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Analisi
Formula 1 GP di Singapore

F1 | AlphaTauri con la gobba per lasciare la coda della griglia

La squadra di Faenza è precipitata all'ultimo posto della classifica Costruttori, ma il direttore tecnico, Jody Egginton, non si è arreso all'idea che la AT04 non possa migliorare. L'AlphaTauri ha portato a Singapore un pacchetto di novità molto importanti che dovrebbero dare maggiore stabilità al retrotreno della vettura, aumentando in modo sensibile il carico aerodinamico.

AlphaTauri AT04, dettaglio tecnico

F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola

Giorgio Piola è l’esperto di tecnica di Formula 1 che segue i Gran Premi dal 1964. Il giornalista italiano è considerato il più autorevole divulgatore dei segreti delle monoposto: i suoi disegni e le animazioni permettono di scoprire le novità introdotte dai team ai Gp.

È una monoposto nata male che ha tradito le aspettative della squadra di Faenza che, almeno a inizio stagione, aveva ben altre ambizioni: l’AlphaTauri, invece, è precipitata all’ultimo posto del mondiale Costruttori con un bottino di appena tre punti.

Bisogna riconoscere allo staff tecnico di Jody Egginton che non si è arreso e nel corso del campionato ha cercato di raddrizzare una barca che stava affondando: il problema della AT04 è la carenza di carico aerodinamico nel retrotreno che rende la vettura bianco-blu critica da guidare.

Jody Egginton, Direttore Tecnico AlphaTauri con il team principal Franz Tost

Jody Egginton, Direttore Tecnico AlphaTauri con il team principal Franz Tost

Photo by: Red Bull Content Pool

A Singapore la squadra di Franz Tost ha introdotto, insieme alla McLaren, un nuovo pacchetto aerodinamico che dovrebbe consentire all’AlphaTauri di fare un salto di qualità e tornare, magari, a lottare con una certa stabilità nella zona punti.

È curioso notare come le due vetture che compongono la galassia Red Bull abbiano prestazioni tanto diverse: la RB19 concepita da Adrian Newey domina la scena, infilando una vittoria dopo l’altra, disintegrando i record storici della F1, come i successi consecutivi, mentre la AT04, pur potendo attingere a diverse tecnologie di Milton Keynes, è relegata a essere fanalino di coda.

A Faenza non stanno andando troppo per il sottile: l’ultima evoluzione della AT04 non si può certo definire bella, ma certamente funzionale a migliorare il rendimento aerodinamico superando i limiti di progetto. La monoposto a Marina Bay presenta nuove pance: oltre a una bocca dei radiatori più piccola che ha permesso di aumentare il sottosquadro nella parte inferiore per incrementare il flusso da portare sul marciapiede del fondo che è stato completamente rivisto nel bordo d’uscita.

AlphaTauri AT04, dettaglio della fiancata completamente rivista e caratterizzata da questa strana gobba

AlphaTauri AT04, dettaglio della fiancata completamente rivista e caratterizzata da questa strana gobba

Photo by: Jake Boxall-Legge

La fiancata ha una strana forma perché vista lateralmente è l’unica che ha un disegno quasi rettilineo (sottolineato dalla scritta AlphaTauri solo leggermente inclinata): nella parte superiore della pancia si osserva una inusuale gobba che sporge dalla linea di cintura e poi si nota un profondo scavo arginato all’esterno dalla parete del Grand Canyon.

È interessante notare come nella parte inferiore della fiancata si sia prodotto uno scavo utile ad aumentare la portata del flusso verso il retrotreno, subito dopo il punto di massima larghezza che è dettato dalla posizione dei radiatori di raffreddamento della power unit Honda.

AlphaTauri AT04, dettaglio del cofano motore portato a Singapore

AlphaTauri AT04, dettaglio del cofano motore portato a Singapore

Photo by: Jake Boxall-Legge

Anche il cofano motore è completamente ridisegnato: le feritoie per lo smaltimento del calore sono orizzontali sulla superficie piatta e c’è una fuoriuscita di aria calda anche in coda grazie ai vistosi bazooka, ma non è sfuggito come si sia cercato di stringere la carrozzeria sotto per migliorare la ricerca del carico. Il ridisegno del retrotreno comprende anche nuove cover in carbonio della sospensione posteriore che lavorano meglio in sinergia che le alette della brake duct posteriore: il risultato ottenuto è una beam wing che ha sensibilmente migliorato la sua efficienza, in virtù di un diffusore rivisto che assicura una maggiore capacità di estrazione dell’aria.

Il 12esimo posto di Liam Lawson alla conclusione delle prove libere di ieri testimonia che la strada intrapresa è stata giusta. Anche Yuki Tsunoda è convinto che le modifiche si sentano, perché già al simulatore il giapponese aveva rilevato un comportamento più sincero della vettura che dava ai piloti più fiducia nel poter attaccare…

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