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F1 | McLaren: ghiaccio secco per raffreddare l'abitacolo della MCL39

La FIA ha autorizzato la squadra di Woking a raffreddare l'abitacolo montando un serbatoio a sbalzo delle pompe dei freni anteriori capaci di contenere del ghiaccio secco. La MCL39 cura l'evacuazione del calore anche dalle pance e dai cestelli delle ruote, facendone un tema importante alla ricreca delle prestazioni.

Dettaglio McLaren MCL39

Dettaglio McLaren MCL39

Foto di: Giorgio Piola

Il calore all’interno di una monoposto di F1 è un aspetto che bisogna saper gestire molto bene. La McLaren è una macchina che esalta le sue caratteristiche quando sull’asfalto ci sono temperature molto alte (domenica a Barcellona il GP è scattato con 50 gradi di asfalto). I tecnici di Woking, capeggiati da Rob Marshall, l’aspetto termico lo hanno sempre tenuto in grande cura e attenzione, facendone anche uno dei motivi prestazionali. 

A Barcellona abbiamo assistito al ritiro di Kimi Antonelli con la Mercedes per il cedimento di schianto della power unit F1 M16 E Performance che ha fatto addirittura un buco nel basamento. La Stella sta accumulando da qualche gara problemi alla power, mentre la squadra di Woking, che utilizza lo stesso motore, finora non ha patito alcuna anomalia. 

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, si ritira nel GP di Spagna per il cedimento della power unit

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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images

Se la PU è identica, ciascun team ha sviluppato un proprio impianto di raffreddamento: bocche delle pance, masse radianti e sfoghi dell’aria calda sono decisamente diversi e non deve stupire se sulla MCL39 l’affidabilità della meccanica non è mai stata messa in discussione anche la McLaren dispone di una vettura decisamente più chiusa e, quindi, più efficiente dal punto di vista aerodinamico. 

Ma questo non è l’unico punto di interesse che merita di essere osservato: gli osservatori avevano puntato l’attenzione sul controllo della temperatura delle gomme, in particolare quelle posteriori, per evitare il surriscaldamento degli pneumatici attraverso una perfetta gestione del calore generato dai freni. All’interno dei due cestelli in carbonio presenti in ciascun corner si è creata un’intercapedine di aria fresca, tale da salvaguardare la durata delle gomme. 

Confronto tra le aperture per il raffreddamento tra McLaren, Ferrari e Red Bull

Confronto tra le aperture per il raffreddamento tra McLaren, Ferrari e Red Bull

La Red Bull, in una lettera di chiarimento scritta alla FIA, ha chiesto ai commissari tecnici guidati da Nikolas Tombazis di specificare quali sono gli aspetti concessi o vietati in questo campo. Anche dopo le “limitazioni” introdotte in occasione del GP del Made in Italy e dell’Emilia Romagna, la McLaren non ha perso niente. 

L’esperto Giorgio Piola, occhio vigile in pit lane, aveva osservato che nella parte anteriore della MCL39, in occasione delle gare più calde, la McLaren aveva montato un particolare serbatoio a sbalzo della scocca anteriore. 

Secondo le indiscrezioni si parla di un involucro in grado di contenere circa 3 chili di ghiaccio secco per cercare di raffreddare l’abitacolo. La parte inferiore del telaio assorbe il calore che viene prodotto dagli skid block in titanio quando questi sfregano sulla pista. 

La FIA ha autorizzato questo serbatoio nella parte anteriore, mentre avrebbe avuto più senso sistemarlo il più vicino possibile al baricentro, evitando di metterlo a sbalzo oltre l’asse anteriore. La motivazione è molto semplice: il ghiaccio secco per regolamento non può arrivare a contatto con la zona del serbatoio o delle canalizzazioni di benzina, perché oltre a rinfrescare il pilota si otterrebbe l’opportunità di refrigerare il carburante, cosa vietatissima dal regolamento tecnico di F1. Quanto più si abbassa la temperatura del combustibile e e tanto più si possono aumentare le potenze e, quindi, le prestazioni. 

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