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Analisi

F1 | Red Bull: anche volendo, non si riuscirebbe a fermarla

L'incontrastato dominio di Verstappen con la RB19 produce un effetto negativo negli ascolti della F1. C'è chi ha analizzato a fondo la macchina di Newey per scoprirne il segreto nella speranza di bloccarla visto che i regolamenti restarenno stabili. Il risultato è che il progetto non è imbattibile per una specifica soluzione, ma per il frutto di un lavoro capillare, per cui colpire un aspetto tecnico non cambierebbe il risultato. Gli avversari, insomma, dovranno batterla in pista. Come è giusto che sia...

Max Verstappen, Red Bull Racing RB19, 1a posizione, arriva al parco chiuso

“Siamo arrivati ad un punto strano, più Max vince e più la Formula 1 perde”. La frase è di un addetto ai lavori con una lunga esperienza sul campo e non siamo davanti ad un avversario diretto della Red Bull. La lunga cavalcata di Verstappen nel mondiale 2023 non ha precedenti nella storia della Formula 1 e un dominio di tale portata ha comportato un calo di interesse generale da parte del pubblico più generalista, ovvero quello che alla fine determina un boom (come nel 2021) o un’importante contrazione, come quella registrata in questa stagione.

La linea di crescita che Liberty Media ha esposto come un fiore all’occhiello, quest’anno ha subito un importante ridimensionamento, non tanto sul fronte delle presenze in pista (i biglietti si vendono con largo anticipo) ma nel pubblico televisivo.

Gli interessi in ballo sono notevoli e, considerando la posta in palio, la tentazione c’è. Ipotizzata, sussurrata e valutata, ma mai ammessa pubblicamente. Max Verstappen (l’ammazza ‘share’) e la Red Bull, vanno frenati? È nello spirito dello sport? C’è una linea di demarcazione che separa le esigenze di chi si occupa degli interessi commerciali dai valori base del campionato?

La stagione 2023 ha detto una cosa importante. Negli ultimi anni, complice l’eco social che ha dato parola anche ai meno ferrati in materia, ha preso forma una piccola ma rumorosa linea di pensiero secondo la quale la Formula 1 sia ormai uno show, lontana da periodi (non si capisce quali) in cui lo sport regnava sovrano.

Max Verstappen, Red Bull Racing, dominatore indiscusso della stagione 2023 di F1

Photo by: Simon Galloway / Motorsport Images

Max Verstappen, Red Bull Racing, dominatore indiscusso della stagione 2023 di F1

Ora, quanto visto in questa stagione è l’antitesi dello scenario di cui si nutre il business commerciale, il mondiale ha proposto un’infinitesima parte dalla massiccia dose di adrenalina regalata dalla stagione 2021. Se realmente ci fosse una regia occulta in grado di dirottare l’andamento degli eventi, l’ultima cosa che vorrebbe vedere è un dominio incontrastato di una squadra e di un pilota. Considerando quanto sono stati in grado di fare in questa stagione la Red Bull e Verstappen, si può dire con serenità che stiamo assistendo ad uno spettacolo sportivo.

Il timore che c’è oggi in Formula 1 è legato al biennio 2024/25, ovvero due stagioni nelle quali i regolamenti tecnici non cambieranno. Il fronte delle opinioni è diviso: c’è chi sostiene che il vantaggio confermato dalla Red Bull consentirà alla squadra di mantenere la leadership per altre due stagioni, un partito di cui fa parte anche Hamilton. “Sono così lontani da farmi credere che probabilmente saranno ancora davanti i prossimi due anni”, ha recentemente dichiarato Lewis. C’è però anche chi è convinto, invece, che proprio la stabilità regolamentare potrà consentire alla concorrenza di chiudere il gap.

La tentazione è quella di adottare dei correttivi in corsa, in linea con quanto fatto per rallentare la Mercedes durante la sua golden-era. Per cercare di frenare l’armata di Brackley, agli avversari era stato concesso un ‘aiutino’, arrivato con l’eliminazione della mappa da qualifica, uno dei punti di forza della power unit Mercedes, del discusso sistema DAS e introducendo modifiche al fondo per la stagione 2021.

La Red Bull RB19 che ha vinto il terzo mondiale piloti di fila con Verstappen in occasione del GP del Qatar

Photo by: Giorgio Piola

La Red Bull RB19 che ha vinto il terzo mondiale piloti di fila con Verstappen in occasione del GP del Qatar

Misure mirate, impossibili però da applicare nei confronti della Red Bull, poiché la superiorità di performance non è riconducibile ad una specifica area. La RB19 non ha un segreto, ma è un esempio di equilibrio generale.

La palla è in mano di dipartimenti tecnici degli avversari, chiamati a capire ciò che Adrian Newey e il suo staff hanno chiaro da tempo. La rinascita della McLaren è un segnale in questa direzione, ed anche se l’impresa è tutt’altro che facile, sulla carta non è neanche impossibile. Chi è al timone dello sport non deve farsi condizionare: un provvedimento anti-Red Bull andrebbe a falsare la percezione di assistere ad uno spettacolo sportivo, e sarebbe un passo molto pericoloso per la Formula 1.

Il dibattito sul Balance of Performance è morto sul nascere, con parere negativo all’unanimità. D’altronde gli esempi (negativi) in tal senso non mancano. Nel campionato mondiale WEC, dove il BOP è in vigore, la Toyota ha vinto sei gare su sette, con percentuali in linea con la supremazia Red Bull. Una noia autentica vale più di uno show manipolato, soprattutto nel lungo periodo. Quando gli avversari risaliranno e prima o poi accadrà, dovrà essere frutto delle loro capacità e del loro lavoro, senza spinte esterne che poco hanno a che fare con uno sport.

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