F1 | Ferrari: un Sainz creativo ha esaltato una rossa perfetta
Monza sembrava un caso isolato e, invece, anche a Singapore la Scuderia ha mostrato un potenziale che nessuno si aspettava nemmeno all'interno della squadra. Carlos ha vissuto un weekend indimenticabile che lo ha portato al secondo successo della carriera: lo spagnolo, con scelte coraggiose, ha saputo esaltare il potenziale della rossa e del team. Leclerc si è messo a disposizione del compagno contribuendo alla tanto attesa prima vittoria. Vasseur comincia a raccogliere i frutti del suo lavoro.
L’abbraccio tra Carlos Sainz e Frederic Vasseur sul podio di Singapore fotografa un fine settimana perfetto. La SF-23 ha sorpreso per come si è adattata al circuito di Marina Bay, ma parliamo pur sempre di millesimi, quelli che hanno permesso a Sainz di fare la differenza in qualifica.
In questi scenari per poter puntare alla vittoria serve un lavoro perfetto, sia da parte dei piloti che della squadra, basta un piccolo ingranaggio inceppato e l’assalto svanisce. La Ferrari a Singapore ha messo insieme tutto ciò che serviva, a partire da un Carlos in grande forma, passando per strategie e pit-stop perfetti. Per poter puntare alla vittoria era necessario anche il sacrificio di Charles Leclerc, nell’inedito ruolo di scudiero, ed anche su questo fronte il contributo è arrivato come nelle aspettative.
Carlos Sainz con Fred Vasseur sul podio del GP di Singapore con Norris e Hamilton
Photo by: Steven Tee / Motorsport Images
Su tutto, però, spicca la condotta di gara di Sainz. I sessantadue giri di Singapore sono stati una lunga partita a scacchi giocata su strategie, gestione degli pneumatici e track-position, ovvero la posizione in pista.
La Ferrari ha messo a segno il primo colpo al via, con la scelta di far partire Leclerc con le soft, opportunità che Charles ha capitalizzato al meglio passando Russell. Nel primo stint di gara Sainz ha potuto così gestire il ritmo, preservando il temuto degrado delle gomme medie montate al via. La safety car del ventesimo giro non ha colto di sorpresa il muretto della Scuderia, che ha reagito subito permettendo a Sainz di mantenere il comando dopo il pit-stop.
La parola è ripassata a Sainz, e qui Carlos ha preso in mano la situazione gestendo perfettamente quarantadue giri nei quali la prima dote necessaria è stato il sangue freddo e una gestione delle gomme impeccabile.
Quando le due Mercedes sono rientrate ai box al giro quarantaquattro approfittando della Virtual Safety Car (montando un set di medie) la Ferrari ha deciso di lasciare in pista Leclerc (che aveva a sua volta un set di medie nuove a disposizione) per coprire le spalle a Sainz, chiamato da quel momento a spingere al massimo ritmo consentito dalla monoposto.
La Safety Car precede Carlos Sainz, Ferrari SF-23, e Max Verstappen, Red Bull Racing RB19
Photo by: Glenn Dunbar / Motorsport Images
Per dieci giri Carlos ha avuto la possibilità di valutare la pericolosità di Lando Norris, che lo seguiva a poco più di un secondo, rassicurandosi sulla pericolosità della McLaren. È stato un passaggio cruciale, poiché nelle ultime tornate ha volutamente lasciato Norris in zona DRS per aiutarlo nella difesa nei confronti del rimontante Russell, conscio di non correre rischi legati ad un potenziale attacco alla McLaren.
È così arrivata una vittoria importante, maturata sin da venerdì senza aiuti esterni o circostanze favorevoli, e soprattutto un successo che mette nero su bianco il grande lavoro fatto da Sainz. “Avere avuto Carlos così veloce sin dall'inizio del fine settimana è stato molto utile per tutta la squadra – ha spiegato Vasseur - ha fatto un ottimo lavoro dal primo all'ultimo giro, la sua gestione della corsa è stata impeccabile”. Il team principal della Scuderia, salito per la prima volta su un podio di Formula 1, ha ammesso di non aver avuto paura negli ultimi giri, vissuti in apnea dal resto del box della Scuderia.
“Onestamente la mia è stata una sensazione strana – ha spiegato – non ero agitato, avevo la sensazione che Carlos stesse davvero controllando tutto, poi sul podio sì, un po' di emozione c’è stata, alla fine è stata pur sempre la mia prima volta. Ho ripensato a tutto quello che abbiamo fatto dopo Jeddah, ricordo le difficoltà di quel fine settimana, la squadra ha reagito e credo che abbiamo fatto un ottimo recupero. Un bel lavoro di gruppo, sono più che orgoglioso di tutti coloro che lavorano in pista e a Maranello”.
Charles Leclerc, Scuderia Ferrari
Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images
Sul podio avrebbe voluto esserci anche Leclerc, ma non era il suo giorno. Le chance di vittoria di Charles si sono azzerate al termine delle qualifiche di sabato, quando gli otto centesimi pagati nei confronti di Sainz lo hanno relegato al terzo posto della griglia di partenza.
Quando due minuti prima del via sono state tolte le termocoperte rivelando che Leclerc sarebbe partito con le soft, sono stati subito chiari i piani della squadra. A Charles è stato chiesto di coprire le spalle a Sainz, e così ha fatto. Un boccone amaro, ma la vittoria per la squadra era un obiettivo strategicamente troppo importante e decisamente prioritario rispetto alle ambizioni di Leclerc, il quale ha accettato quanto gli è stato chiesto mettendosi un bonus in tasca. La sua speranza è quella di riscattarlo il prima possibile.
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