F1 | Red Bull: Lawson diventa un caso, ma ora spaventa la RB21 difficile
C'è molta confusione nel team di Milton Keynes: non è accettabile vedere Liam ultimo e nemmeno vedere Verstappen staccato solo di tre decimi da Hadjar con la Racing Bulls. La RB21 sta diventando troppo estrema anche per Max? E c'è chi si chiede cosa farebbe l'olandese se salisse sulla VCARB 02. Perché non dare un po' di tempo all'australiano?
Liam Lawson, Red Bull Racing
Foto di: Red Bull Content Pool
C’è un dato molto curioso emerso al termine delle qualifiche di Shanghai, ovvero il gap tra Max Verstappen e Isack Hadjar: 0”262. La battuta che gira nel paddock dallo scorso weekend di Melbourne (“Forse a Max converrebbe salire sulla Racing Bulls”) si sta in realtà trasformando in un caso che alimenta discussioni più serie. È stato proprio Verstappen oggi ad entrare nell’argomento rispondendo a chi gli chiedeva come fosse possibile un Liam Lawson in ultima posizione.
“Quando Liam era alla Racing Bulls le sue performance erano molto vicine a quelle di Yuki (Tsunoda) – ha spiegato – non c'era molta differenza tra loro, altrimenti il team non avrebbe deciso di mettere lui in Red Bull. Ora, improvvisamente, il divario tra i due è diventato molto grande, e vediamo che sia Yuki che Isack sono molto vicini anche ai miei tempi. Credo che sia abbastanza indicativo, quando parlo con Liam mi dice che la macchina della Racing Bulls è decisamente più facile da guidare della nostra”.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Red Bull Content Pool
Helmut Marko ha liquidato il tutto alla… Marko (“Una macchina molto veloce è sempre difficile da guidare”) ma la situazione inizia ad essere quantomeno curiosa. Lawson non è certo un pilota da ultima fila, lo scorso novembre in Brasile (al volante della Racing Bulls) si qualificò in quinta posizione. Ma il suo sogno Red Bull si sta rivelando sempre più un incubo.
“Probabilmente ho bisogno di tempo – ha spiegato Liam – ma so che ne ho poco”. In seguito Marko ha commentato le parole di Lawson in modo poco amichevole (“Ha ragione”), aggiungendo: “È stato deludente, ora dobbiamo analizzare il tutto. Dipende tutto dalle prestazioni, e lui non ha dato il massimo”.
Isack Hadjar, RB F1 Team
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
Siamo alle solite, ma qualcosa però è cambiato. Che la Red Bull sia una monoposto guidabile dal solo Verstappen ormai è certificato, chiedere conferma a Gasly, Albon e Perez, ma quando Max faceva incetta di titoli mondiali il problema era secondario. Ora anche Verstappen inizia a faticare, e vedere la Racing Bulls di Hadjar a meno di tre decimi da Max è qualcosa di inedito per l’ecosistema Red Bull.
Finora il problema era sempre stato ritenuto il compagno di turno di Max, puntualmente sacrificato, ma adesso chiedersi cosa farebbe Verstappen al volante di una Racing Bulls non è più una battuta senza senso. C’è chi se lo chiede sul serio.
Forse la ricerca della performance portata avanti a Milton Keynes si è spinta su un fronte troppo estremo, il bonus garantito dalla presenza di Verstappen è stato per anni un immenso vantaggio, ma col tempo potrebbe aver convinto i tecnici della squadra a perdere di vista la necessità di garantire una vettura con un minimo di guidabilità. La speranza è che qualcuno in Red Bull si ponga questa domanda, perché sul fronte della “gestione piloti”, ovvero il mondo di Marko, sta prendendo quota la prossima mossa. “Vedremo con Yuki cosa accadrà, sta guidando per il suo futuro e ora sta andando molto bene”. Avanti un altro.
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