F1 | Stella: "Abbiamo vinto a modo nostro, sviluppando una nuova idea"
Andrea racconta come la McLaren sia riuscita a vincere il mondiale Costruttori e quello piloti con Lando: "Avevamo già grandi competenze, ma il lavoro più importante è stato quello di riorganizzare le risorse e rivalorizzarle, aggiungendo alti profili come Marshall. E abbiamo avvalorato una cultura basata sul senso del progresso e del rispetto”.
Lando Norris, McLaren, Andrea Stella, McLaren
Foto di: Bryn Lennon / Formula 1 via Getty Images
La terrazza dell’hospitality McLaren è piena. Sui tavoli ci sono flute da champagne, nell’aria odore di sigaro, la tradizione resa celebre da Michael Jordan per celebrare i suoi successi in NBA. Il famoso dj Martin Garrix sorseggia una birra mimando l’esultanza di Lando Norris sul podio, poi arrivano Andrea Stella e Zak Brown. Si lasciano cadere sulle due sedie predisposte per l’ultima conferenza stampa del weekend, quella più attesa, e Brown lascia che sia Stella a rispondere alla maggior parte delle domande.
Il doppio trionfo della McLaren nel campionato 2025 non è ‘solo’ un ritorno al vertice assoluto dello sport ma soprattutto l’affermazione di un sistema. Il paddock di Formula 1 vive di contraddizioni, c’è un’apertura totale verso le innovazioni tecniche ma quando si tratta di gestione ogni novità è osteggiata, la tendenza è quella di seguire strade battute.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Uno dei tratti distintivi del ciclo papaya è aver fissato delle regole sulle quali ha preso forma la risalita. Molte di queste sono difficili da cogliere, restano confinate a Woking, nel McLaren Technology Centre, ma le linee guida sulla gestione dei piloti sono finite sotto gli occhi di tutti.
Erano in molti pronti a sparare. Se il mondiale piloti fosse finito nelle mani di Max Verstappen ci sarebbero stati attacchi immediati al sistema McLaren, sarebbe stato giudicato ingenuo, perché la storia del motorsport dice che per vincere servono una prima e una seconda guida. Quando Norris ha tagliato il traguardo di Yas Marina ha messo il timbro sulla possibilità di poter fare diversamente, la McLaren ha vinto due campionati mondiali “a modo suo”. Andrea Stella, con calma, lo ha spiegato.
“Non è solo una questione di numeri, prima della gara ne parlavamo all’interno della squadra. Dicevo: cosa stiamo facendo qui oggi? Davvero ci interessa solo aggiungere un titolo mondiale in più ai nostri palmares? Mi fa molto più piacere lasciare un messaggio importante, qualcosa che possa essere un contributo per le persone più in generale. Non è solo questione di titoli mondiali vinti, mi interessa di più poter confermare che alcuni valori sono ancora importanti, che si può costruire e continuare a costruire con una cultura che è basata sul senso del progresso e del rispetto”.
Zak Brown, McLaren
Foto di: Alex Bierens de Haan / LAT Images via Getty Images
“Quando si lavora in gruppo nel momento in cui ci sono difficoltà è facile attaccarsi l'uno con l'altro, proteggere un po' il proprio interesse o dimenticarsi di quello che è l'interesse collettivo. Quindi abbiamo cercato, insieme a Zak, di costruire un team con i nostri principi, i nostri valori, mettendoli al centro del progetto: nel modo in cui approcciamo le relazioni, la coesione del team, e da qui deve derivare poi la performance, perché l’obiettivo è quello di andare in pista, andare forte e vincere le gare. Ma lo vogliamo fare nel rispetto dello sport, dei nostri avversari e di noi stessi, all’interno del team".
"Credo sia importante che questo nostro metodo ci abbia portato ad ottenere un successo, perché per certi versi ratifica che si possono approcciare lo sport ed il lavoro con valori positivi, rinunciare alla tentazione di diventare disfattisti o di guardare sempre all'erba del vicino, tutti atteggiamenti che sono un po' da perdente per certi versi, ma che talvolta la nostra natura ci porta naturalmente ad adottare”.
I fantasmi del 2010 sono riemersi a metà gara
Stella aveva un conto da regolare con Yas Marina. Una ferita rimasta aperta a lungo, la beffa del titolo mondiale perso nel 2010 da Fernando Alonso, pilota di cui l’attuale team principal della McLaren era ingegnere di pista.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“Ora posso dire di avere un bilancio in attivo: 2 a 1! È andata male nel 2010 ma su questa pista abbiamo vinto il mondiale Costruttori lo scorso anno e ora il titolo piloti. Ci sono stati molti elementi di similitudine tra questo weekend e quello di quindici anni fa, i tre piloti nella contesa e soprattutto una gara molto strategica e tattica. Ammetto che quando abbiamo fatto il pit stop con Lando, per coprire Leclerc e Russell, siamo finiti nel traffico. Per un attimo ho pensato che quella sensazione l’avessi già vissuta, ma rispetto al 2010 c’era un fattore molto importante che ha fatto la differenza del mondo: il DRS. Se ci fosse stato nel 2010 probabilmente il mio bilancio oggi sarebbe di…3 a 0!”.
Il puzzle da comporre e… il ‘difficile’ Natale 2024
Il nuovo corso della McLaren ha mosso i primi passi nel dicembre del 2022. Tre anni fa Stella e Brown hanno definito quelli che sarebbero stati i principi di base del progetto, apportando dei cambiamenti nella gestione della squadra. “In McLaren esisteva già un insieme di risorse tecniche molto elevato dal punto di vista della competenza, per me e Zak il lavoro più importante è stato quello di riorganizzare queste risorse per rivalorizzarle".
Peter Prodromou, capo dell'aerodinamica della McLaren può festeggiare
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
"L’esempio più lampante è Peter Prodromou, il più bravo ingegnere aerodinamico che io abbia mai conosciuto, ed è a lui che abbiamo affidato senza esitazione tutta la gestione del dipartimento aerodinamico. È stato come comporre un puzzle, prima i pezzi non si combinavano, così abbiamo rimesso le tessere sul tavolo e un passo alla volta lo abbiamo completato”.
“Abbiamo anche aggiunto alcuni alti profili come Rob Marshall, il suo arrivo non ha portato soltanto un contributo tecnico ma anche un atteggiamento più coraggioso. Il progetto MCL39 ha richiesto una notevole quantità di coraggio perché ha introdotto diversi aspetti innovativi, e ci tengo a dire che Mark Ingham (responsabile del design) e Neil Houldey (direttore tecnico) non mi hanno fatto passare il Natale più sereno".
McLaren MCL39 con l'innovativa sospensione anteriore
Foto di: Erik Junius
"Pensare che è una macchina che aveva appena conquistato il campionato mondiale Costruttori sarebbe stata così tanto rivoluzionata, con alcuni aspetti tipo la nuova scatola guida e la sospensione anteriore con un design totalmente innovativo non era proprio tranquillizzante. Ma ora posso dire che la macchina ci ha ripagato di tutto, il pacchetto tecnico è quello che ha permesso a Oscar e Lando di vincere sette gare ciascuno e di essere nella contesa per il campionato del mondo fino all'ultima gara. Ora ci auguriamo che la qualità tecnica che abbiamo nel team ci possa permettere di confermarci a questo livello nonostante il cambiamento dei regolamenti tecnici che ci attende”.
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