F1 | McLaren: ecco perché non sarà sostuito il telaio della MCL39 di Piastri
La squadra di Woking conferma che non è necessario cambiare la scocca di Oscar per garantirgli un appoggio psicologico e per aiutarlo ad uscire da un momento delicato. In realtà il team preferisce fare un'accurata verifica delle parti prestazionali come possono essere il fondo o le ali, nella convinzione di riportare Piastri alla competitività.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
La McLaren non cambierà il telaio di Oscar Piastri. Lo aveva già detto il team principal, Andrea Stella, a commento del GP del Messico e la conferma arriva a Motorsport.com da Woking.
La squadra leader mondiale non ha mai messo in agenda l’idea di sostituire la scocca della MCL39 del pilota australiano per dare un aiuto psicologico al conduttore che nella gara di domenica ha perso la leadership iridata per un punto a favore del compagno di squadra, Lando Norris vittorioso nel 20esimo appuntamento della stagione.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Alfredo Estrella / POOL / AFP via Getty Images
Lo stesso Mark Webber, manager di Oscar, ha ammesso che il tema dell’avvicendamento del telaio non è mai stato chiesto, né messo in agenda in vista del prossimo GP del Brasile.
“Sarebbe un modo un po’ antico di agire” ha detto una fonte autorevole della McLaren, ma questo non significa affatto che la squadra diretta da Stella non faccia tutto il possibile per mettere Piastri nella condizione di mostrare di nuovo il suo pieno potenziale che si è un po’ oscurato dopo i due incidenti a Baku.
La McLaren, in sostanza, non ritiene che siano necessari degli aiuti psicologici per togliere al pilota l’alibi di una macchina che potrebbe non funzionare più come prima, ma questo non significa che lo staff tecnico non stia procedendo ai controlli delle singole parti della vettura che sono componenti prestazionali come il fondo o le ali.
L’attenzione, dunque, è altissima e verrà fatto tutto il possibile per verificare se ci possa essere qualcosa che non ha funzionato come avrebbe dovuto. La monoposto papaya è tornata a vincere in Messico dopo essere rimasta a bocca asciutta dall’Olanda: tre successi di Max Verstappen (Red Bull) e uno di George Russell (Mercedes) avevano alimentato i dubbi che la McLaren avesse fermato lo sviluppo della vettura troppo presto, permettendo alla squadra di Milton Keynes una rimonta impensabile nel corso dell’estate, quando sembrava un team sul punto di implodere dopo l’uscita di Christian Horner.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Hector Vivas / Getty Images
Non è stato così: Laurent Mekies è stato bravo a placare le polemiche interne e lo staff tecnico di Pierre Waché ha trovato la chiave per riportare la RB21 alla competitività, potendo concedersi un’altezza da terra più bassa, ma il perentorio successo di Lando Norris ha confermato come la MCL39 non abbia perso performance (l’inglese ha conquistato il suo 13esimo successo con mezzo minuto di vantaggio sulla Ferrari di Charles Leclerc).
La McLaren è uscita dalle piste meno favorevoli, anche se ci sarà ancora Las Vegas nelle quattro gare che ancora mancano, e guarda al Brasile con grande fiducia. Il team già iridato nel mondiale Costruttori ha tutta l’intenzione di portare entrambi i conduttori fino in fondo nella battaglia del campionato piloti e per questo farà tutto il possibile per mettere Piastri nella condizione di tornare al vertice.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Bryn Lennon / Formula 1 via Getty Images
Oscar è parso in difficoltà nelle prove libere e nella qualifica del Messico, mentre in gara, sebbene abbia concluso il GP solo quinto, ha dato l’impressione di aver ritrovato un po’ di motivazione e fiducia nella MCL39. La squadra si aspetta di vedere a Interlagos un attacco a due punte e spera di allungare il margine sulla Red Bull di Max Verstappen, per lasciare Lando e Oscar di giocarsela fino ad Abu Dhabi.
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