F1 | Marko: "Partiti con una strategia a due soste: abbiamo cambiato in corsa"
Il consulente austriaco di Milton Keynes a Servus Tv ha spiegato alcuni particolari interessanti che inquadrano il GP di Spagna di Verstappen. Il quattro volte campione del mondo non era partito puntando ai tre pit stop, ma la scelta si è resa necessaria dopo una decina di giri per effetto dell'eccessivo degrado delle gomme".
Helmut Marko, Consulente Red Bull Racing
Foto di: ServusTV / Christian Leopold / Neumayr
Il retroscena è interessante: la Red Bull non ha iniziato il GP di Spagna con l’intenzione di effettuare una gara con tre soste. La strategia studiata dagli ingegneri di Milton Keynes era allineata a quella adottata dalla McLaren che poi ha costruito una splendida doppietta con Oscar Piastri e Lando Norris.
A rivelare come sono andate le cose nel team del campione del mondo, Max Verstappen, è Helmut Marko ospite di Servus TV a cui partecipa sempre dopo i GP.
“Le decisioni vengono prese al muretto box, ma c'è anche una sala operativa a Milton Keynes con 70 tecnici che lavorano dietro le quinte. Siamo entrati in gara con una strategia a due soste, ma dopo circa 10 giri ci siamo accorti che le nostre gomme si stavano degradando e non riuscivamo a tenere il passo della McLaren”.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
La genialata di passare alle tre soste, quindi, non era stata studiata a tavolino?
“Abbiamo cambiato strategia perché avevamo ancora abbastanza gomme nuove. Quella decisione è stata assolutamente giusta: dopo la terza sosta, eravamo a solo un secondo da Lando Norris con gomme nuove. Fino a quel momento, tutto era filato liscio. Max è rimasto bloccato nel traffico una volta, credo dietro Bearman, ma ha recuperato quei due secondi”.
Poi è stata necessaria la safety car per la Mercedes di Antonelli che ha rotto il motore...
“È arrivata nel momento peggiore per noi. A quel punto, ci rimaneva solo un treno di gomme nuove, di mescola hard, e un treno di soft con circa sette giri all'attivo. L'errore – ed è stato un errore – è stato scegliere la mescola dura. L'alternativa sarebbe stata rimanere fuori”.
Come poteva cambiare il finale della corsa?
“Le due McLaren ci avrebbero superato, ma avremmo potuto tenere dietro Leclerc dietro. O ancora meglio, avremmo potuto usare le morbide vecchie di sette giri. Ma il presupposto era che la gomma nuova avrebbe avuto un picco, ovvero uno o due giri di prestazioni significativamente migliori. In realtà il periodo di safety car è durato moltissimo e poi Piastri, che è un pilota molto astuto, ha guidato molto lentamente in safety car. E più lento era il ritmo, più scendeva la temperatura delle gomme. La hard era semplicemente troppo lenta e non si scaldava. Si è visto che Max stava per perdere la macchina all'ingresso di curva 7”.
Max Verstappen, Red Bull, in battaglia con Charles Leclerc alla ripartenza dalla safety car
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Max via radio si è lamentato appena ha visto le gomme bianche...
“La spiegazione è stata semplicemente: era l'unico treno nuovo rimasto. Ma il ragionamento che è stato fatto è stato sbagliato: si è dato per scontato che uno pneumatico nuovo sia automaticamente migliore di uno usato”.
Alla fine di chi è stata la colpa?
“È stata una decisione di squadra. Si è basata sulle informazioni disponibili ed è stata presa collettivamente dal team”.
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