimo in qualifica e diciassettesimo in gara. Se si guardasse solo la classifica, sarebbe facile arrivare a una lettura sbagliata di quello che è stato il weekend di Oliver Bearman e della Haas a Imola. Eppure, il suo fine settimana ha molto da raccontare, ben più di quanto si possa pensare a un primo sguardo.

Dietro a un diciassettesimo posto che non rende felice nessuno, si celano due episodi sfortunati che lo hanno escluso da una lotta per la zona punti che sembrava tutt’altro che impossibile. Il primo episodio è stato quello in qualifica, quando Bearman è stato escluso già alla fine della Q1 a causa della cancellazione del suo tempo per una bandiera rossa controversa, di cui abbiamo già parlato in un’analisi dedicata.

Partendo dall’ultima fila, anche Bearman sapeva che la sua gara sarebbe stata tutta in salita, ma non si sarebbe mai aspettato che a toglierlo dalla lotta per i punti sarebbe stato un errore al pit stop: “Ora tutti penseranno che abbia fatto una gara di m... ma in realtà stava andando piuttosto bene”, ha detto Bearman dopo la corsa.

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Foto di: Lars Baron / Motorsport Images via Getty Images

“Mi sono dovuto fermare dopo solo un giro sulle medie perché la gomma non era fissata correttamente. Sono uscito dai box dietro a Russell; lui era settimo, io ero più veloce di Tsunoda ed eravamo sulla stessa strategia, e lui era in zona punti".

"Quindi eravamo in lotta per un buon risultato. Purtroppo c’è stato un problema al pit stop che mi ha costretto a rientrare, non è il modo più veloce di fare una gara”, ha detto l'inglese, deluso per un weekend in cui ciò che poteva andare storto è... andato storto.

La VSC ha dato la chance per ribaltare la gara

Entrare in top 10 era un’impresa ardua, ma nella prima parte di gara Bearman ha fatto tutto ciò che ci si potesse aspettare: restare agganciato al gruppo, tenere dietro Yuki Tsunoda (giunto decimo a fine gara dopo essere partito dalla pit lane), allungare lo stint e sperare in un episodio favorevole, l’unica vera alternativa partendo così indietro.

Oliver Bearman, Haas F1 Team, Yuki Tsunoda, Red Bull Racing

Oliver Bearman, Haas F1 Team, Yuki Tsunoda, Red Bull Racing

Foto di: Lars Baron / Motorsport Images via Getty Images

Prima della Virtual Safety Car per il ritiro del compagno di squadra Esteban Ocon, il britannico si trovava in decima posizione, ed era riuscito anche a difendersi per diversi giri anche dal ritorno di George Russell, che nel frattempo si era fermato passando a una strategia a due soste, date le difficoltà con le gomme nel primo stint.

La VSC è stata il colpo di fortuna che la Haas aspettava, consentendo di rientrare ai box risparmiando secondi preziosi, come tutti quei piloti rimasti su una strategia a una sola sosta. Anche se in questa fase proprio Russell è riuscito a superarlo grazie a una sosta più rapida dei meccanici Mercedes, Bearman è tornato in pista in tredicesima posizione.

Soprattutto, era rientrato alle spalle delle Aston Martin, che montavano gomme vecchie e si sarebbero dovute fermare di nuovo, e della Sauber di Hulkenberg, un rivale alla sua portata. Considerando che Bearman non avrebbe dovuto più fermarsi e che si trovava ancora davanti a Tsunoda, la gara sembrava indirizzarsi sui binari giusti.

Il problema al pit stop ha... fermato la rimonta

I sogni di rimonta verso la top 10, tuttavia, si sono infranti pochi secondi dopo: il britannico è stato costretto a rientrare nuovamente ai box per sostituire il set di medie appena montato, fissato in maniera errata. Tra controlli e cambio gomme, la sosta è durata ben 29 secondi, facendolo uscire addirittura doppiato.

Oscar Piastri, McLaren, Oliver Bearman, Haas F1 Team, Yuki Tsunoda, Red Bull Racing Team

Oscar Piastri, McLaren, Oliver Bearman, Haas F1 Team, Yuki Tsunoda, Red Bull Racing Team

Foto di: Peter Fox / Getty Images

Una Safety Car nel finale gli ha permesso di sdoppiarsi, ma a quel punto la gara era già compromessa. Tuttavia, girando in aria pulita dopo il problema, Bearman ha avuto modo di esprimere il proprio passo e le indicazioni sono state positive, tanto che, con la stessa gomma, si era dimostrato anche più rapido di Albon. Vero che Bearman non avesse nulla da perdere, ma da l'idea di come la VF-25 avesse un buon potenziale.

“Il passo di Ollie era davvero buono, quindi abbiamo puntato su una strategia a una sola sosta. Il problema al pit stop ha rovinato la sua gara. Però, dopo la VSC, il passo di Ollie nell’ultimo stint è stato ottimo. Il lato positivo è che la macchina aveva il passo per andare a punti. Tuttavia, è un’altra occasione mancata, questo è l’aspetto negativo. Dobbiamo rimediare,” ha spiegato il Team Principal della Haas, Ayao Komatsu.

A Imola, la Haas ha portato il suo primo sostanzioso pacchetto di aggiornamenti stagionali, con modifiche a fondo, diffusore, cover della sospensione posteriore e brake duct. Nonostante il weekend sia stato condizionato dagli episodi, Bearman ha trovato comunque degli elementi positivi: non solo il passo gara si è dimostrato competitivo, ma anche la vettura è apparsa prevedibile e costante.

“Dopo il pit stop, sono rientrato con un giro di ritardo, ma in mezzo ai piloti che lottavano per il podio. E, sai, gareggiando contro di loro, avevo un passo discreto e la macchina sembrava davvero buona. Cercavo comunque di spingere al limite la macchina e mi dava buone sensazioni, era prevedibile. Quindi, da quel punto di vista, ero contento,” ha aggiunto l’inglese, trovando un aspetto positivo in un weekend che, senza la cancellazione del tempo in qualifica e il problema al pit stop, avrebbe potuto regalare molto di più.

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