F1 | La Ferrari spinge lo sviluppo della PU al massimo e scommette sull'ADUO
Da un paio di mesi è arrivato a Maranello un giovane motorista Nissan con esperienza di FE: Martinez, è uno specialista nella gestione dell'energia che si aggiunge al gruppo di lavoro di Enrico Gualtieri che sta spingendo nell'evoluzione del 6 cilindri.
Ferrari SF-26, dettaglio tecnico
Foto di: AG Photo
È arrivato da un paio di mesi soltanto, ma è già molto impegnato nello staff motori del Cavallino che è in piena fase evolutiva. Maxime Martinez ha completato il periodo di gardening dopo l’uscita della squadra Nissan di Formula E ed è approdato a Maranello nel ruolo di Power Unit Performance Engineer. Si tratta di un ingegnere giovane che nel suo bagaglio vanta anche un’esperienza in Mercedes come Powertrain Control Engineer.
Potrebbe essere l’uomo giusto arrivato al momento giusto al Reparto Corse per accelerare lo sviluppo nella delicata area della gestione dell’energia elettrica, dove la squadra diretta da Enrico Gualtieri ha pagato un indiscutibile gap tecnico nei confronti della power unit di Brixworth curata da Hywel Thomas.
È indubbio che il 6 cilindri turbo siglato 067/6 paghi alla PU della Stella circa 25 cavalli quando è in piena potenza da metà rettilineo in poi, mentre si difende più che egregiamente nell’utilizzo in fase di potenza media. C’è, forse, una curva di coppia fin troppo esuberante ai bassi regimi che andrebbe, in parte, trasferita ai massimi regimi, per favorire anche una ricarica della batteria adeguata con il super clipping.
La Ferrari ha “battezzato” un motore che lavora molto caldo per disporre di masse radianti decisamente più ridotte a vantaggio di risparmio di peso e, soprattutto, di vantaggi aerodinamici con una riduzione della resistenza all’avanzamento.
Ferrari SF-26, il sistema FTM che sfrutta a livello aerodinamico la soffiatura dello scarico
Foto di: AG Galli
Non solo, ma a Maranello hanno puntato su un propulsore che deve essere sempre in tiro specie con le marce basse per favorire un accumulo di energia e per assicurare un valido soffiaggio dei gas roventi dallo scarico centrale grazie anche al turbo leggermente più piccolo. Diciamo che una decina di cavalli si sono persi in fase di progettazione, confidando che sarebbero arrivati maggiori vantaggi dall’aerodinamica.
Con la prospettiva di aver l’ok dell’ADUO dopo che i tecnici FIA avranno raccolto i dati a Miami e la conferma di poter disporre dell’Additional Development and Upgrade Opportunities da Monaco, la Scuderia potrebbe tentare un recupero prestazionale nei confronti della Mercedes, con la speranza di riaprire la lotta per il mondiale, al momento dominata da Kimi Antonelli e George Russell, i due portacolori della Mercedes.
È probabile che nel GP del Canada la Ferrari faccia debuttare il motore 2, in modo da continuare ad usare quello attuale nelle prove libere, nella speranza di introdurre la PU 3 con le soluzioni frutto dell’ADUO a partire dal GP del Belgio in programma a Spa Francorchamps dal 19 luglio.
Tutta questa pianificazione ben congegnata, ovviamente, potrà essere condizionata dal cambiamento delle regole che verrà discusso domani per la parte del regolamento sportivo e giovedì nel secondo meeting tecnico, dal quale dovrebbero emergere le proposte da portare il 20 aprile per definire le modifiche necessarie a correggere le storture viste nei primi tre GP disputati.
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