Norris senza filtri: "Non è F1, è un caos artificiale. Così rischiamo di farci molto male"
Dopo le dure parole di ieri dopo le qualifiche, anche oggi il britannico della McLaren non ha lesinato critiche verso la nuova F1, soprattutto per quanto riguarda le differenze di velocità durante i sorpassi, dove si attende che chi si difende perda velocità dopo aver finito la batteria, per quanto la FIA abbia imposto dei vincoli per sicurezza.
È un Lando Norris senza filtri. Se già dopo le qualifiche era stato molto diretto nell’esprimere il suo punto di vista, senza tirarsi indietro sull’attuale stato della Formula 1 al punto da definire le vetture 2026, forse in maniera anche provocatoria, le peggiori vetture di sempre, dopo la corsa di oggi l’inglese ha rincarato la dose.
Certamente, la gara di oggi, chiusa con circa 50 secondi di ritardo dalla Mercedes e segnata anche da un pit stop aggiuntivo, pesa nel suo giudizio. Il fatto che la McLaren non riesca a replicare ciò che fa la Stella nella gestione dell’ibrido e nell’efficienza di ricarica, dovendo quindi ricorrere a tecniche molto diverse per recuperare energia, incide in modo significativo sul modo in cui si guida la vettura.
Tuttavia, al di là del velo della delusione per un quinto posto che offre ben pochi motivi per sorridere, se non la potenziale competitività della Power Unit Mercedes, l’opinione di Norris sembra riflettere il pensiero di molti altri piloti, che chiedono correttivi al più presto.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Peter Fox / Getty Images
“Anche peggio”, ha detto Norris quando gli è chiesto il suo pensiero sull’azione in pista nella giornata di oggi rispetto alle qualifiche, con un commento che dà il sapore di una sentenza. “Semplicemente non è stato divertente come l’anno scorso, però è così e credo che oggi abbiamo massimizzato quello che potevamo”.
“Chiaramente siamo molto lontani. Molto lontani dalle vetture davanti, però ho lottato bene con Max. Non pensavo che saremmo rimasti davanti a metà gara, perché era già dietro di me ed era partito ultimo.
Quindi non avevo molte speranze, ma ce l’abbiamo fatta e abbiamo fatto dei passi avanti durante la corsa. Siamo migliorati, abbiamo imparato strada facendo e questo per noi oggi era importante”.
Norris, non avendo il ritmo dei team davanti, ha dovuto anche lottare a lungo con i suoi rivali, rovinando rapidamente le gomme, al punto che è stato uno dei pochi piloti di vertice a dover effettuare due soste. L’aspetto principale riguarda il motivo che accompagna McLaren da anni: il tanto temuto graining che già negli anni passati aveva spesso limitato l’asse anteriore, probabilmente uno dei pochi punti deboli delle vetture di Woking nelle ultime due stagioni.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Un problema che si è riproposto su una pista dove tende naturalmente a emergere, ma che in un duello e in un contesto di inferiorità tecnica ha pesato il doppio, ampliando notevolmente il distacco dal pilota vincitore. Norris ha quindi avuto modo di confrontarsi davvero con questa nuova F1, dovendo tenere alle spalle anche a lungo Max Verstappen, e questo gli ha dato l’opportunità di capire in gara pregi e difetti nelle dinamiche di sorpasso.
Ciò che è emerso in modo piuttosto chiaro da Melbourne è che, per effettuare un sorpasso, serve una differenza di velocità molto elevata. Questa può crearsi solo quando si genera una reale disparità in termini di energia disponibile nella batteria e, di conseguenza, nella potenza erogata dall’MGU‑K.
Non è un caso che nei sorpassi visti, soprattutto nelle prime fasi di gara, la discriminante fosse quasi sempre la gestione della batteria. In sostanza, più che sorpassare si tratta di attendere che chi sta davanti esaurisca l’energia disponibile perdendo velocità. La FIA ha profili di riduzione della velocità prestabiliti per ragioni di sicurezza, ma per diversi piloti, a partire da Norris, il rischio di assistere a un incidente resta piuttosto alto.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Mark Horsburgh / LAT Images via Getty Images
“Troppo. È un caos, rischi di avere un incidente grosso, ed è un peccato. Tu stai guidando e siamo noi quelli che aspettano solo che succeda qualcosa, e che succeda qualcosa di davvero brutto. Non è una bella posizione in cui trovarsi, ma non possiamo farci niente. È un peccato, è tutto molto artificiale, dipende da quello che decide di fare la PU e da quello che a volte fa in modo del tutto casuale. Ti ritrovi superato da cinque macchine e a volte non puoi farci assolutamente nulla”, ha detto Norris.
“Puoi avere differenze di 30, 40, 50 km/h e quando qualcuno colpisce un altro a quella velocità, voli, passi sopra le barriere e ti fai molto male, magari facendo male anche ad altri. È una cosa davvero terribile da immaginare. Cosa cambierei? Non lo so, non è il mio lavoro. Ovviamente diremo quello che dobbiamo dire come piloti. Alcuni saranno più contenti di altri”.
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