F1 | Lawson: "I commissari in Messico non avevano sentito il secondo messaggio"
Il neozelandese ha ringraziato la FIA che si è scusata con il pilota della Racing Bulls per il malinteso di Città del Messico, quando si è trovato in pista due commissari che "...avevano ricevuto l’autorizzazione ad entrare in pista per poi essere richiamati in postazione poco dopo. Ma per qualche motivo non avevano ricevuto il secondo messaggio”.
Liam Lawson, Racing Bulls Team
Foto di: Hector Vivas / Getty Images
Negli ultimi tempi le conferenze stampa del giovedì tenute da Liam Lawson hanno avuto come tema centrale il suo futuro. In Brasile, però, si è registrata un’eccezione; in merito al 2026 il pilota della Racing Bulls ha ricevuto una sola domanda (“credo che le decisioni in merito al futuro arriveranno verso la fine della stagione”) mentre il resto dell’incontro è stato dedicato all’episodio che lo ha visto protagonista nel corso del secondo giro del Gran Premio del Messico. Tornato in pista dopo una sosta ai box (in cui ha sostituito l’ala anteriore) Lawson è arrivato in curva 1 trovandosi di fronte due commissari di percorso sulla sede stradale.
La FIA ha immediatamente avviato un’indagine per chiarire l’accaduto, scusandosi con Lawson la sera stessa. “Ho apprezzato molto – ha confermato Liam – capisco bene che nel nostro sport ci sono moltissime variabili, ed episodi come quello accaduto in curva 1, che non dovrebbero mai verificarsi, mostrano come ci sia sempre un margine d’errore. La cosa più importante è che vengano presi provvedimenti affinché non si ripeta nulla di simile in futuro”.
Gli esiti dell’indagine della Federazione Internazionale non sono ancora stati comunicati, ma Lawson ha anticipato quale potrebbe essere stata la causa del malinteso. “Avremo maggiori dettagli in seguito – ha precisato – ma da quanto ho capito i commissari hanno ricevuto l’autorizzazione ad entrare in pista per poi essere richiamati in postazione poco dopo. Ma per qualche motivo non hanno ricevuto il secondo messaggio”.
Il pilota neozelandese si è detto sorpreso dall’esito dell’indagine parallela svolta dell’OMDAI Sport Mexico (la ASN messicana) che ha attribuito a lui la responsabilità della situazione rischiosa in curva 1, sostenendo che non ha avrebbe rallentato a sufficienza in regime di doppia bandiera gialla. Un verdetto in contrasto con quella della FIA, che ha subito scagionato Lawson scusandosi anche per l’accaduto.
Liam Lawson, Racing Bulls Team
Foto di: James Sutton / LAT Images via Getty Images
“Sono rimasto molto sorpreso – ha commentato Liam in merito al verdetto della federazione messicana – credo che la dichiarazione della FIA sia stata chiara e accurata, non ho bisogno di dire molto a quanto già affermato dalla Federazione Internazionale".
"Hanno verificato tutti gli elementi che hanno portato a quella situazione, io ho cercato di fare il minor numero possibile di cambi di direzione per non spaventare i due commissari, ho pensato solo a tutelare la loro sicurezza. Per questo motivo sono rimasto molto sorpreso dalle conclusioni dalla federazione messicana”.
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