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Formula 1 GP d'Italia

F1 | De Meo: "Non vendo Alpine, ma dobbiamo cambiare"

Il presidente e CEO del Gruppo Renault ha volutamente saltato Monza consapevole che l'Alpine avrebbe fatto fatica nel GP d'Italia, ma il manager milanese non ha rinunciato a commentare la presenza in F1 a margine del Salone di Monaco. Durissimo nei confronti di chi ha epurato durante il GP del Belgio: “Mi avevano promesso delle cose che non sono state mantenute. Quando al tuo capo dici una cosa, poi la devi fare: sta nelle dinamiche di un’azienda". E Luca esclude la cessione della squadra.

Alpine A523, dettaglio tecnico

L’Alpine a Monza ha deluso le attese dopo il podio che Pierre Gasly aveva meritatamente conquistato a Zandvoort: le due A523 non sono state competitive su una pista come il Tempio della Velocità e non sono mai state in grado di lottare per la zona punti. La monoposto blu ha destato sensazione per l’esagerata apertura della carrozzeria per estrarre l’aria calda della power unit Renault E-Tech RE23 che evidentemente soffre di surriscaldamenti anche su un tracciato dove gli avversari mostravano cofani e pance chiuse alla ricerca della migliore efficienza aerodinamica.

Luca De Meo, presidente e CEO del Gruppo Renault, si è guardato bene dal fare un’apparizione in Brianza, consapevole che l’Alpine avrebbe dovuto soffrire nel GP d’Italia, ma il manager milanese di 56 anni, non si è tirato indietro a commentare il programma di F1 a margine del Salone di Monaco.

Otmar Szafnauer, ex Team Principal Alpine

Otmar Szafnauer, ex Team Principal Alpine

Photo by: Motorsport Images

Alan Permane,ex  Direttore Sportivo Alpine

Alan Permane,ex Direttore Sportivo Alpine

Photo by: FIA Pool

Pat Fry, ex direttore tecnico Alpine

Pat Fry, ex direttore tecnico Alpine

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

La squadra anglo-francese è in piena trasformazione: a Spa-Francorchamps durante il weekend del GP del Belgio erano stati epurati il team principal, Otmar Szafnauer, il direttore sportivo, Alan Permane e il direttore tecnico, Pat Fry dopo che era stato spostato di ruolo anche il CEO del marchio, Laurent Rossi.

La responsabilità della squadra è stata affidata a Bruno Famin: il ruolo dovrebbe essere ad interim, ma la sensazione è che il transalpino potrebbe essere confermato, visto che sta cercando di ricostruire una struttura che non sta ottenendo i risultati che meriterebbe.

Bruno Famin, vicepresidente Alpine Motorsports

Bruno Famin, vicepresidente Alpine Motorsports

Photo by: Alpine

L’Alpine è sesta nel mondiale Costruttori, superata anche da Aston Martin e McLaren, rispetto al quarto posto dell’anno scorso. Luca De Meo non ha esitato a tagliare le teste di vertice della squadra per dare una nuova impronta al team…
“Mi avevano promesso delle cose che non sono state mantenute – spiega De Meo -. Quando al tuo capo dici una cosa, poi la devi fare: sta nelle dinamiche di un’azienda. È sembrata un’azione brutale, e la è stata, ma siamo indietro rispetto a quello che ci eravamo dati come obiettivi. Non che io li avessi forzati a darsi dei target, ma se li erano dati da soli: li hanno comunicati e questo non ha funzionato perché non avevamo la giusta traiettoria”.

Luca De Meo, Amministratore Delegato del Gruppo Renault

Luca De Meo, Amministratore Delegato del Gruppo Renault

Photo by: Alpine

De Meo ha un approccio pragmatico e sanguigno…
“Io credo molto nel progetto dell’Alpine in Formula 1, ma molte volte la gente che fa business può crede che la F1 funzioni alla stessa maniera. È come l’imprenditore che entra in politica: penso che la politica non funziona come un’impresa. E nei GP per trovare la giusta alchimia, per fare una cosa tipo Red Bull o come ha fatto Mercedes per un lungo ciclo, devi continuare a lavorare, devi essere umile, devi cambiare le cose. È un gioco complicato che poi all’improvviso deve cominciare a girare. Bisogna lavorarci, non puoi chiudere la scatola e poi riparlarne dopo cinque anni. Ne siamo coscienti, abbiamo teoricamente le risorse per fare bene con un team che è abbastanza ben finanziato. E la gente che non funziona deve uscire dal sistema F1: questa è alta competizione…”.

Nel paddock si sentono voci che lasciano intendere una possibile cessione dell’Alpine ad Andretti che sta cercando il modo migliore per entrare nel Circus con il nuovo regolamento del 2026…
“Sono deluso perché a Monza siamo andati male, dopo un podio a Zandvoort, ma non siamo affatto dove dovremmo essere. Dobbiamo fare un lavoro di rilancio pezzettino per pezzettino. E tutte quelle storie che vorrei vendere il team sono stronz... La F1 fa parte del progetto Alpine come l’endurance e altre gare, quindi andiamo avanti e dobbiamo crescere…”.

Più chiaro di così…

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