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Analisi
Formula 1 GP di Gran Bretagna

F1 | Mercedes e McLaren con ali uguali, ma nessuno ha copiato

Nel GP di Gran Bretagna abbiamo assistito al debutto di nuove soluzioni anteriore sulla W14 e sulla MCL60 che sono risultate quasi identiche sebbene non siano il frutto di spy story, ma di un interessante lavoro di sviluppo che si è allontanato dai concetti dominanti di Red Bull poi ripresi da Aston Martin e Ferrari, prendendo una via alternativa che indica che non siamo ancora arrivati alla piena convergenza delle soluzioni.

Dettaglio piastra terminale Mercedes W14

F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola

Giorgio Piola è l’esperto di tecnica di Formula 1 che segue i Gran Premi dal 1964. Il giornalista italiano è considerato il più autorevole divulgatore dei segreti delle monoposto: i suoi disegni e le animazioni permettono di scoprire le novità introdotte dai team ai Gp.

Non è la prima volta che succede in Formula 1, anzi. Però questa volta nessuno si è azzardato a dire che uno abbia copiato l’altro come era successo nel 2017, quando alla prima uscita la Mercedes W08 aveva scatenato una grande curiosità per una sospensione anteriore rivoluzionaria: il triangolo superiore non s’infulcrava direttamente al porta mozzo, ma si attaccava a un pivot che sporgeva dalla brake duct e si protendeva verso il posteriore, permettendo che i bracci fossero disassati per ragioni prettamente aerodinamiche.

Sembrava un concetto inedito, ma alla presentazione della Toro Rosso STR12 si scoprì una soluzione pressoché identica e nei test invernali di Barcellona c’erano stati molti scambi di “battute” fra Mercedes e Toro Rosso su chi avesse copiato l’idea, anche se era poi parso chiaro che ci fosse stato un passaggio di ingegneri da Brackley a Faenza che avevano “ispirato” la monoposto faentina curata da James Key.

Toro Rosso STR12 e Mercedes W08 con la sospensione anteriore con il bracket quasi identica nel 2017

Toro Rosso STR12 e Mercedes W08 con la sospensione anteriore con il bracket quasi identica nel 2017

Photo by: Giorgio Piola

Le polemiche, invece, erano state feroci nel 1988 quando la Stewart spostò il serbatoio dell’olio in una nicchia fra telaio e motore che risultò pressoché uguale a quella dell’Arrows disegnata John Barnard.

Ecco la Stewart SF2 del 1988 con il serbatoio dell'olio fra motore e telaio. L'Arrows A10B era uguale: chi aveva copiato?

Ecco la Stewart SF2 del 1988 con il serbatoio dell'olio fra motore e telaio. L'Arrows A10B era uguale: chi aveva copiato?

Photo by: Giorgio Piola

Nel weekend del GP di Gran Bretagna molto più semplicemente due squadre sono arrivare a sviluppare uno stesso concetto aerodinamico e hanno fatto debuttare in pista la nuova soluzione contemporaneamente.

Stiamo parlando di Mercedes e McLaren che a Silverstone hanno portato un importante aggiornamento che ha riguardato l’ala anteriore. Il primo aspetto curioso è che entrambe non hanno seguito la filosofia della Red Bull che sta dominando la scena con la RB19, vittoriosa in tutte e dieci le gare fin qui disputate.

Red Bull RB19: ecco l'ala anteriore con il profilo principale a corda corta

Red Bull RB19: ecco l'ala anteriore con il profilo principale a corda corta

Photo by: Giorgio Piola

A seguire i dettami di Milton Keynes sull’anteriore ci hanno pensato Aston Martin e Ferrari, mentre gli aerodinamici di James Allison e Peter Prodromou hanno lavorato su un concetto proprio per incrementare l’effetto out wash, utile a indirizzare il flusso all’esterno della ruota anteriore.

Mercedes W14: ecco la nuova ala anteriore vista a Silverstone

Mercedes W14: ecco la nuova ala anteriore vista a Silverstone

Photo by: Giorgio Piola

McLaren MCL60: ecco l'ala anteriore simile nel concetto a quella Mercedes

McLaren MCL60: ecco l'ala anteriore simile nel concetto a quella Mercedes

Photo by: Giorgio Piola

La Mercedes in materia di ala anteriore è sempre stata all’avanguardia cercando di interpretare i vincoli della FIA che non voleva sporcare la scia delle monoposto con la generazione di vortici che contribuissero a rendere maggiore la perdita di carico sull’anteriore della monoposto che segue, rendendo più difficile il sorpasso.

A Brackley hanno sempre cercato soluzioni di ala anteriore e, in particolare, nel collegamento dei flap alla bandella laterale, che permettessero di trovare delle prestazioni laddove la Federazione Internazionale voleva evitare delle esasperazioni.

McLaren MCL60: ecco la nuova ala anteriore di Silverstone con vistosi slot colorati in giallo

McLaren MCL60: ecco la nuova ala anteriore di Silverstone con vistosi slot colorati in giallo

Photo by: Giorgio Piola

Se la Red Bull ha scelto di ridurre la funzione del profilo principale con una corda più corta, dando maggiore importanza al secondo elemento sul quale si “adagia” il nasino del muso, per poi avere gli ultimi due flap molto contenuti, Mercedes e McLaren sono andate ad aumentare la superficie verso l’endplate del profilo principale, per creare con gli altri tre flap opportunamente piccoli e disegnati un passaggio d’aria molto consistente dalla parte interna della paratia laterale verso l’esterno.

Mercedes W14, dettaglio dell'ala anteriore con i flap allacciati alla paratia laterale da piccoli profili

Mercedes W14, dettaglio dell'ala anteriore con i flap allacciati alla paratia laterale da piccoli profili

Photo by: Giorgio Piola

I tre elementi, infatti, non si aggrappano direttamente all’endplate, ma a tre piccoli profili orizzontali che allontanano i flap generando degli slot molto evidenti. La W14, in aggiunta, nel bordo d’uscita della paratia all’altezza dei supporti che collegano i flap, ha aggiunto due spoilerini ricurvi verso il basso che chiudono il “tunnel” d’aria che è stato abilmente indirizzato all’esterno della ruota anteriore.

Sulla freccia nera, inoltre, abbiamo apprezzato la comparsa di un ricciolo nel bordo d’entrata del profilo principale che fa da invito a quel canale che indirizza il flusso laddove gli aerodinamici vogliono, trovando maggiore carico anteriore senza peggiorare l’efficienza.

Red Bull RB19, dettaglio del naso più rastremato

Red Bull RB19, dettaglio del naso più rastremato

Photo by: Giorgio Piola

Ferrari SF-23: nuovo naso dall'Austria meno resistente

Ferrari SF-23: nuovo naso dall'Austria meno resistente

Photo by: Giorgio Piola

Mercedes W14, dettaglio dell'ala anteriore e del muso più appuntito

Mercedes W14, dettaglio dell'ala anteriore e del muso più appuntito

Photo by: Giorgio Piola

Va segnalato che tutti i top team hanno lavorato alacremente anche per ridurre la resistenza all’avanzamento della loro monoposto: il nasino del muso è stato rivisto riducendo la sezione frontale. I tecnici hanno agito sul vanity panel che fa da coperchio alla parte strutturale, senza l’obbligo di dover ripetere il crash test per l’omologazione che avrebbe richiesto troppo tempo e denaro, tenuto conto dei limiti del budget cap.

McLaren MCL60: sopra l'ultima evoluzione di Norris e sotto quella di Piastri senza nuova ala anteriore

McLaren MCL60: sopra l'ultima evoluzione di Norris e sotto quella di Piastri senza nuova ala anteriore

Photo by: Giorgio Piola

La McLaren MCL60 ha fatto un salto di qualità stupefacente se si considera che il secondo posto di Lando Norris e il quarto di Oscar Piastri è arrivato dopo un avvio di stagione nel quale abbiamo visto le monoposto “papaya” arrancare in fondo alla griglia di partenza. È il segno che lavorando bene è possibile scalare posizioni importanti ed è la conferma che i pacchetti di aggiornamento possono sconvolgere i valori in campo in una partita, quella dietro alla Red Bull, che non ha delineato gerarchie certe.

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