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F1 | Ferrari: le novità cambieranno la stagione o è meglio pensare al 2026?

Barcellona doveva essere una gara spartiacque per il rilancio della rossa nel mondiale 2025. La gara spagnola, pur riportando la Scuderia al secondo posto del Costruttori, più per deficienza degli avversari che per meriti di Maranello, ha dimostrato che il salto di qualità atteso non c'è stato. E Hamilton consiglia di pensare al prossimo mondiale.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images via Getty Images

Guardando le classifiche mondiali emerge un paradosso: la Ferrari è seconda nel campionato Costruttori avendo superato Mercedes di sei punti e Red Bull di 21 lunghezze, mentre Charles Leclerc è solo quinto nella graduatoria piloti staccato di 17 punti da George Russell che lo precede e addirittura 43 da Max Verstappen che è terzo, mentre Lewis Hamilton è sesto staccato di 23 lunghezze dal compagno di squadra. 

La fotografia che emerge dal GP di Spagna mostra strane tonalità di calore: la squadra di Maranello capitalizza i piazzamenti di due piloti che muovono la classifica, mentre Mercedes (per problemi di affidabilità del motore di Kimi Antonelli) e Red Bull (per la crisi di Yuki Tsunoda) portano una sola vettura in Top 10. 

Se ci si fermasse solo ai numeri, lo staff del Cavallino potrebbe essere contento, perché il doppio sorpasso riporta la Scuderie al ruolo di inseguitrice delle McLaren (imprendibile), ma se l’analisi la spostiamo dalla visuale sportiva a quella tecnica, la musica cambia. Eccome se cambia. 

Frederic Vasseur, Team Principal della Ferrari, discute con Charles Leclerc

Frederic Vasseur, Team Principal della Ferrari, discute con Charles Leclerc

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images

Barcellona doveva essere l’appuntamento che doveva cambiare i valori in campo: l’introduzione delle nuove verifiche della FIA sulla flessibilità delle ali avrebbe dovuto avvicinare la SF-25 alle monoposto papaya. Il risultato è stato fin troppo chiaro: la McLaren, che ha giocato d’anticipo, ha fatto debuttare la presunta ala più rigida già a Imola (come hanno fatto anche Mercedes e Alpine) e in Spagna si è permessa il lusso di non dichiarare alcuna novità, mantenendo sostanzialmente inalterato quel margine di tre o quattro decimi che la rossa accusa da inizio stagione, sebbene i tecnici della Gestione Sportiva abbiano portato un’ala completamente nuova, non solo con diversi valori di flessione, ma anche con un design finalizzato a cercare la prestazione. 

Il salto di qualità non si è visto. Azzerato. Leclerc aveva sacrificato la qualifica (con un solo run in Q3), nella speranza di capitalizzare in gara la disponibilità di due treni nuovi di medie, mentre gli avversari avrebbero dovuto usare, indipendentemente dalla mescola, quattro gomme già usate. Anche quella mossa si è rivelata nei fatti deficitaria: senza la safety car, Charles avrebbe concluso alle spalle di Verstappen. Il monegasco, sempre molto sincero, ha ammesso di aver sbagliato la scelta. Idea, dunque, toppata: questa è una F1 che privilegia la “track position” e rinunciare al potenziale al sabato, sperando in un risultato la domenica (Vasseur aveva sperato che fossero sfidabili anche le... McLaren!) alla fine non paga. 

In Canada, dopo una settimana di tempo per riflettere sul da farsi, dovrebbe arrivare una delle gare ponte verso l’introduzione del nuovo fondo e della tanto decantata sospensione posteriore. Fred Vasseur non vuole creare troppa aspettativa: "Spingeremo ancora sullo sviluppo, ma non vogliamo dire nulla. Ci sono aggiornamenti che si vedono e devono essere dichiarati, e ci sono quelli che non si vedono e non si devono annunciare". 

È un modo per rimescolare le carte che non gioca a vantaggio della rossa. Ma mano che ci si avvicina al momento di vedere introdurre le novità, cala la speranza che gli aggiornamenti possano essere tanto importanti da cambiare la stagione della Ferrari. Anche dentro alla Gestione Sportiva la SF-25 viene etichettata come una macchina sbagliata e i correttivi da apportare potranno migliorare la situazione ma non capovolgerla.  

Ferrari SF-25: la nuova ala anteriore non ha fatto fare l'atteso salto di qualità

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Foto di: Antonia Vandersee / circuitpics.de

La monoposto, grazie al nuovo layout, avrebbe dovuto liberare grandi opportunità di sviluppo: i fatti, invece, dicono che l’evoluzione aerodinamica procede lentamente e con poche idee chiare. Al punto che il vertice aziendale dopo Imola aveva auspicato un’accelerazione nell’introduzione degli aggiornamenti, nella convinzione che sarebbero stati passaggi fondamentali per il rilancio della rossa. Ora queste certezze sembrano venire un po’ meno. È l’ennesima pretattica o c’è la presa di consapevolezza che non è annata? 

Lewis Hamilton è parso molto critico: il sette volte campione del mondo ha detto e ripetuto che a breve non si aspetta modifiche tali da cambiare l’andamento della stagione, al punto che varrebbe la pena dedicare tutte le energie umane ed economiche alla macchina del prossimo anno. 

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images

L’inglese, dopo un grande innamoramento del Cavallino, si è disilluso: il fatto che Lewis sia il primo a indirizzare la Ferrari verso il 2026, senza perdere altro tempo su una monoposto che sta deludendo le aspettative, avvalora la tesi di chi non vede quel potenziale nella macchina che ormai insegue solo Fred Vasseur con il suo inguaribile ottimismo. 

Abbiamo superato il terzo di stagione, ma sta arrivando in fretta il momento delle scelte: Barcellona doveva essere uno spartiacque del campionato. Le McLaren si vedono solo con il binocolo, mentre con tutti gli altri la partita per il secondo posto resta apertissima. Arriveranno le novità già programmate e in costruzione, ma ha senso investire sulla SF-25 che i suoi limiti li ha già mostrati? 

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