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Il madrileno è stato autore del weekend migliore della carriera in F1 cogliendo una vittoria strepitosa: ora, però, con una Ferrari così in forma, aumentano i rimpianti per l'addio che si consumerà a fine anno.

Carlos Sainz, Scuderia Ferrari

Carlos Sainz, Scuderia Ferrari

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Il giorno sempre sognato. A Carlos Sainz il destino lo ha concesso, una forma di risarcimento (parziale) in un anno iniziato con un boccone, amarissimo, che ha dovuto ingoiare lo scorso gennaio. Dieci mesi dopo ha alzato le braccia al cielo in uno dei punti più iconici dell’intero mondiale, l’immensa tribuna del Foro Sol, raccogliendo l’applauso dei trentamila spettatori presenti nella zona della premiazione. Tante sensazioni, tutte insieme. “È uno dei giorni più belli della mia carriera, mia madre non mi aveva mai vissuto una mia vittoria in pista, ci tenevo tantissimo”. Alzare la coppa davanti a mamma Reyes è solo una parte di ciò che ha attraversato la testa di Sainz mentre la piattaforma mobile lo accompagnava sul podio insieme alla sua monoposto.

È stato il miglior weekend di Carlos da quando, nel 2015, ha esordito in Formula 1. Una performance globale, iniziata con la pole position clamorosa ottenuta sabato e proseguita nei 71 giri di gara. Un successo confezionato con un fiocco molto particolare, il sorpasso su Max Verstappen nel corso del nono giro. Carlos voleva farsi perdonare la partenza non impeccabile, e ha scelto un modo molto efficace per cancellare in modo permanente il piccolo errore al via. “Cedere a Max la prima posizione in partenza ha complicato un po' le cose, ma visto che tutto è andato bene, questo rende la vittoria ancora più gustosa. Ho dovuto lavorare sodo per riuscirci”.

Il lavoro è sempre stato un asso della manica di Sainz. Non è un caso che il suo successo più bello sia arrivato in un fine settimana nel quale per estrarre il massimo dalle monoposto tutti i piloti hanno dovuto scendere a compromessi più del solito. In pochi sono riusciti a trovare la quadratura del cerchio e tra loro Sainz è stato il pilota che c’è riuscito meglio. La sua gestione della gomma nel giro di qualifica è stata impeccabile, così come la decisione di non forzare alla prima curva dopo il via, quando Verstappen lo ha sfilato togliendogli la leadership per otto giri. Carlos sapeva di essere il più veloce in pista, ha atteso il momento giusto e si è ripreso quanto dovuto.

Un tifoso di Carlos Sainz, Scuderia Ferrari, festeggia in tribuna

Un tifoso di Carlos Sainz, Scuderia Ferrari, festeggia in tribuna

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Nel suo sguardo sul podio, così come nella seguente conferenza stampa, si è potuto leggere di tutto. La soddisfazione, certo, ma anche una smorfia, molto nascosta, di malinconia. Dopo la pole position conquistata sabato ha abbassato per un attimo la guardia, condividendo il suo stato d’animo. “Sono contento perché ultimamente sto guidando bene, ma allo stesso tempo provo una sensazione agrodolce, perché ho la sensazione che la Ferrari il prossimo anno lotterà per il campionato del mondo e io non ci sarò. Credo di essere stato una parte piuttosto importante di questo gruppo negli ultimi quattro anni, dando il mio contributo per preparare la squadra a lottare per il mondiale. Ma è quello che è, al momento mi godo tutto questo, poi penseremo al prossimo anno”.

Sainz sa bene che nel 2025 la lotta per la vittoria (miracoli a parte) non lo riguarderà. Poi ci sarà il salto nel buio con i nuovi regolamenti, e il ritorno su quel mercato piloti che quest’anno lo ha schiaffeggiato senza motivi legati alle sue capacità. Le imprevedibili sliding doors della Formula 1 potrebbero dargli accesso ad una nuova opportunità, ma al momento tutto è ancora nebuloso. Sainz ha tempo, non tantissimo ma neanche poco, ma è un ragazzo troppo intelligente per non aver considerato anche lo scenario peggiore, ovvero quello in cui ciò che sta vivendo in queste ultime gare possa non tornare più. La lotta per la vittoria, il sapore dello champagne, l’adrenalina di una pole position.

Parlando con papà Carlos (impeccabile nel controllare le sue emozioni sotto il palco della premiazione) a proposito dell’imprevedibilità della Formula 1, è saltata fuori la storia di Jenson Button, passato nel 2009 dall’essere un pilota senza un sedile a campione del mondo, il tutto in dieci mesi. “In effetti – ha commentato abbozzando un sorriso - questo weekend è iniziato con una sconfitta dolorosissima del Real Madrid (di cui la famiglia Sainz è tifosissima) ed è diventato un fine settimana magnifico, indimenticabile. La vita è così”.

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