F1 | McLaren: “Lotta al titolo? Preferiamo perdere come nel 2007 che favorire un pilota”
Quattro gare per decidere chi sarà il campione del mondo tra Norris e Piastri, ma anche quattro weekedn in cui guardarsi le spalle da Verstappen. Uno scenario che ricorda quello vissuto nel 2007 proprio dalla McLaren, ma i vertici del team sono chiari: preferirebbero perdere da veri "racer" che favorire uno dei due piloti nella corsa al titolo.
La stagione 2025 si sta avviando verso i suoi ultimi capitoli, con una lotta per il titolo mondiale piloti del tutto aperta e che ha ancora molto da raccontare. Una sfida che vede proprio i due piloti della McLaren divisi da un solo punto, mentre sullo sfondo resta Max Verstappen, come una zanzara che ronza attorno infastidendo i rivali, nella speranza di trovare l’occasione per pungere e tenere vivi i sogni iridati.
Una lotta mondiale frutto dei progressi compiuti e mostrati dalla scuderia di Woking durante le ultime stagioni, in quel percorso di crescita che l’ha portata dal combattere per evitare le ultime file in qualifica a inizio 2023 a dominare meritatamente un campionato che, quantomeno a livello di costruttori, ha già trovato la sua naturale conclusione con diverse gare di anticipo.
Ciò che resta aperta è la sfida tra i due piloti, in quella politica di “racers” che Andrea Stella e Zak Brown, gli artefici di questa rinascita, hanno posto come regola primaria sin dal primo momento, alla ricerca di quell’equità tra i piloti che è stato principio cardine della stagione. “Siamo racer. Siamo McLaren Racing. Siamo qui per correre”, ha spiegato proprio il Team Principal a Beyond the Grid, il podcast della F1.
Andrea Stella, McLaren, Zak Brown, McLaren
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
“Su questo sono d’accordo con Zak dal primo giorno. Siamo racer. Affronteremo questa sfida come dei racer. Accetteremo anche il disagio che questo approccio può causare. Quando affronti le corse come noi, abbiamo parlato chiaro con i piloti che supportiamo le loro ambizioni, vogliamo farli correre, ma ci sono delle regole perché entrambi vengono dallo stesso box”.
“Chiaramente ci sono delle regole pratiche che sono necessarie, come quando si fanno i pit stop o chi esce per primo dai box, perché sono nello stesso box. Tuttavia, al di là di questo e di non arrivare tra loro al contatto, non abbiamo posto altre regole. Vogliamo vederli lottare con correttezza, con rispetto per il brand McLaren e per la sua storia. Questo è più importante di me, di Zak e dei piloti. Di tutti”.
Una politica chiara, volta a garantire pari opportunità a entrambi i due piloti. Tuttavia, paradossalmente certe scelte e richieste della McLaren hanno creato inevitabilmente delle polemiche, come se qualcuno alla fine interferisse davvero nella lotta mondiale: un rischio di cui il team è ben consapevole, anche se rientra perfettamente in quella linea messa in chiaro sin dal primo giorno.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Kym Illman / Getty Images
“Le ignoriamo. Siamo così concentrati su noi stessi, sul fare la cosa giusta, sul nostro impegno verso la squadra e i nostri fan che nessuno può essere informato come lo siamo noi. Questa credo sia la ragione per cui tra Lando e Oscar c’è un buon rapporto. Sanno che entrambi hanno le stesse opportunità al fine di vincere il mondiale. Siamo trasparenti, corretti, comunichiamo. Siamo racer”, ha aggiunto Brown.
Certo, è indubbio che altri piloti avrebbero potuto risultare più difficili da gestire. Tuttavia, in questa lotta al momento McLaren ha ancora il “controllo” sui suoi piloti: un contesto diverso rispetto al passato, da cui, secondo Stella, il team di Woking ha imparato per capire come gestire i piloti perseguendo i concetti di equità e correttezza. Ma, come rimarcato da Stella, non ci sarà una soluzione che renderà tutti felici.
Il riferimento è ovviamente a quelle che sono state le grandi battaglie del passato e, andando ancora di più nello specifico, a lotte come quelle del 2007 tra Lewis Hamilton e Fernando Alonso, una delle ricche di tensione dell’intera storia della Formula 1. A vincere quel titolo non fu nessuno dei due piloti McLaren, bensì Kimi Raikkonen con la Ferrari e, inevitabilmente, il paragone si sposta alla situazione attuale.
La presenza di Verstappen complica gli scenari per la McLaren, sia in termini di mantenere l’equità tra i suoi due piloti, sia per il rischio che Norris e Piastri possano togliersi punti a vicenda aprendo la strada proprio all’olandese, sempre ammesso che riesca a piazzarsi davanti con costanza nelle ultime gare. Il rischio è quello che, in quel caso, la storia si possa ripetere. Uno scenario analizzato anche da Stella.
“Se vincesse Max alla fine di quest’anno, per noi l’aspetto importante è che possiamo dire di aver fatto del nostro meglio, nelle filosofia con cui corriamo. E se Max vince quest’anno, allora noi vinceremo nel prossimo anno, uniti, come lo siamo ora”, ha spiegato il Team Principal. Ma l’aspetto importante che è emerso è che, secondo quanto detto da Brown, non ci saranno favoritismi.
La promessa fatta dal team è chiara e per certi versi anche estrema, data la posta in gioco: anche con il rischio di perdere il mondiale come nel 2027, la squadra non vuole fare favoritismi verso uno dei due piloti. “[Se vincesse Max] gli stringerò la mano e gli dirò ben fatto. Voglio essere sicuro che, nel caso che non fossimo noi a vincere, sia lui a batterci, non vogliamo batterci da soli. Questo è l’importante”.
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
Le parole di Brown si riferiscono proprio a quello che è stato il 2007: “Siamo ben consapevoli del 2007. Due piloti a pari punti, uno davanti. Ma abbiamo due piloti che vogliono vincere il mondiale. Stiamo giocando all’attacco, non in difesa. Preferisco dire che abbiamo fatto del nostro meglio, i nostri piloti erano pari e l’altro ci ha battuti”.
“Preferisco questo piuttosto che dire a uno dei nostri piloti, quando sono vicini in classifica: so che sogni di vincere il mondiale, ma abbiamo tirato a sorte e quest’anno non tocca a te. Dimenticatevelo. Non è così che corriamo. Se dovesse ripetersi il 2007, preferisco quell’esito a tutti gli altri che deriverebbero dal fare favoritismi. Non lo faremo”.
Un pensiero forte, che si intreccia con quello di Stella, che ha visto entrambi i piloti crescere nel team, seppur con un ruolo che, stagione dopo stagione, si è fatto sempre più importante: “Quando sei nel mio ruolo, è come avere due figli e qualcuno ti chiede: ‘Qual è il tuo preferito?’ Ma sono entrambi miei figli, come puoi dire quale preferisci? A volte, quando leggo certi commenti, li trovo davvero superficiali. Mi sento semplicemente molto grato a entrambi, in piena equità”.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments