F1 | La cacciata di Wittich è un autogol della FIA: scopriamo perché
Il direttore di gara tedesco dei GP è stato "dimissionato" ieri, quando mancano tre GP a fine stagione. Un atto d'imperio della Federazione Internazionale mascherato con un'uscita volontaria. Ecco i contorni di una vicenda poco chiara: si è detto che ci siano state spinte di Liberty e dei piloti, ma non è vero. Lo spieghi il presidente Ben Sulayem.
Niels Wittich, FIA
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Non sono state dimissioni. La FIA ha concesso l’uscita con onore al direttore di gara della F1, ma il destino di Niels Wittich era segnato. Il tedesco era stato avvisato che non sarebbe stato rinnovato nel suo ruolo nel 2025, ma non si aspettava di essere esautorato dal ruolo all’improvviso, prima della fine della stagione.
Cosa ha scatenato la rottura con il presidente Mohammed Ben Sulayem, tanto che la FIA ha subito ufficializzato Rui Marques come sostituto che prenderà servizio già al GP di Las Vegas, quando alla conclusione della stagione mancano solo tre appuntamenti? Pare la conduzione del GP degli Stati Uniti con tutte le polemiche che ne sono seguite per le discusse penalità attribuite dal collegio dei commissari sportivi.
La decisione presa all’improvviso nuoce fortemente all’immagine della FIA: primo, perché lo staff del presidente in tempi recenti ha vissuto una vera e propria “emorragia” di persone di rilievo e non è parsa la strategia migliore quella di parlare di “dimissioni” nel momento in cui si allunga la lista con una delle figure più visibili e rappresentative; secondo, la Federazione Internazionale mostra una grave debolezza di sistema, perché con la nomina del direttore di gara portoghese, avremo il quarto avvicendamento in cinque anni, dopo la prematura scomparsa di Charlie Whiting (tre giorni prima del GP d’Australia 2019), che il delicato ruolo lo aveva coperto per oltre 30 anni con grande competenza e autorevolezza.
Michael Masi, l'ex direttore di gara della F1
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
Michael Masi è stato il successore di Whiting fino al controverso GP di Abu Dhabi 2021, con un risultato iridato condizionato dalle discutibili decisioni dell’australiano che non aveva voluto chiudere il mondiale con una safety car.
Al posto di Masi era stata nominata una coppia formata da Niels Wittich e Eduardo Freitas con Herbie Blash, ex vice di Whiting, richiamato in servizio come “controllore” dei due che avevano assunto un ruolo molto delicato con poca esperienza. Il portoghese era stato poi “silurato” dopo il contestato GP del Giappone 2022, quando, dopo un incidente di Carlos Sainz con la Ferrari sul bagnato, era entrato in pista un carro e un pilota era transitato ad alta velocità senza rispettare le segnalazioni. Da allora Niels ha prese le redini della direzione gara, acquisendo padronanza.
Wittich è sempre stato molto ligio alla sicurezza: la sua conduzione dei GP ha portato a gare con safety car e sempre più frequenti bandiere rosse. L’incidente tragico di Jules Bianchi ha condizionato pesantemente il modo di dirigere le corse che ha permesso ai piloti di deresponsabilizzarsi con scelte a volte esageratamente protettive, mentre sarebbe magari bastato esporre le doppie bandiere gialle.
Austin, quindi, può essere la “macchia” che ha accelerato una sostituzione che non ha alcun senso a tre GP dalla fine. È falso quanto va scrivendo qualcuno, secondo cui Niels avrebbe avuto contro i piloti. Il tedesco si era impegnato per trovare una soluzione sul problema dei track limit, convenendo che il ritorno dei letti di ghiaia in certe curve aveva una buona funzione deterrente.
E nemmeno Liberty Media avrebbe avuto un ruolo all’esautorazione: al promotore del campionato non piace l’idea che a un direttore di gara che si stava costruendo la sua esperienza e credibilità in F1, se ne preferisca uno debuttante che deve ricominciare tutto il percorso da zero.
Mohammed Ben Sulayem, Presidente della FIA
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
È sempre più chiaro, quindi, che il “taglio” di Wittich derivi da una scelta di Ben Sulayem. Il presidente della FIA, lui sì, aveva ricevuto una lettera molto dura dalla GPDA, l’associazione dei conduttori, per i provvedimenti che la Federazione Internazionale aveva preso dopo certe “parolacce” dette in conferenza stampa che erano state giudicate come offese e non intese come semplici imprecazioni.
Niels è rimasto molto deluso dall’improvvisa decisione della FIA e non ci sarebbe da stupirsi se Wittich non sia altro che una testa offerta come un capro espiatorio. Ben Sulayem, comunque, procede con scelte assolutistiche che non vanno a vantaggio della credibilità della Federazione Internazionale che, anzi viene minata, da provvedimenti discutibili.
Rui Marques debutterà a Las Vegas, appuntamento cittadino da prendere con le pinze dopo quello che è successo l’anno scorso con la storia dei tombini. Finora ha “annusato” il Circus conducendo le gare di F2 e F3, ma il salto nei GP lo esporrà a una pressione che non ha mai dovuto sopportare…
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