MotoGP | Taramasso: "A Silverstone una soft più rigida per combattere il caldo. E occhio al blistering"
Il Gran Premio di Gran Bretagna è stato spostato da maggio ad agosto, quindi le temperature più alte sono la variabile che la Michelin ha dovuto valutare per realizzare l'allocazione per quest'anno. Su una pista veloce e con tante accelerazioni come Silverstone, la chiave quindi sarà cercare di evitare il surriscaldamento ed il blistering.
Piero Taramasso, Michelin
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Agosto è sinonimo di vacanze praticamente per tutti, ma non per gli addetti ai lavori della MotoGP. Mentre gli altri sono tutti al mare, la classe regina delle due ruote ha già fatto la sua pausa estiva ed è pronta a tornare in pista per il Gran Premio di Gran Bretagna. La seconda parte della stagione parte quindi da Silverstone, una pista molto differente rispetto al Sachsenring, che ha chiuso la prima metà del campionato con la doppietta di Marc Marquez e con ben cinque candidati al titolo racchiusi in soli 24 punti.
Il saliscendi tedesco era breve, lento e stretto, mentre l'ex aeroporto britannico è uno dei tracciati più veloci dell'intero calendario, quindi ha delle richieste decisamente differenti anche dal punto di vista degli pneumatici, come ci ha spiegato Piero Taramasso, responsabile della Michelin, che fino al termine della stagione sarà il fornitore unico.
"Passiamo dal circuito più corto del campionato a quello più lungo, perché Silverstone è quasi 6 km. E' una pista con delle belle curve veloci, dove serve avere percorrenza, quindi si stressa soprattutto la gomma posteriore. In particolare nella parte centrale, che è sottoposta a molta energia e quindi a molta temperatura, essendoci delle accelerazioni molto lunghe. Nonostante questo, il livello di usura è abbastanza moderato, perché l'asfalto è stato rifatto nel 2019 ed ha un grip abbastanza buono", ha spiegato Taramasso a Motorsport.com.
Rispetto allo scorso anno però le temperature potrebbero essere molto diverse, visto che questa volta si corre ad agosto...
"Sicuramente ci aspettiamo delle temperature più basse rispetto a quelle del Sachsenring, ma più elevate di quelle del 2025, perché l'anno scorso avevamo corso a maggio a Silverstone. C'erano 24 gradi sull'asfalto nella Sprint e 28 nella gara lunga. Stavolta invece quelle sono le previsioni per la temperatura dell'aria, quindi quella della pista dovrebbe essere superiore ai 30-35 gradi almeno".
Questo vi ha portato a modificare l'allocazione rispetto alla scorsa edizione del Gran Premio di Gran Bretagna?
"Sì, siamo dovuti intervenire, anche se solamente per quanto riguarda la soft posteriore, perché quella che avevamo proposto nel 2025 sarebbe stata troppo morbida per questo periodo dell'anno e queste condizioni, quindi abbiamo fatto uno step in termini di rigidità. La media invece è la stessa e si tratta di due soluzioni asimmetriche, con la spalla destra più rigida".
Per quanto riguarda l'anteriore invece?
"Come abbiamo già fatto anche al Sachsenring, abbiamo deciso di proporre nuovamente tre opzioni, che sono le stesse dell'anno scorso e sono tutte simmetriche, che ci dovrebbero permettere di coprire un range più ampio".
Che tipo di scelte avevano fatto i piloti nel 2025?
"Fermo restando che si era corso con le temperature di maggio, nella Sprint avevano usato tutti una coppia di gomme soft, mentre nella gara lunga la maggior parte aveva optato per una coppia di gomme medie, ma c'è stato anche chi ha montato una soft all'anteriore. Questo è uno dei pochi circuiti sui quali funziona bene anche la soft anteriore, perché c'è una sola staccata importante. Quella che bisogna controllare invece è la gomma posteriore, perché c'è il rischio di surriscaldarla e generare del blistering, soprattutto nella parte centrale, che è molto sollecitata. La chiave, quindi è cercare di limitare lo spinning e la temperatura del posteriore".
Viste le temperature, le scelte si discosteranno questa volta o resteranno simili?
"Per me non ci saranno scelte troppo strane, resteremo sulle cose più logiche, quindi al posteriore direi soft per la Sprint e media per la gara lunga, mentre l'anteriore dipenderà dal feeling del pilota, con il dubbio che può essere sostanzialmente tra soft e dura".
A Silverstone c'è sempre una variabile pericolosa che è la pioggia, che nel 2018 aveva portato addirittura alla cancellazione del GP. Questa volta però non dovrebbe essere un problema...
"Sì, le previsioni meteo danno sempre asciutto e temperature dell'aria tra i 23 ed i 25 gradi, quindi le condizioni non dovrebbero essere affatto male".
Michelin
Foto di: Michelin
Facciamo un passo indietro al Gran Premio di Germania, nel quale Marc Marquez ha rispettato i pronostici con una doppietta. Le condizioni però non sono state affatto facili per gli pneumatici o sbaglio?
"Il Sachsenring è sempre stato un circuito atipico, difficile per gli pneumatici, perché ci sono dieci curve a sinistra e solamente tre a destra. In più, abbiamo trovato molto più caldo rispetto agli anni precedenti. Nella Sprint c'erano 42 gradi sull'asfalto e addirittura 44 durante la gara lunga. Diciamo che in generale poi abbiamo sofferto della carenza di grip, perché parliamo di un manto che è stato fatto quasi dieci anni fa, nel 2017. In un quadro di questo tipo, le temperature così elevate non hanno aiutato".
Per questo le due gare sono state probabilmente un pelo più lente del previsto?
"Marc è riuscito a fare per un soffio il record della pista. In generale poi la Sprint è stata abbastanza veloce, con la soft al posteriore e la dura davanti. La soft era performante, ma ha finito per mettere parecchio in crisi la gomma anteriore, perché spingeva molto sul davanti. Invece nella gara di domenica, con la gomma media al posteriore è andato tutto meglio: rendeva le moto più equilibrate e quindi c'era meno spinta sull'anteriore. Però la gara è stata relativamente lenta e anche la costanza non è stata al top. Infatti, i tempi migliori li hanno fatti verso il terzo o quarto giro, poi si sono stabilizzati un po' e sono degradati nel finale".
In questo quadro, bisogna dire però che le scelte sono state abbastanza chiare per tutti...
"Sì, si è capito subito che all'anteriore la dura era la gomma giusta per le condizioni del weekend e che per il posteriore si doveva andare con la soft per la Sprint e con la media per la gara. Nei time attack qualcuno ha utilizzato anche l'anteriore soft, ma andava bene giusto per 2-3 giri perché dava più feeling sull'anteriore. Poi era abbastanza chiaro che non poteva essere un'opzione per nessuna delle due gare".
Tra le altre cose, al Sachsenring avevate portato tre soluzioni per l'anteriore per coprire un ampio range, ma alla fine la media non l'ha utilizzata nessuno...
"No, perché alla fine la media non dava nessun vantaggio rispetto alla soft, che offriva più grip. Se si cercava di avere più stabilità invece bisognava andare verso la dura. Per questo direi che non è stata scelta da nessuno".
Quella di domenica è stata una gara abbastanza di gruppo, con i piloti delle prime posizioni che si sono sgranati solo nel finale. Secondo te è stato proprio perché dovevano gestire la gomma?
"Dovevano gestire soprattutto l'anteriore e per farlo serviva una moto molto equilibrata. Proprio per questo, in tanti hanno lavorato per far girare la moto col posteriore ed andare quasi in sovrasterzo. Alcuni ci sono riusciti molto bene, altri meno ed hanno finito per rovinare il posteriore o anche per cadere. Ma la chiave era proprio cercare di caricare il meno possibile l'anteriore che, viste le temperature, l'asfalto e la configurazione del circuito, era quello che soffriva di più".
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