F1 | FIA: indagine chiusa sul tea-tray Red Bull e le gomme iniettate d'acqua
I commissari tecnici della Federazione Internazionale hanno effettuato un'ispezione a Milton Keynes nella sede della Red Bull per verificare il sistema che permette di cambiare l'altezza del "Tea-tray". La soluzione non sarebbe mai stata usata al di fuori delle regole, così come non si è trovata alcuna prova sull'iniezione d'acqua nelle gomme.
Dettaglio splitter Red Bull Racing RB20
Foto di: Giorgio Piola
I commissari della FIA hanno effettuato un’ispezione nella sede della Red Bull la scorsa settimana per concludere l’indagine sul sistema di regolazione del Tea-tray. I funzionari della Fedrazione Internazionale hanno visitato la fabbrica di Milton Keynes e al termine di un controllo accurato hanno concluso che la squadra campione del mondo non ha utilizzato in modo illegale il controverso sistema che permette di cambiare l’altezza dello splitter anteriore.
Nelle ultime settimane la Red Bull si è trovata al centro di una forte polemica per lo strumento che aveva nascosto nella RB20 per alzare e abbassare Tea-tray. Secondo i team rivali, il sistema sarebbe stato usato per cambiare l’altezza dello splitter tra le qualifiche e la gara, vale a dire quando le vetture sono in regime di parco chiuso, determinando una grave violazione delle norme.
La questione è esplosa in occasione del Gran Premio degli Stati Uniti: dopo le accuse di McLaren e Mercedes, la FIA si era mossa immediatamente per introdurre un sigillo che impedisse qualsiasi modifica quando le auto erano già in parco chiuso.
Ovviamente, i team rivali avevano posto l’obiezione che la FIA aveva trovato il modo di controllare l’aggeggio, ma che nessuno poteva dimostrare se in passato la regolazione era stata fatta con un intervento che infrangeva le regole.
Red Bull: la regolazione del T-Tray con una speciale chiave esiste da tre anni
Foto di: Giorgio Piola
La soluzione non è stata introdotta solo quest’anno sulla RB20, ma era già stata utilizzata nei due campionati precedenti, per cui la FIA aveva insistito che non c’erano prove sull’uso scorretto del sistema e che, quindi, non si sarebbe potuto procedere con un’azione punitiva.
Nikolas Tombazis, responsabile tecnico FIA del settore monoposto, ad Austin aveva detto: "Provare retroattivamente cosa poteva essere successo nel passato è difficile, e non pensiamo di avere la capacità per indagare su due anni indietro. Non posso dire onestamente con assoluta certezza che non ci sia mai stato qualcosa di irregolare, ma posso considerare la partita chiusa”.
L’azione FIA non è stata sufficiente perché tanto McLaren quanto Mercedes si sono scatenate con polemiche pesanti, ritenendo che fosse necessario fare un’indagine anche sul passato. La pressione mediatica ha spinto la FIA ad avviare un’indagine formale dopo il GP del Brasile per visionare la sede di Milton Keynes e sentire le persone informate dei fatti.
Oltre a visionare i dati di progetto della vettura, il disegno del sistema incriminato ci sono stati dei colloqui dei responsabili tecnici FIA con gli addetti interessati alla vicenda.
Nikolas Tombazis, responsabile tecnico della FIA, con Christian Horner
Foto di: Red Bull Content Pool
A conclusione dell’inchiesta la FIA ha scagionato Red Bull da ogni accusa, ritenendosi soddisfatta delle informazioni raccolte. In una dichiarazione si legge: "La FIA esamina e ispeziona regolarmente la conformità dei team di F1 alle normative tecniche, sportive e finanziarie, e ciò può comportare controlli a campione in pista o ispezioni e indagini presso le sedi dei team”.
"Allo stesso modo, è prerogativa dei team di F1 portare all'attenzione della FIA qualsiasi preoccupazione sulla conformità alle normative dei loro concorrenti, e questo fenomeno si è intensificato nei campionati in cui potrebbe esserci una competizione più serrata per il premio finale, come è stato il caso nel 2024”.
"I tecnici della FIA hanno visitato la sede di Red Bull Racing per indagare in modo approfondito sulle recenti accuse sul design del Tea-tray e sul suo utilizzo. Questa indagine ha concluso che non si è verificata alcuna violazione e pertanto ha confermato la posizione adottata dalla FIA durante il Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin".
Gomme Pirelli
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Chiusa anche la polemica sull'acqua nelle gomme
Anche la questione relativa al presunto raffreddamento delle gomme iniettando acqua nebulizzata ha trovato una logica conclusione. Prima della gara di Interlagos era montato il caso secondo cui diversi team avrebbero trovato il modo per ridurre l’usura degli pneumatici controllandone la temperatura con acqua iniettata dalla valvola di gonfiaggio.
Le accuse erano emerse dopo il GP di Singapore quando si erano osservate macchie di umidità all’interno delle ruote dopo che gli pneumatici erano stati smontati. Tombazis alla conclusione della gara Sprint ha verificato personalmente gomme e cerchi che venivano smontati, non trovando niente di anomalo. “Non è stata trovata alcuna prova che suggerisca un comportamento irregolare. Consideriamo entrambe le questioni chiuse, ma continueremo a monitorare la situazione in dettaglio".
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