F1 | Ferrari e Shell scommettono sull'e-fuel per il 2026?
La Scuderia ha rinnovato l'accordo strategico che scadeva nel 2025 con un anno di anticipo. Scopriamo cose c'è dietro a uno striminzito comunicato che annunciava il proseguimento della collaborazione iniziata nel 1950. Oltre a un importante supporto economico, c'è anche un cambio di paradigma: si investe nel carburante chimico per il 2026.
Shell V-Power
Foto di: Shell Motorsport
La Ferrari sta prendendo piena consapevolezza di quello che è il suo potenziale: nelle corse come nel mercato delle Supercar. Il lancio della F80 è stato un successo straordinario: la vettura frutto della ricaduta tecnologica di F1 e Hypercar è già stata prenotata dai 799 fortunati clienti che potranno acquistarla, consapevoli che c’era una lista d’attesa di almeno altrettanti per depositare un acconto.
In F1 la Scuderia ha collezionato la quinta vittoria stagionale a Città del Messico, la seconda di fila dopo Austin, ed è seriamente in lizza per il mondiale Costruttori, visto che segue la McLaren a soli 29 punti. I tecnici del Cavallino hanno saputo rimboccarsi le maniche, riuscendo a rendere la SF-24 una monoposto che può lottare per il primato su ogni circuito, mitigando difetti che nell’estate l’avevano vista soffrire la migliore concorrenza.
Carlos Sainz, Ferrari
Foto di: Dom Romney / Motorsport Images
Red Bull e Mercedes che avevano preceduta la rossa l’anno scorso fra le squadre, ora sono già dietro in classifica e il recupero di 46 punti sulla McLaren nelle ultime due gare indica che il mondiale che manca dal 2008 è contendibile.
La 677, sigla di progetto della monoposto 2025 per Lewis Hamilton, sta nascendo intorno al nucleo degli ingegneri italiani che hanno trovato in Loic Serra, nuovo direttore tecnico, un soggetto molto responsabile che ha cercato di trovare subito una sintonia con il gruppo di lavoro amalgamato da Fred Vasseur, senza stravolgere un progetto già molto avanzato. Il Cavallino produrrà una vettura completamente nuova grazie al budget “risparmiato” nel 2024: sospensione anteriore a schema pull rod, telaio e scatola del cambio saranno nuovi. L’intenzione sarà di lottare per i due titoli 2025 senza aspettare la sfida dei nuovi regolamenti, nella consapevolezza che il gap dalla concorrenza è stato colmato nell’estate.
Loic Serra, quindi, oltre a sviluppare la SF-25 (?), dovrà traghettare la Scuderia nella nuova era della F1, quella delle monoposto agili, più piccole e più leggere. La sfida non sarà tanto aerodinamica, quanto intorno alla power unit che ricaverà la sua potenza al 50% dal motore termico e al 50% dall’ibrido. Del 6 cilindri di Maranello disegnato da Wolf Zimmermann non ci sono anticipazioni, ma le voci interne dicono che utilizzi soluzioni “rivoluzionarie” nell’area della combustione.
Loic Serra, Ferrari
Foto di: Ferrari
L’altro aspetto innovativo del regolamento sarà l’adozione dei carburanti bio al 100%, campo nel quale Aramco e Petronas hanno acquisito una conoscenza molto avanzata grazie a investimenti enormi, trattandosi di un’area di sviluppo che non è condizionata dal budget cap e offre un’opportunità di ricerca che può avere un valore prestazionale in F1, ma che può aprire in futuro un mercato utile a tutelare il motore endotermico come seconda gamba della mobilità non solo soggetta all’elettrico.
Si tratta di una sfida molto ambiziosa che Ferrari e il partner strategico Shell hanno deciso di affrontare insieme. Nei giorni scorsi sul sito della Casa di Maranello è apparso uno scarno comunicato a cui, forse, si è data poca importanza: “Ferrari è lieta di annunciare il rinnovo pluriennale della partnership con Shell. L’accordo, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, comprende Scuderia Ferrari HP, Ferrari Hypercar e la serie Ferrari Challenge”.
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Foto di: Giorgio Piola
L’attuale contratto sarebbe andato in scadenza alla fine del 2025, ma l’anticipo di un anno del rinnovo, oltre a dare continuità a una collaborazione che era iniziata già nel 1950, serve a definire i nuovi obiettivi che la Ferrari vuole raggiungere con la multinazionale olandese.
La Shell, stando alle indicazioni emerse, era intenzionata a voler sviluppare per la F1 2026 il bio fuel, mentre il regolamento sembra spingere i petrolieri a scommettere sull’e-fuel, vale a dire il prodotto di sintesi. Un cambiamento di paradigma che obbliga i due partner strategici a rivedere i piani.
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Foto di: Shell Motorsport
La “Conchiglia” ha oltre 500.000 dipendenti e gestisce 46.000 siti di vendita al dettaglio in più di 80 paesi: Shell, quindi, si definisce “…il rivenditore di mobilità numero uno al mondo, al servizio di 33 milioni di clienti al giorno. Per soddisfare le esigenze dei suoi clienti, Shell è in continua evoluzione, offrendo i carburanti, lubrificanti, cura dell'auto, prodotti e servizi di vendita al dettaglio di cui i clienti hanno bisogno per ottimizzare i propri movimenti”.
L’accordo con Ferrari alza l’asticella: Shell investirà nell’e-fuel per arrivare al 2026 con un carburante prestazionale che raggiunga anche gli obiettivi della sostenibilità. Lo studio degli additivi chimici con funzione anti-detonante sarà uno dei temi della ricerca, nella consapevolezza che il regolamento FIA lascia una importante porta aperta alla ricerca e la benzina “giusta” può dare un contributo dal 3 al 5% alla prestazione del motore. Come dire che è già scoppiata la “guerra dei benzinai” anche se, per ora, in silenzio...
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