F1 | Le risposte ai 5 grandi temi usciti dal GP d'Australia
Il primo GP della stagione di F1 ha regalato diversi temi e altrettante domande a cui rispondere. Cerchiamo dunque di fare chiarezza, spiegando punto per punto i fatti principali accaduti oggi a Melbourne.
Charles Leclerc, Ferrari, George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Cosa è accaduto al via alle due Mercedes?
George Russell, Mercedes, Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Al termine del giro di ricognizione Russell, e soprattutto Antonelli, hanno visto la carica della batteria avvicinarsi allo zero. Prima di posizionarsi sulla piazzola della pole position George è riuscito a fare due burnout, Antonelli no, con il risultato di ritrovarsi al momento del via con la temperatura delle gomme a 30 gradi invece dei consueti 70. Per Kimi è stata la tempesta perfetta: mentre Russell è riuscito a limitare i danni pagando dazio solo nelle fasi di avvio, nel suo caso il calo di temperatura delle gomme ha innescato uno slittamento non appena ha staccato la frizione. Da qui la perdita di cinque posizioni, mentre Russell ha limitato i danni cedendo solo a Leclerc.
Il pit stop di Russell e Antonelli quando era programmato?
George Russell, Mercedes
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
I primi giri di gara hanno mostrato l’impatto dell’overtake mode. Il botta e risposta tra Russell e Leclerc non ha permesso alla Mercedes di prendere il largo come previsto nei piani iniziali. La squadra ha così deciso di anticipare di due giri la sosta (rispetto al piano originale), puntando sull’undercut per provare a sopravanzare la Ferrari. Quando il ritiro di Hadjar ha innescato il regime di Virtual Safety Car, gli strateghi della Mercedes non hanno avuto dubbi e hanno richiamato ai box Russell. Ad Antonelli è stato chiesto di fare l’opposto rispetto a Hamilton: Kimi ha imboccato la corsia box quando ha visto la Ferrari di Lewis proseguire senza fermarsi.
Perché la Ferrari non ha approfittato della VSC per fare il pitstop?
Charles Leclerc, Ferrari, George Russell, Mercedes
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
L’ottimo avvio di gara ha permesso a Hamilton e Leclerc di non perdere tempo nel traffico capitalizzando subito il ritmo della monoposto. Quando è scattato il regime di VSC, Leclerc era leader, con un secondo di vantaggio su Russell, due su Hamilton e tre su Antonelli. La Ferrari aveva pianificato la corsa su una singola sosta, con il passaggio dalle medie alle hard dopo un terzo di gara.
Nel box della Scuderia hanno deciso di rinunciare al vantaggio (di otto secondi) che avrebbe offerto il pit stop al giro 12 in regime di VSC, ritenendo troppo elevato il rischio di completare i restanti 45 giri con il set di hard. Una strategia più aggressiva sarebbe stata considerata qualora le posizioni in pista fossero state lontane dalla zona podio, ma l’ottima partenza ha suggerito alla Ferrari di non correre rischi.
Perché la Ferrari è andata meglio nel primo stint?
Charles Leclerc, Ferrari, Lewis Hamilton, Ferrari, George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Si parla molto del vantaggio che il turbo ‘piccolo’ montato dalla Ferrari garantisce nella fase di partenza. Secondo gli avversari della Scuderia il plus in accelerazione offre un vantaggio anche serbatoi pieni, ovvero quando le monoposto impiegano più tempo nella percorrenza di curva. Un maggiore tempo trascorso a bassa velocità si traduce in un maggior calo di giri, e nelle fasi di recupero il turbo di dimensioni inferiori risulta più efficiente.
Una risposta definitiva arriverà nelle prossime gare, ma come da pronostico la Ferrari è effettivamente andata meglio nel primo stint (nel confronto diretto con Mercedes) rispetto al secondo. C’è ovviamente anche la variabile gomma, ma nella seconda parte di gara il gap di pneumatici era a favore della Ferrari, avendo effettuato il pit stop tredici giri dopo rispetto al tandem Russell-Antonelli.
La Mercedes era certa di completare la gara senza una seconda sosta?
George Russell, Mercedes
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
No. Gli strateghi della Mercedes hanno colto la possibilità di effettuare il cambio gomme in regime di VSC a causa delle difficoltà riscontrate da Russell nel superare Leclerc. È stata una giocata fatta con la consapevolezza di avere un ottimo ritmo gara, ma anche con il rischio della tenuta del set di hard. Per la Mercedes la prima buona notizia è arrivata dall’analisi del set di medie utilizzato al via, che ha confermato un’usura inferiore alle previsioni, tuttavia, dopo il quarantesimo giro sia Russell che Antonelli hanno comunicato via-radio la comparsa di graining, soprattutto sulla gomma anteriore sinistra.
Gli strateghi hanno valutato concretamente la possibilità di una seconda sosta: secondo le proiezioni, con gomme fresche Russell e Antonelli sarebbero stati in grado di raggiungere le due Ferrari nei giri finali, ma l’opzione è stata poi accantonata quando i tempi di entrambe le monoposto sono tornati in un range normale. L’allarme è rientrato e sia Russell che Antonelli sono stati in grado di completare i giri finali senza ricorrere ad una gestione eccessiva.
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