F1 | Red Bull: la debacle nata dallo studio di assetti sbagliati
Christian Horner, team principal della Red Bull, ha spiegato i motivi della debacle delle RB19 al Gran Premio di Singapore. Assetti pensati in modo sbagliato alla base delle difficoltà di Max e Perez, non la TD18.
La stagione perfetta che Red Bull Racing aveva in mente ormai da diverse settimane è svanita ieri per mezzo della vittoria ottenuta da Carlos Sainz Jr. e dalla Ferrari al Gran Premio di Singapore. Una volta tagliato il traguardo, il madrileno ha posto fine anche alla striscia record di 10 vittorie consecutive firmate da Max Verstappen. Insomma, un taglio netto a fili che sembravano essere ben solidi e ancora molto lunghi.
In una stagione composta da 22 gare è normale avere gare in cui anche il grande favorito può incappare in una serie di problemi che altera il pronostico iniziale. E' capitato anche alla Red Bull, a Marina Bay, in un fine settimana in cui è stata introdotta la TD18 legata alla flessibilità dell'ala anteriore.
Un caso? Secondo Red Bull e il suo team principal, Christian Horner, sì. Il problema, sebbene sia stato spiegato in modo superficiale, sarebbe legato a problemi nella preparazione degli assetti per il fine settimana di Marina Bay. Le regolazioni studiate a Milton Keynes avrebbero tenuto conto di variabili dell'asfalto che, alla fine, non si sono presentate anche per mezzo della riasfaltatura.
Un giudizio errato che ha influito non poco sui risultati di Max Verstappen e Sergio Perez, i quali hanno chiuso rispettivamente al quinto e all'ottavo posto in gara dopo una buona rimonta su una pista in cui è difficile superare.
"Sapevamo che venendo qui ci saremmo aspettati una competizione più serrata. Ma credo che ci abbia colto un po' di sorpresa quanto eravamo lontani venerdì. E credo che non fossimo nella giusta finestra operativa per la macchina, soprattutto su un singolo giro. E quando non ci sei, le gomme danno un feeling pessimo. Non funziona nulla", ha dichiarato Horner al termine della gara.
"Credo che forse la nostra simulazione prima del weekend non ci abbia portato alla giusta conclusione. E poi si deve cercare di uscire da questa situazione. E credo che siamo finiti nella finestra sbagliata e questo ha messo in luce alcune debolezze della vettura. Il che si è rivelato una lezione molto utile per il prossimo anno, perché ci ha fornito alcune indicazioni utili e alcuni aspetti che speriamo di poter affrontare con la nostra RB20".
"So che voi [rivolto alla stampa] vorreste dare la colpa alla TD18. Ma purtroppo non possiamo dare la colpa nemmeno a quello, perché non è cambiato un solo componente della nostra auto. Quindi credo che le caratteristiche del circuito siano diverse. E credo che non abbiamo ottimizzato la vettura nel modo giusto per ottenere il massimo".
Kevin Magnussen, Haas VF-23, Max Verstappen, Red Bull Racing RB19, Nico Hulkenberg, Haas VF-23
Photo by: Andy Hone / Motorsport Images
Se in qualifica le RB19 sono apparse irriconoscibili, così come ha spiegato Horner, in gara le cose sono cambiate in meglio. Verstappen e Perez sono stati in grado di recuperare delle posizioni, sebbene rallentati da una strategia gomme nel primo stint che, a conti fatti, non li abbia aiutati.
"Penso che abbiamo avuto un'ottimo miglioramento in gara e che abbiamo visto, soprattutto nell'ultimo stint, che il ritmo di Max era molto, molto forte", ha proseguito il manager britannico. "Purtroppo, in gara, partendo con le dure, abbiamo fatto un azzardo strategico, e il modo migliore per ripagarci di questa gara è se si ottiene una safety car in anticipo o una safety car più avanti nella gara".
"Allo stesso tempo, pur dandoci la posizione in pista, ci ha fatto ripartire con pneumatici molto difficili da scaldare di nuovo, dopo aver fatto ben più di 20 giri. Quindi Max è stato ovviamente ripreso dai ragazzi che hanno effettuato la sosta libera. E poi abbiamo dovuto effettuare una sosta ai box in condizioni di gara normali, che ci ha fatto perdere altri 23 secondi. Quindi, tutto sommato, la ripresa che abbiamo avuto è stata buona".
Horner, infine, si è complimentato con la Ferrari e Sainz per la vittoria ottenuta. A Maranello, il successo in Formula 1, mancava da oltre un anno e 2 mesi. Un'eternità, per un team che ambisce a vincere gare e titoli.
" Il ritmo che abbiamo tenuto, soprattutto nell'ultima parte della gara, per essere a 0"3 da Charles al traguardo, è stata una gara forte. Ma a un certo punto saremmo stati battuti. 15 vittorie di fila sono un record incredibile. Prima di stasera siamo stati battuti solo una volta, dallo scorso luglio. Devo congratularmi con la Ferrari e in particolare con Carlos, che oggi ha condotto una gara molto forte e ha meritato di vincere la gara. Allo stesso tempo, ci siamo avvicinati a entrambi i campionati e abbiamo la possibilità di vincere quello costruttori in Giappone il prossimo fine settimana", ha concluso Horner.
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