F1 | Newey: non ha firmato con nessuno e non ha ancora scelto
Il "genio" della F1 ha dato una sola certezza: dopo un periodo di vacanza si concederà un ultimo contratto con una squadra. Al momento Adrian non ha siglato alcun accordo, ma la Ferrari resta la favorita anche se le trattative con Aston Martin e Mercedes non sono state chiuse.
Il futuro di Adrian Newey continua a tenere banco. Ad Imola si sono commentate le dichiarazioni rilasciate lo scorso fine settimana nel corso del Gran Premio storico di Monaco, parole che allontanano l’ipotesi di un ritiro. “Se vent’anni fa mi avessero detto che nel 2024 avrei pensato a cambiare squadra avrei risposto ‘è un’ipotesi assolutamente folle’ – ha spiegato – ora invece credo che mi concederò un po' di vacanza, ma subito dopo sarò nuovamente in pista”. Il grande punto interrogativo, sul quale circolano molte indiscrezioni, è relativo alla divisa che indosserà.
C’è un punto fermo: Newey non ha ancora firmato alcun contratto. L’informazione è confermata (sempre ‘off record’) da alcune squadre che sono in contatto diretto con l’ingegnere britannico, tutte speranzose di poter offrire un pacchetto in grado di convincerlo per averlo a bordo. Nel toto-paddock in pole position sembra esserci la Ferrari, ma ci sono anche addetti ai lavori non del tutto convinti di vedere ‘genius’ in divisa rossa.
Adrian Newey quale squadra sceglierà?
Foto di: Alexander Trienitz
Si sussurra che dopo Miami abbia trascorso molto tempo al telefono, e che dall’altro capo ci siano stati diverse squadre, cui Mercedes ed Aston Martin. Non è però chiaro di quanto tempo avrà bisogno Newey prima di prendere una decisione definitiva.
“L’importante è averlo a bordo entro la fine dell’anno - ha spiegato un ingegnere – il lavoro in galleria del vento sul progetto 2026 potrà iniziare dal prossimo 1° gennaio, una squadra che dovesse decidere di fare un investimento su una figura di così altro profilo come Newey non vorrà certo rinunciare ad averlo a disposizione nel momento in cui verranno definite le linee guida della prossima generazione di monoposto”.
Un altro aspetto emerso da vari tecnici di diverse squadre è l’incastro di Newey negli organici di squadre strutturate. Sulla carta non dovrebbe essere conflittuale con uno staff tecnico già definito, nei suoi ultimi anni di permanenza in Red Bull il lavoro quotidiano è stato portato avanti dal direttore tecnico Pierre Waché e dal responsabile aerodinamico Enrico Balbo, ma la porta dell’ufficio di Newey (o il suo telefono quando fisicamente non si trovava a Milton Keynes) era sempre stata aperta. Quando si è trattato di prendere delle decisioni sulla filosofia del progetto o su alcune criticità, ecco che la visione di Newey è diventata cruciale per la direzione da imboccare.
In uno scenario come quello descritto il suo arrivo in un team che ha già a disposizione un organigramma completo (come nel caso di Ferrari, Mercedes e la stessa Aston Martin) non dovrebbe creare scossoni. Ma c’è un potenziale criticità, sottolineata da un ingegnere. “Può funzionare, ma bisogna mettere in conto che al di là del contributo che un tecnico valore così grande potrà garantire, i media assegneranno a Newey la paternità dei progetti. Se questo aspetto non crea problemi a chi è già oggi al timone del dipartimento tecnico di un team, allora la squadra avrà solo benefici. Se, viceversa, l’arrivo di Newey non fosse ben accolto da chi ha già la responsabilità tecnica della squadra, sarà un grattacapo”.
Questione (anche) di ego, orgoglio e visibilità. La squadra che riuscirà ad avere Newey nel suo organico dovrà mettere in conto che i riflettori saranno tutti puntati su ‘genius’.
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