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Formula 1 GP d'Italia

F1 | Haas: a Monza bilanciamento errato per la mancanza di ali

Haas ha scelto di non investire parte del budget per un pacchetto che potesse adattarsi al circuito di Monza e alle sue alte velocità di punta, al punto da non poter togliere ulteriori click sull'ala anteriore. Questo ha portato la VF-23 ad essere sbilanciata accentuando ulteriormente il degrado, aspetto che ha messo definitivamente in crisi le due vetture statunitensi, scivolando così nelle ultime posizioni.

Kevin Magnussen, Haas VF-23

Il Gran Premio d’Italia ha riservato ben poche soddisfazioni per la Haas, che ha concluso il fine settimana nelle ultime due posizioni, davanti solo a chi è stato costretto al ritiro per motivi tecnici. Se in qualifica, come spesso accade, Nico Hulkenberg è stato in grado di mascherare i problemi della vettura sfruttando a fondo la gomma nuova, in gara si sono palesati tutti i problemi di alcune scelte tecniche prese prima del weekend.

Nel corso della stagione, sui circuiti da basso carico come Baku, Spa e Monza, la Haas non ha deciso di non investire su un pacchetto ad hoc come fatto da altre scuderie, bensì di concentrarsi su piccoli dettagli, in modo da non impattare eccessivamente sul budget a disposizione. Ad esempio, sull’ala posteriore gli ingegneri sono intervenuti solamente sul flap dell’ala mobile, in modo da ridurre il drag con una spesa contenuta, per quanto l’intera unità fosse comunque più carica rispetto a quella dei rivali più diretti.

Ciò è stato amplificato all’avantreno, in quanto il fatto di non avere un’ala anteriore sufficientemente scarica non ha permesso di bilanciare al meglio la vettura, pesando così sull’alto degrado accusato dalla VF-23: "L’auto era talmente sbilanciata che non c'era alcuna possibilità. Non potevamo nemmeno togliere angolo all'ala anteriore, il flap non riusciva ad abbassarsi abbastanza. Orrendo. Davvero brutto", ha spiegato Kevin Magnussen al termine della corsa, spiegando le difficoltà incontrate nel fine settimana.

L'ala scelta dalla Haas, simile a quella già portata in altri appuntamenti

L'ala scelta dalla Haas, simile a quella già portata in altri appuntamenti

“Ovviamente, questa è una grande mancanza, non avere un flap anteriore pronto in tempo. Penso che siamo l'unica squadra che non aveva nessun pezzo, nessun aggiornamento qui per questo fine settimana. Non siamo andati a punti anche per questo”, gli ha fatto eco il compagno di casacca Nico Hulkenberg.

Questo assetto ha inoltre pesato anche sulle velocità di punta. Seppur proprio il danese sia riuscito a registrare una velocità massima di ben 351 km/h orari nell’ultimo tentativo del Q1, in realtà quel dato è stato ottenuto in piena scia mentre, senza l’ausilio di un traino, quel numero scende vertiginosamente, a circa 341 km/h, tra i più bassi in assoluto della griglia. Magnussen è infatti partito 19°, sei posizioni dietro al compagno di squadra.

Non avendo nemmeno carico sufficiente per compensare in curva, in gara questo aspetto è diventato ancor più centrale, a cui si sono aggiunti i cronici problemi di consumo degli pneumatici.

"È stata probabilmente la gara peggiore, perché non avevamo alcun ritmo, le gomme andavano a pezzi e non c'era bilanciamento. Ci attende una ripida salita da scalare", ha dichiarato Magnussen al termine della corsa.

“Sono davvero confuso perché nelle FP3 eravamo in settima posizione e oggi siamo stati i più lenti con un ampio margine. Non c'era ritmo, dobbiamo invertire la rotta", ha aggiunto il danese riferendosi alla bella performance in FP3, anche se era stata ottenuta in un momento in cui ha Haas, a differenza di altre squadre, aveva già montato la gomma soffice nuova.

Nico Hulkenberg, Haas VF-23

Nico Hulkenberg, Haas VF-23

Photo by: Erik Junius

Mentre la maggior parte dei piloti ha iniziato la gara con la mescola media, Magnussen ha optato per un set di gomme dure per tentare qualcosa di alternativo. Tuttavia, non c’è stato nulla da fare per poter compensare la mancanza di ritmo: "Ma non avevamo alcuna aderenza".

"Abbiamo pensato di andare fino alla fine con il primo set di gomme dure, per poi sperare in una Safety Car o fare un po' come Albon a Melbourne, per provare qualcosa del genere. Ma non c'è stata alcuna possibilità". Tuttavia, la mancanza di aderenza ha costretto il danese a rientrare ai box già al dodicesimo giro, obbligandolo a due soste e complicando ulteriormente la sua gara, dato anche il tempo perso per effettuare un pit stop a Monza rispetto a chi rimane in pista, tra i più alti in assoluto della stagione.

Hulkenberg ha dichiarato di non essere riuscito a evitare di finire nelle retrovie durante la gara. "La partenza è stata praticamente l'unica cosa positiva, ad essere onesti, l'unico momento divertente. Dopo di che, è stata dura. Non avevamo prestazioni, né equilibrio, né una buona gestione o durata degli pneumatici, quindi. Francamente, non eravamo affatto degni di finire nei punti in questo fine settimana", ha spiegato il tedesco, il quale era riuscito a risalire sino alla nona posizione le corso del primo giro.

Nico Hulkenberg, Haas VF-23, Logan Sargeant, Williams FW45

Nico Hulkenberg, Haas VF-23, Logan Sargeant, Williams FW45

Photo by: Jake Grant / Motorsport Images

Il tedesco non ha nascosto che nei tracciati a basso carico la vettura fa estremamente fatica, specie nel momento in cui la gomma inizia a calare e non offre quell’extra grip che ha spesso salvato la Haas in qualifica. "Una volta che lo pneumatico ha esaurito il grip, la strada è solo in un senso e in un'altra direzione, cioè in retromarcia. La gomma si consuma, il bilanciamento è scarso, scivoliamo molto di più rispetto alle altre vetture. Non riusciamo a tenere il ritmo, usiamo più gomme, quindi è stata una delle gare più difficili e peggiori della stagione".

"Sicuramente le temperature elevate della pista e il sole non ci aiutano, ma tutti gli altri stanno affrontando la stessa cosa e fanno meglio di noi", ha aggiunto.

Se Haas ha concluso nelle zone più basse della classifica, dall’altra parte c’è chi, come la Williams, è stata in grado di entrare nei punti, allungando il proprio vantaggio sulla squadra americana nella classifica costruttori, che si trova ora a dieci lunghezze. Hulkenberg non ha cercato di addolcire la pillola, sottolineando come riuscire a chiudere quel gap sembra ormai estremamente complesso: “Ad essere onesti, credo che ormai siano troppo distanti. Loro e la McLaren hanno ovviamente fatto enormi progressi quest'anno e non vedo come possiamo ribaltare la situazione a meno che non troviamo qualcosa di veramente magico".

 

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