F1 | Newey rinuncia a Ferrari e punta su Aston Martin o McLaren
Il "genio" inglese preferisce restare in Gran Bretagna: Adrian si sarebbe allontanato dalla Scuderia, selezionando le offerte che sono arrivate dai team inglesi. Non potrà ufficializzare la sua scelta prima di fine settembre a causa dei vincoli Red Bull, ma è sempre più chiaro che la destinazione prevista non è Maranello.
Adrian Newey, Chief Technology Officer della Red Bull Racing ispeziona la vettura di Charles Leclerc, Ferrari sulla griglia di partenza
Foto di: Red Bull Content Pool
La strada per portare Adrian Newey a Maranello è diventata una salita molto ripida. Le indiscrezioni emerse negli ultimi giorni indicano in Aston Martin e McLaren le due possibili destinazioni future di ‘Genius’, con la prima che sarebbe al momento in una posizione di vantaggio.
Quando lo scorso 1° maggio è stato ufficializzato il divorzio tra Newey e la Red Bull hanno preso il via una serie di supposizioni sulla destinazione dell’ingegnere britannico, una lista corposa di squadre con la Ferrari stabilmente in cima.
C’è chi è andato oltre, affermando durante il weekend di Miami che tra Newey e la Ferrari la firma c’era già, siglata alla vigilia della partenza per gli Stati Uniti. Non è così. La trattativa tra Frederic Vasseur e Newey c’è stata, probabilmente è anche andata oltre il classico colloquio preliminare arrivando ad una proposta dettagliata.
Quella con la Ferrari è stata però una delle varie trattative portate avanti da Newey (assistito da Eddie Jordan) impegnato a mettere sul tavolo tutte le opzioni disponibili. Parallelamente Newey ha parlato con almeno altre tre squadre, tra le quali Aston Martin (risale a marzo scorso la prima offerta arrivata da Lawrence Stroll), McLaren e Williams.
Fernando Alonso, Aston Martin AMR24
Foto di: Erik Junius
Il tutto all’insegna di una riservatezza rigorosa, dovuta anche all’impegno preso da Newey con Red Bull di non divulgare informazioni in merito al suo futuro prima del mese di settembre. Tra gli addetti ai lavori i rumors sono ovviamente proseguiti, arrivando allo scenario degli ultimi giorni nel quale la scelta finale sembra ristretta a due soli team.
C’è chi ha letto come un segnale l’uscita di scena di Martin Whitmarsh, CEO dall’Aston Martin, non particolarmente gradito da Newey a causa della burrascosa uscita dalla McLaren nel 2005. C’è una storia, nota nel paddock, secondo la quale fu Whitmarsh a ordinare agli uomini della sicurezza della McLaren di prelevare Newey dal suo ufficio nella nuova sede di Woking e scortalo nel parcheggio con tanto di passaggio attraverso il dipartimento tecnico in quel momento con tutti i dipendenti al lavoro.
I rumors sulla Ferrari si sono progressivamente smorzati per poi spegnersi del tutto. Le ultime indiscrezioni hanno riportato la posizione ferma dei dirigenti del Cavallino, non intenzionati a essere coinvolti in un’asta al rialzo sul fronte ingaggio.
La partenza di Cardile ha lasciato vacante il ruolo più importante del dipartimento tecnico, ma non è uno spazio che andrebbe ad occupare una figura come Newey. A Maranello potrebbero anche essere cambiate le priorità, in questo momento l’urgenza maggiore è avere l’uomo al capo del progetto, una figura prioritaria rispetto ad un consulente (molto speciale, ovviamente) che ha messo in chiaro da tempo di non voler essere coinvolto in un programma di presenza quotidiana.
Zak Brown e Andrea Stella: i vertici McLaren hanno cercato Newey?
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
La trattativa più silenziosa è stata finora quella della McLaren. Mentre nel caso di Aston Martin ha fatto rumore la visita di Newey presso la nuova sede di Silverstone (che ha richiesto l’uscita per due ore di tutti i dipendenti) non ci sono segnali che permettono di farsi un’idea sulla profondità dei colloqui con Zak Brawn e Andrea Stella.
C’è chi sostiene che le trattative si siano arenate, così come chi crede che potrebbe essere proprio la sua ex squadra il finale a sorpresa di una saga iniziata tre mesi fa e destinata a prolungarsi per altri due. Ma non avrebbe potuto essere diversamente, visto che al centro della scena c’è il tecnico che ha vinto di più nella storia della Formula 1, una persona che è stato in grado di spostare gli equilibri tecnici per oltre tre decenni.
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