F1 | Marko: "A Max serve un altro motore". Rischio penalità in Brasile
Per Max Verstappen potrebbe arrivare un'altra tegola in questa rincorsa al quarto titolo iridato. Dopo i problemi accusati in Messico alla Power Unit, che hanno pesato anche in gara, in Brasile potrebbe essere sostituito il motore, con una conseguente penalità di 5 posizioni sulla griglia di partenza.
Il Gran Premio del Messico è una di quelle tappe che Max Verstappen vorrà certamente dimenticare il più velocemente possibile. Il sesto posto finale dietro le due Mercedes, frutto di due differenti penalità rimediate durante il duello con Lando Norris, significano perdere punti preziosi dall’inglese, che ora è a meno di 50 lunghezze di distanza.
Un bottino ancora piuttosto ampio, ma che in realtà inizia a farsi più leggero di quanto si possa pensare, soprattutto perché anche in Messico, al di là del bel giro in qualifica, la Red Bull ha dimostrato di essere terza forza dietro Ferrari e McLaren. Inoltre, uno zero, che non si può mai escludere data l’imprevedibilità di questa Formula 1, potrebbe riaprire definitivamente i giochi, andando a ridurre (o magari ampliare) il gap dalla vetta.
C’è però un altro elemento che non si può sottovalutare, ovvero quello della salute delle Power Unit. In Messico, il venerdì di Verstappen è stato influenzato da un problema alla Power Unit, che lo ha costretto a saltare buona parte della seconda sessione di prove libere, quella dedicata ai test Pirelli. Tuttavia, già verso la fine della FP1 in realtà il motore aveva dato delle noie al pilota olandese, che aveva riportato di sentire uno strano comportamento, oltre a un rumore insolito. Durante la pausa, Christian Horner aveva detto che si tratta solo di un problema minore ma, chiaramente, il fatto che Verstappen abbia poi dovuto saltare parte della seconda sessione di libere era un segnale che vi era qualcosa di più dietro.
Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Carlos Sainz, Ferrari SF-24
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
Infatti, prima della FP3 sulla monoposto del tre volte iridato è stata sostituita la Power Unit montando un’unità già usata precedentemente, con un chilometraggio maggiore. Un tema che, secondo Red Bull, ha avuto un suo peso specifico durante il weekend, perché avrebbe penalizzato le velocità di punta, più che in qualifica, soprattutto in gara. In effetti, in aria pulita, anche nel momento in cui ha dovuto spingere per tenere alle sue spalle Lando Norris, Verstappen ha riscontrato velocità di punta più basse rispetto alla Ferrari, anche abbastanza marcate nell’ordine dei 7-8 k/h non tanto sul rettilineo principale, quello di partenza dove il delta prestazionale era più contenuto, bensì sugli altri due allunghi.
“Il motore che avevamo montato sulla macchina non era più destinato ad essere usato in gara e più un motore invecchia, più le sue prestazioni diminuiscono”, ha raccontato Helmut Marko, consigliere della Red Bull sul lato motorsport, all’emittente austriaca ORF.
Dal weekend del Messico, Red Bull è uscita quindi con due elementi critici: la performance della vettura che non è riuscita a far funzionare le gomme, soprattutto quelle dure dove Verstappen non ha mai avuto la sensazione di avere un buon grip, ma anche la questione affidabilità.
“La cosa più allarmante è che non siamo riusciti a far funzionare le gomme, sia medie che dure. Non eravamo affatto vicini ai due team di testa e credo che parte del problema sia che venerdì non abbiamo potuto guidare a causa dei problemi al motore”, ha spiegato Helmut Marko al termine della gara, chiusa con un sesto posto che ha permesso di limitare i danni, ma che pesa in termini di classifica.
Max Verstappen, Red Bull Racing RB20
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Tuttavia, c’è un problema che preme ancora di più, quello legato al motore, perché secondo Red Bull Verstappen dovrà cambiare motore e scontare un’altra penalità dopo quella del Gran Premio del Belgio, dove accumulò una sanzione di cinque posizioni proprio per la necessità di sostituire la Power Unit. Nel corso di questa stagione, infatti, Honda ha avuto qualche problema di affidabilità, tanto che anche Perez e Racing Bulls hanno patito il medesimo destino, dovendo scontare delle penalità nel corso del mondiale, con Liam Lawson che negli Stati Uniti ha sostituito l’intera unità accumulando 60 posizioni.
Secondo Marko, il cambio motore potrebbe avvenire già alla prossima gara in Brasile, tracciato su cui è possibile superare. In questo caso, avendo già scontato una penalità di 10 posizioni a Spa, nel caso di sostituzione del solo motore a San Paolo, la sanzione scenderebbe a 5 posizioni sulla griglia di partenza.
“La penalità sarebbe di cinque posizioni, e non sarebbe così grave in Brasile, per esempio, dove si può sorpassare con relativa facilità. Ma abbiamo visto che nei rettilinei ci mancavano dai tre agli otto km/h. Cambieremo anche il motore perché eravamo così lenti sul rettilineo”.
“Questo motore che era montato in macchina non doveva essere usato in gara, quindi molto probabilmente il Brasile potremmo cambiarlo”, ha aggiunto Marko.
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