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F1 | Ferrari: simulazioni ok per il Brasile, ma c'è il dubbio asfalto

La Scuderia arriva a Interlagos con un buon lavoro svolto al simulatore, ma l'appuntamento di San Paolo, oltre al format della Sprint Race che lascia un solo turno di prove libere, aggiunge un'altra incognita: è stato rifatto l'asfalto e nessuno sa quale sarà il grip del nuovo manto. Sarà fondamentale non avere guai in FP1, come in Messico...

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Charles Leclerc è rimasto vittima dell’incidente causato da Alexander Albon nella FP1 del GP di Città del Messico: la Williams ha urtato dopo pochi minuti la SF-24 affidata a Ollie Bearman e il monegasco si è trovato senza i dati necessari per definire nei dettagli la messa a punto della sua rossa in un appuntamento fortemente condizionato dall’aria rarefatta ai 2.240 metri di quota dell’altopiano messicano.

La prima ora la squadra del Cavallino l’aveva dedicata alla delibera di alcuni aspetti importanti come la ripartizione nell’arco del giro dell’energia ibrida, il raffreddamento della power unit, piuttosto che dei freni e come sfruttare il turbo, sottoposto a sforzi ripetuti e inusuali. Visti dall’esterno possono sembrare dettagli, ma quando si arriva alla messa punto fine su un circuito anomalo, anche i singoli particolari hanno un impatto sul risultato. Se nel conto ci mettiamo che la FP2 è stata condizionata dall’obbligo di svolgere un piano di lavoro dettato dalla Pirelli per provare le gomme prototipo 2025, appare evidente che Charles ha dovuto fare i conti con… numeri che non tornavano.

Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Leclerc, inoltre, non ama le monoposto che hanno un comportamento sottosterzante, preferendo portare la staccata quasi fino alla corda della curva con un retrotreno che… aiuta a girare, mentre Città del Messico è un tracciato che, per le sue caratteristiche, spinge ad una guida che privilegia chi sa destreggiarsi con il sottosterzo e Carlos Sainz, ne è stato l’esempio chiaro e lampante. Lo spagnolo ha centrato la pole position e ha vinto la gara con una superiorità indiscutibile.

Fa parte del gioco, ma c’è il rammarico che, forse, il monegasco avrebbe potuto completare la doppietta in Messico, replicando quella di Austin dove era stato lui a vincere. Tutto questo per dire che la Ferrari sta esprimendo il suo massimo potenziale tecnico, tanto da rivaleggiare alla pari con la McLaren che è considerata, non a torto, la monoposto universale che si adatta a ogni tracciato.

Ferrari SF-24: ecco la configurazione della rossa in Messico

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Foto di: Giorgio Piola

La trasferta sul Continente americano non si è ancora conclusa: il calendario ci propone una tripla con il GP del Brasile nel prossimo weekend. Quello di Interlagos è un altro appuntamento in altura, anche se i 700 metri della pista di San Paolo non sono minimamente paragonabili ai 2.240 del Messico (riduzione del 17% della densità dell’aria rispetto al 30% di domenica scorsa). Max Verstappen dovrà fare ricorso al quinto motore per concludere la stagione, mentre i rossi non hanno programmato, almeno per ora, alcuna sostituzione, pur nella consapevolezza che il motore endotermico è sottoposto a un utilizzo severo con il 70% del giro a full gas.

In Brasile la Ferrari conta di proseguire la sua striscia positiva che l’ha portata ad appena 29 punti dalla McLaren che conduce la classifica del mondiale Costruttori. Le simulazioni di Interlagos svolte a Maranello dicono che la rossa dovrebbe trovare un terreno favorevole alla SF-24 che, grazie all’ala (più) flessibile introdotta ad Austin, sembra aver raggiunto un bilanciamento invidiabile.

Quella che vedremo a Interlagos sarà una monoposto senza aggiornamenti tecnici (gli ultimi colpi si vedranno probabilmente in Qatar), ma solo con gli adattamenti della rossa al tracciato che richiede un carico aerodinamico medio.

La Scuderia ha trovato un buon equilibrio in gara, mentre deve cercare un migliore sfruttamento delle gomme a mescola morbida in qualifica (a San Paolo la Pirelli ha deliberato C3,  C4 e C5). E qui sorgono i dubbi del Cavallino: sul circuito brasiliano, infatti, erano in corso dei lavori che prevedevano il rifacimento dell’asfalto.

Carlos Sainz, Scuderia Ferrari, vittorioso in Messico: la Ferrari insegue il titolo Costruttori

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Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

In un weekend che ci ripropone il format della Sprint Race, diventa fondamentale l’unica sessione di prove libere nella quale si dovranno scoprire le caratteristiche di un manto con un grip sconosciuto. Di solito a Maranello fanno bene i compiti a casa e nelle gare con la Sprint riescono a mettere in pista una macchina con una buona preparazione di base, ma a Interlagos sarà fondamentale non perdere un minuto in pista per adeguare i propri parametri all’asfalto nuovo.

Si tratta di una incognita che può mandare a pallino ogni simulazione insieme al variare delle temperature. La SF-24 predilige il caldo, mentre le previsioni meteo, molto mutevoli (c’è previsione pioggia per la gara di domenica) potrebbero cambiare in fretta gli scenari…

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