F1 | Haas: scopriamo come Bearman ha conquistato il quarto posto in Messico
Lo staff tecnico diretto da Andrea De Zordo ha portato ad Austin un nuovo pacchetto aerodinamico che ha puntato a trovare un migliore bilanciamento nelle curve veloci. I piloti beneficiano di un flusso più efficiente nel diffusore che migliora il bilanciamento e la confidenza nella guida. Ora sono attese delle conferme anche in Brasile.
Bearman, Haas F1 Team, precede Antonelli, Mercedes
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
La partita per il mondiale piloti è entusiasmante con i due piloti McLaren, Lando Norris e Oscar Piastri, che sono messi sotto pressione da Max Verstappen. E, ovviamente, la lotta iridata accende tutti i riflettori, anche se la F1 è in grado di offrire altre sfide molto interessanti che, però, rischiamo di passare in secondo piano.
Il sorprendente quarto posto di Oliver Bearman nel GP del Messico con la Haas ha aperto uno scenario appassionante per quel che riguarda il midfield. Se lasciamo la Williams al quinto posto in un mondo a sé stante (non può agganciare i quattro top team, ma nemmeno deve temere un rientro di chi gli sta dietro) grazie ai 111 punti messi in carniere, scopriamo a centro gruppo una battaglia entusiasmante, con quattro team racchiusi in 12 punti quando mancano quattro GP e due gare Sprint.
Il positivo risveglio della Haas, ha dato uno scossone alla classifica perché ci sono quattro pretendenti per il quinto posto. La favorita è la Racing Bulls con 72 punti, ma la squadra di Faenza è tre gare che è a secco di punti, non raccogliendo il potenziale che esprime a livello tecnico. Poi troviamo l’Aston Martin staccata di 3 lunghezze: la verdona si segnala per l’incostanza delle sue prestazioni. Nelle ultime quattro gare ha raccolto punti solo in due GP, scoprendosi al ritorno di Haas che ha in saccoccia 62 punti e di Sauber, che dopo un avvio di stagione disastroso, ha ingranato un’altra marcia con la C45.
Esteban Ocon, quarto in Messico, e Ocon nono, festeggiano il risultato della Haas
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
Insomma, nel pacchetto di mischia c’è una grande vivacità che merita di essere tenuta d’occhio e la squadra americana ha l’ambizione di risalire la china in questa graduatoria, sperando di portare in Top 10 i due piloti: a Città del Messico, infatti, il bottino di Bearman è stato completato anche dalla nona posizione di Esteban Ocon.
Cosa consente al team diretto da Ayao Komatsu di guardare al finale di stagione con fiducia? L’aver introdotto un pacchetto di aggiornamento nel Gp degli Stati Uniti, mentre molte altre squadre hanno interrotto lo sviluppo 2025 per dedicarsi totalmente alle monoposto agili del 2026.
La scelta della Haas era stata coraggiosa, perché il team aveva varato le novità ad Austin, in un weekend Sprint nel quale c’era un solo turno di prove libere e non era stato possibile trovare subito la corretta messa a punto, sebbene il solito Ollie era riuscito a muovere la graduatoria Costruttori con un nono posto che è valso due punticini.
Andrea De Zordo, direttore tecnico di Haas
Foto di: Haas F1 Team
La validità delle modifiche si è vista a Città del Messico con Bearman particolarmente a suo agio nello snake ad alta velocità. La VF-25 curata da Andrea De Zordo, figlia di uno stretto cordone ombelicale con la Ferrari (la scocca è simile a quella della SF-25, anche se la sospensione anteriore è rimasta quella push rod del 2024), ha seguito una filosofia di sviluppo diversa dalla monoposto della stagione precedente che era pensata per esprimere il suo meglio alle alte velocità.
Quest’anno i tecnici hanno lavorato per trovare un migliore comportamento alle basse velocità. Il risultato è stato che Williams e Sauber sono risultate più rapide nel veloce e Aston Martin e Racing Bulls nel lento. Era necessario, quindi, trovare un diverso bilanciamento che permettesse alla VF-25 di estrarre l’effettivo potenziale, troppo spesso rimasto inespresso.
Esteban Ocon, Haas F1 Team
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
E, allora, con coraggio De Zordo e il gruppo dei suoi aerodinamici ha cercato di correggere il tiro: il nuovo fondo ha permesso di migliorare il flusso nel diffusore e, quindi, il carico, consentendo di alzare leggermente il fondo per rendere la monoposto meno pitch sensitivity. Il risultato, insieme a nuovi cestelli posteriori che permettono di controllare di più la temperatura delle gomme posteriori, è stato un apprezzato incremento della fiducia dei piloti alle alte velocità, grazie a una macchina decisamente più bilanciata e, quindi, più facile da guidare.
Il GP del Brasile, prossimo appuntamento in calendario, sarà il teatro ideale per confermare la bontà degli interventi: la pista di Interlagos, al tratto guidato, aggiunge l’ultima porzione che è molto veloce dove le caratteristiche riviste della VF-25 dovrebbero nuovamente esaltarsi...
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