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Analisi
Formula 1 GP d'Olanda

F1 | Ferrari: in gara si è visto il meno peggio

Il quinto posto di Carlos Sainz è il massimo che la Scuderia poteva di portare a casa da Zandvoort, una pista dove la SF-23 non ha mai trovato un buon equilibrio. La Scuderia con lo spagnolo è riuscita a stare davanti a monoposto che sulla carta sembravano più veloci, mentre il contatto al primo giro con Piastri ha minato la prestazione di Leclerc, poi costretto al ritiro. L'Olanda insegna che non sarà facile per il Cavallino sperare di ambire al ruolo di seconda forza detenuto dalla Mercedes.

Carlos Sainz, Ferrari SF-23, esce dai box

“Spero di finire nei primi 5”, aveva detto ieri Carlos Sainz, e così è stato. Non ci sono motivi per esultare, considerando che i dieci punti conquistati dallo spagnolo sono stati l’intero bottino della Ferrari nel weekend di Zandvoort, ma nei 72 giri di gara completati oggi la Scuderia non ha nulla da rimproverarsi. La monoposto aveva evidenziato i suoi notevoli problemi di guidabilità già ieri e venerdì, e le aspettative non potevano essere maggiori rispetto a quanto ottenuto oggi.

La corsa di Charles Leclerc è stata condizionata da un contatto con Oscar Piastri avvenuto nel corso del primo giro, una piccola toccata risultata cruciale, poiché la bandella destra dell’ala anteriore è finita sotto il fondo, danneggiandolo. “È stato un contatto leggero – ha confermato Leclerc – e non pensavo che avrebbe avuto delle conseguenze così importanti sulla monoposto”.

Charles Leclerc, Ferrari SF-23

Charles Leclerc, Ferrari SF-23

Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images

Sempre nella prima tornata Leclerc ha deciso di rientrare ai box per passare dalle gomme slick (montate al via) alle intermedie. Charles ha avvisato la squadra quando aveva già imboccato la pit-lane, prendendo in contropiede gli addetti al pit-stop che hanno dovuto recuperare gli pneumatici nel box, e nel complesso l’operazione è costata sette secondi in più del tempo abituale.

“È stata una chiamata in extremis – ha commentato Frederic Vasseur – ma è stata giusta, anche se abbiamo impiegato più tempo del solito per recuperare le gomme. Quando tutti hanno completato l’operazione Charles ha guadagnato diverse posizioni passando anche Carlos”. Analisi condivisa anche dallo stesso Leclerc: “Sapevo di aver fatto una chiamata in extremis, ma avevo messo in conto che anche perdendo sei o sette secondi in più nel pit-stop li avrei recuperati facilmente in un giro. Credo che quella scelta sia stata giusta”.

Il pit-stop al termine del primo giro ha permesso a Leclerc di passare dall’ottava alla quinta posizione, precedendo anche Alonso, poi con la pista che si è progressivamente asciugata sono emersi i problemi al fondo della sua monoposto, iniziando un lungo calvario concluso poi con il definitivo ritiro al quarantunesimo giro. “Ho sentito che qualcosa non andava nella monoposto – ha confermato Charles – e con sessanta punti di carico in meno la mia gara era di fatto terminata. Abbiamo solo sperato nel ritorno della pioggia, perché in condizioni di pista bagnata il problema era meno impattante sulla performance, ma è arrivata troppo tardi”.

Sainz ha pagato la scelta del pit-stop al secondo giro, ma è riuscito a concludere una gara non semplice. “Ad un certo punto sembrava che potessimo lottare anche per il podio – ha spiegato Carlos - ma la realtà è che si guarda al nostro ritmo, non eravamo a posto. Siamo comunque riusciti a fare una gara buona, abbiamo lottato con avversari che erano più veloci, quindi dobbiamo essere contenti della quinta posizione, è stato il massimo che potessimo fare”.

Carlos Sainz, Ferrari SF-23, ai box durante la sosta con bandiera rossa

Carlos Sainz, Ferrari SF-23, ai box durante la sosta con bandiera rossa

Photo by: Simon Galloway / Motorsport Images

Per Sainz gli ultimi sei giri sono stati ad alta tensione, non disponendo più di un set di intermedie nuove ha temuto di non riuscire a contenere l’assalto finale di Hamilton. “Era un treno di gomme che avevo già usato abbondantemente i qualifica – ha confermato Carlos - sono comunque riuscito a tenere dietro Lewis e a portare a casa il quinto posto”.

Nel suo bilancio complessivo il weekend di Zandvoort per la Ferrari è stato uno dei più difficili del 2023. “In termini di equilibrio e guidabilità della monoposto è stato probabilmente il fine settimana più difficile della stagione – ha confermato Leclerc- quindi dobbiamo esaminarlo perché nelle ultime due o tre gare stavamo migliorando da questo punto di vista”.

La scelta di non utilizzare il massimo carico aerodinamico anche dopo la gara non è stata bocciata da Vasseur, convinto che con una migliore posizione di partenza Leclerc avrebbe potuto disputare una buona gara, ma i dubbi restano. Oltre alla solita Red Bull, oggi in gara il ritmo di Sainz è risultato molto lontano dal passo di Alonso, Gasly, ed anche rispetto alle due Mercedes, autoeliminatosi dalla lotta per le prime posizioni con la scelta di non cambiare le gomme nei primi due giri dopo il via.

Se l’obiettivo è quello di concludere la stagione nel ruolo di seconda forza, la trasferta di Zandvoort è un campanello d’allarme importante. È vero che dietro alle due Red Bull le gerarchie sono variate molto a secondo della tipologie di piste, ma i passi avanti evidenziati da Aston Martin e McLaren non sembrano essere stati legati solo alle curve amiche di Zandvoort.

Per Monza servirà altro, non per poter ambire a risultati assoluti, ma per lottare almeno per il gradino più bassi del podio, ovvero il massimo a cui oggi gli avversari della Red Bull possono ambire.
“Monza è sempre speciale per noi – ha concluso Leclerc - ma d'altra parte non vedo l'ora anche di avere una macchina che possa aiutare me e Carlos a lottare davvero per le posizioni di vertice. La guidabilità è stata il problema più grande di questo fine settimana e dobbiamo speriamo di avere una monoposto migliore il prossimo weekend”.

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