Due pit stop obbligatori: la F1 Commission discute la proposta per il 2026
La proposta di FIA e Liberty sarà argomento sul tavolo della prossima riunione: l'idea è di creare stint nei quali i piloti possono tirare sempre, senza fasi di gara in gestione delle gomme. Si discuteranno le modalità che potranno essere molto diverse, con tre opzioni con pregi e difetti. Scopriamoli...
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Insieme alla più grande svolta tecnica della sua storia, nel 2026 la Formula 1 potrebbe anche affrontare un significativo cambiamento nel regolamento sportivo. L’idea, supportata da qualche squadra (e caldeggiata da Liberty Media) è oggetto di valutazioni da tempo e non sarebbe un salto del tutto sconosciuto. Parliamo della doppia sosta obbligatoria, argomento non inedito, tornato d’attualità da quando la tenuta garantita dagli pneumatici Pirelli ha scoraggiato gli ingegneri delle squadre dal puntare su strategie di gara con due pit stop.
Negli ultimi cinque Gran Premi la strategia del vincitore è sempre stata ad una sola sosta, e se si escludono circostanze eccezionali (la safety car di Zandvoort e le condizioni meteo di Silverstone) l’ultima gara disputata su due soste è stata quella di Spielberg. Per chi vede nel doppio pit stop una variabile importante per rendere le gare più avvincenti sono tempi duri, le squadre valutano sempre la possibilità di limitare la gara ad un solo stop per diversi motivi.
I software di simulazione calcolano esattamente i tempi medi sul giro per riuscire a gestire gli pneumatici in modo da consentire una strategia a sosta singola, ed anche se la differenza con la simulazione a doppia sosta è minima, prevale sempre il primo scenario. Un ritmo di gara più lento favorisce la gestione delle temperature (a ritmi ridotti i rischi di surriscaldamento calano molto) ed in più la sosta singola dimezza il pericolo di un imprevisto alla sosta nonché la gestione del traffico.
Oscar Piastri, McLaren, Esteban Ocon, Haas F1 Team
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
In questo quadro i piloti in gara sono concentrati principalmente nel mantenere il target-time (tempo di riferimento indicato dalle simulazioni), uno scenario che non si concilia bene con lo spettacolo che la Formula 1 vorrebbe offrire agli spettatori. Da qui l’idea di imporre le due soste obbligatorie come rimedio (potenziale) contro lunghe fasi di gara in modalità ‘trenino’. Il doppio pit stop obbligatorio non è una novità assoluta; a Losail nel 2023 fu imposta la doppia sosta per motivi di sicurezza, con un vincolo di giri massimi percorribili con ogni set di pneumatici.
La soluzione forzata nel GP del Qatar ha consentito di valutare gli effetti di una gara con due soste, ed è emersa la possibilità da parte dei piloti di poter spingere al massimo senza doversi preoccupare della gestione. L’obiettivo nel mirino di Liberty Media è questo e, secondo informazioni raccolte da Motorsport.com, nella prossima riunione programmata dalla Formula 1 Commission la proposta delle due soste obbligatorie sarà posta sul tavolo. Oltre che per sondare il consenso delle squadre, l’occasione servirà per porre all’attenzione una serie di scenari possibili.
Una delle proposte prevede l’obbligo di utilizzare in gara tutti i tre compound scelti per il weekend dalla Pirelli, lasciando ai team la libertà della sequenza. Sarà discussa come alternativa anche la possibilità di imporre i due stop senza vincoli di mescola, eliminando anche l’attuale obbligo di utilizzare set di almeno due compound differenti. Sarà valutata anche la possibilità di imporre per ogni set un limite massimo di chilometri che non deve superare il 45% della distanza di gara.
Pirelli, gomme medie e soft
Foto di: Erik Junius
Non si preannuncia un confronto semplice. C’è chi sostiene che l’obbligo delle tre mescole porterà tutti verso una strategia standard, partendo dal principio secondo il quale aumentando il numero delle imposizioni il numero di scelte possibili sarà minore. L’opinione delle squadre sarà interessante per capire cosa emergerà dai rispettivi software di simulazione. A proposito degli effetti che potrebbe avere l’imposizione dell’utilizzo delle tre mescole, nel weekend di Città del Messico sono emerse valutazioni molto diverse tra loro.
Secondo alcuni addetti ai lavori l’utilizzo dei tre compound può comportare letture diverse della corsa, secondo altri potrebbe essere un boomerang che rischia di portare le squadre alle stesse scelte e allo stesso numero di giri da percorrere per ogni stint. Potrebbe trovare più consensi la possibilità della strategia completamente libera, se non per le due soste obbligatorie. La partita, anche sul tavolo della Formula 1 Commission, sarà molto aperta.
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