F1 | Horner: "Chi non vuole restare in Red Bull è libero di andare"
Christian Horner, dopo la seconda doppietta del 2024, parla da uomo forte al comando di Red Bull Racing: "Chi vuole andarsene non può essere vincolato da un foglio di carta. Può andare". Poi su Verstappen: "Max ha impegno e passione, resterà in Red Bull".
La speranza di Christian Horner, oltre a continuare a vincere gare, è veder calare progressivamente il numero di domande che gli vengono poste sulle note vicende extra sportive che hanno coinvolto la squadra. Per ora il bilancio è decisamente sfavorevole, anche nel post-gara di Jeddah la doppietta conquistata in pista è stata liquidata molto velocemente, poi il focus è tornato sulla saga che tiene banco da più di un mese.
La linea Horner è chiara: chi non vuol restare in Red Bull è libero di andarsene, nessuno sarà trattenuto contro la sua volontà. Messaggio per Verstappen e per tutti coloro che non dovessero trovarsi in linea con l’assetto della squadra. Discorso a parte per Helmut Marko, il quale (come Horner ha ricordato) non dipende da Milton Keynes, bensì dal quartiere generale di Salisburgo.
Un’altra grande dimostrazione di forza…
“Abbiamo visto una prestazione di squadra molto forte, alla fine Checo era otto o nove secondi dietro Max. La penalità di cinque secondi non è stata una buona notizia, ma avevamo un passo che non ci ha creato problemi. Era importante vedere l'RB20 confermarsi su una pista diversa con un asfalto diverso, e a Melbourne ci aspetta una nuova sfida. Ma oggi ci tengo a sottolineare la grande prestazione della squadra nel suo complesso, entrambi i piloti hanno svolto un lavoro eccezionale”.
Avete una monoposto eccezionale, ma rischiate di perdere Max. Toto ha detto che gli piacerebbe averlo in squadra, credi che sia una minaccia reale?
“Sono certo che ogni squadra nel paddock vorrebbe avere Max, ma come ha detto lo stesso Toto, i migliori piloti vogliono sempre essere sulle migliori macchine. Siamo una squadra, Max ha conquistato oggi la sua 56esima vittoria in un Gran Premio e il suo 100esimo podio in Formula 1, tutti ottenuti al volante di monoposto Red Bull Racing".
"Credo che nella squadra tutti svolgano un lavoro eccezionale nei propri ruoli, questo in tutti i 22 diversi dipartimenti che compongono la Red Bull Racing. Se solo uno di questi gruppi non fosse perfetto non vedremmo delle performance come abbiamo visto oggi. Poi, se un pilota deciderà di andare da un’altra parte…andrà da qualche altra parte, ma francamente non vedo alcun motivo per lasciare questa squadra. Credo che tra tutti noi ci sia un grande supporto reciproco, stiamo facendo un ottimo lavoro ed abbiamo una grande macchina”.
Ci sono delle ripercussioni legate alle difficoltà che stanno attraversando i vertici della squadra?
“Siamo concentrati sull’obiettivo di vincere delle gare, ed è ciò che sappiamo fare bene, come abbiamo visto anche oggi. Ovviamente sono consapevole di tutto ciò che è avvenuto nelle ultime settimane, ma non hanno distratto la squadra dal lavoro. Ora ci sono speculazioni su Helmut. Anche qui c’è da chiarire: Helmut non lavora per me, perché non è un dipendente di Red Bull Racing. Lui lavora per la Red Bull GmbH, e detto questo credo che voglia continuare ad essere parte di questo team anche in futuro”.
Christian Horner, Team Principal, Red Bull Racing, Helmut Marko, Consultant, Red Bull Racing
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Se queste vicende intorno alla squadra dovessero proseguire anche in futuro, non credi che finiranno inevitabilmente con l’avere un impatto sul gruppo di lavoro?
“Guarda, la squadra è ciò che viene prima di tutto, se non c’è armonia assoluta non ottieni le prestazioni che stiamo ottenendo. Ma se c’è qualcuno che non vuole far più parte della squadra non obblighiamo di certo le persone a restare con noi. Le persone che sono qui vogliono essere qui, e hanno passione per ciò che fanno. È questo che ci consente di garantirci dei risultati eccezionali, è il DNA della Red Bull Racing, e credo che continuerà nel tempo. Sono passati 20 anni e continueremo per i prossimi 20”.
La visita nel paddock di Oliver Mintzlaff sembra abbia risolto rapidamente la situazione con Marko. Sei sorpreso?
“Le voci in merito ad una sospensione di Marko ci hanno sorpreso, non siamo parte di quel ramo aziendale e ci hanno preso alla sprovvista. Conosco Helmut dal 1996 e ha avuto un ruolo importante nel corso degli anni, un ruolo che si è evoluto stagione dopo stagione. Lo conosco da molto, molto tempo, e posso dire che all'età di 81 anni è ancora molto motivato dalla Formula 1, il che è una cosa positiva”.
Il rapporto con Helmut va avanti come in passato?
“Il mio rapporto con Helmut non è un problema, è sempre stato molto schietto”.
Quali messaggi sono arrivati da Mintzlaff? Hai ricevuto supporto?
“Oliver è stato di grande supporto, così come lo è stato l'altro CEO, Franz Watzlawick. Ci sono tre CEO alla Red Bull, ed i due presenti qui a Jeddah sono stati di grande supporto. È stato bello vederli sostenere la squadra”.
Max Verstappen, Red Bull Racing, Christian Horner, Team Principal, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Come descrivi il tuo rapporto con Max in questo momento?
“Va assolutamente bene. Max sta lavorando molto bene all'interno della squadra, non c'è tensione, non c'è stress, potete vedere quanto sia rilassato nel box e nel rapporto con tutti i membri della squadra, e le prestazioni sono li da vedere. Non vediamo alcun problema con Max”.
Qualora Max dovesse decidere di non essere più parte di questa squadra, come gestiresti la situazione?
“Guarda, alla fine sono situazioni che troviamo in tanti altri aspetti della vita. Non puoi obbligare una persona ad essere parte di un gruppo solo per un pezzo di carta, se qualcuno decide di non voler più far parte di questa squadra non puoi costringerlo a restare contro la sua volontà, e questo vale per tutti i ruoli, che si tratti di un pilota, di un tecnico o di chiunque altro. Essere coinvolti in una squadra di Formula 1 come Red Bull Racing comporta impegno e passione. Max ce l'ha, lo abbiamo visto, è qui da quando aveva 18 anni, non ho il minimo dubbio sul suo impegno e sulla sua passione”.
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