F1 | Red Bull: ecco perché il... turbone penalizza le partenze di Verstappen
La squadra di Milton Keynes sta deludendo le aspettative: è sesta nella classifica dei Costruttori preceduta da Haas e Alpine. La RB22 ha gravi carenze di telaio e aerodinamica su cui Waché sta lavorando, ma al via delle gare paga anche la girante grande. La power unit di Milton Keynes è potente, ma ha questo difetto...
Motoristi F1 2026: le variazioni di posizione durante il primo giro
Per la Red Bull è un momento difficile. L’uscita di Gianpiero Lambiase, capo degli ingegneri e tecnico di fiducia di Max Verstappen, a inizio 2028 è solo la goccia che fa traboccare il vaso. La squadra di Milton Keynes, seconda per due punti nel mondiale piloti 2025 con l’olandese, dopo tre Gran Premi disputati con le monoposto agili è tracollata al sesto posto fra i Costruttori, con 16 punti nel carniere alla pari di Alpine e sopravanzata dalla sorprendente Haas.
La fotografia che emerge è piuttosto nitida: la Red Bull non sembra più un top team, come se la lunga sequenza di personaggi di spicco in fuga, abbia asciugato il potenziale di una squadra che è sempre stata protagonista assoluta in F1.
Cosa sta succedendo? I numeri sono imbarazzanti: in media, la Red Bull è attualmente a 0"97 dal tempo migliore in qualifica e addirittura a 1"26 dalla Mercedes in gara. Se inquadriamo la crisi da un punto di vista storico, possiamo dire che la RB22 è la peggiore monoposto degli ultimi 11 anni, bisogna tornare al 2015 per trovare un... buco nero così preoccupante.
Grafico F1 2026: il distacco della Red Bull in qualifica
All’inizio dell’era ibrida nel 2014 il punto di sofferenza del sistema era la power unit Renault, ma curiosamente il divario dalla Mercedes, già allora dominante, era di 0”83 al giro, un distacco che, però, le permetteva di essere comunque la seconda forza del campionato.
Rispetto a quel periodo emerge un dato: il problema principale della Red Bull non è la power unit RBPT Ford DM01. Un dato? In Australia, Cina e Giappone, i tre appuntamenti disputati, la velocità massima è stata competitiva e persino superiore a quella della Ferrari.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Le difficoltà si manifestano soprattutto in curva, nel secondo settore in Cina e nelle velocissime S in Giappone. L’aver spinto lo sviluppo della RB21 fino alla fine della stagione 2025 per inseguire il quinto titolo di Super Max, ha ritardato lo sviluppo della vettura di quest’anno. Eppoi la RB22 è nata nella galleria del vento di Bedford che è ormai la più vecchia del Circus, in attesa che arrivi pronta quella modernissima in costruzione nel Campus di Milton Keynes.
La controprova emerge dal confronto con la Racing Bulls: la squadra di Faenza, che segue di soli due punti il team ufficiale, non tocca velocità vertiginose in rettilineo, ma mostra una percorrenza in curva migliore, segno che alla RB22, manca di carico aerodinamico e si trascina un peso eccessivo (a inizio stagione era di una ventina di chili).
Il direttore tecnico Pierre Waché sta cercando di dare una priorità agli interventi da fare: a Miami vedremo una RB22 sostanzialmente diversa, con importanti correttivi. A dispetto di quanto si va dicendo nel web, l’ingegnere francese non è a rischio licenziamento, ma sta lavorando sodo per uscire dalla gobba.
Il grosso dell’aggravio di peso era derivato dall’esigenza di portare la macchina alla distribuzione dei pesi dettata dal regolamento, per effetto non solo del packaging della PU con il telaio. Una drastica cura dimagrante è già programmata, così come la ricerca del carico aerodinamico, anche se, al momento, resta un problema che deriva anche dal motore.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Marcel van Dorst / EYE4images / NurPhoto via Getty Images
Come la Mercedes, anche la Red Bull sul suo 6 cilindri ha adottato un turbo “grande” e, come la Stella, ne risente in partenza perché senza la MGU-H abolita dai regolamenti, accusa un turbo lag decisamente superiore al motore Ferrari che nel primo giro delle tre gare disputate ha guadagnato qualcosa come 25 posizioni! Può sembrare incredibile, ma è la verità, dietro allo 067/6 del Cavallino spunta l’Honda dell’Aston Martin.
L’unità giapponese, disastrosa in tutto (manca di circa 90 cavalli), sfrutta la girante piccola e, grazie alle capacità di Fernando Alonso, si è distinta in partenze a razzo che hanno fruttato 14 posizioni nella prima tornata, facendo meglio della Mercedes. Le squadre clienti di Brixworth sembrano fare meglio di quella ufficiale al via, tanto che la Stella complessivamente ha guadagnato 8 posizioni nel giro di avvio, mentre il motore Red Bull – Ford ne ha perse addirittura 21 e solo l’Audi è riuscita a fare peggio con 26 e sole due vetture.
Stando alle indiscrezioni, l’endotermico Red Bull non lontano nelle prestazioni dall’AMG M17 E Performance, non riuscirà a rientrere fra i motori che potranno beneficiare dell’ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), per cui il rischio è di portarsi questo problema fino al prossimo anno. Per Verstappen, abituato a partenze fulminee, sarebbe un vero guaio...
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