F1 | Alonso: "Stroll? E' più sensibile di me nella messa a punto"
Il pilota spagnolo spiega perché ha rinnovato il contratto con l'Aston Martin, scommettendo sulla possibilità di essere la squadra ufficiale della Honda. L'asturiano, in vena di confessioni, ha ammesso l'importanza del ruolo del compagno canadese, bravo nel definire alcuni aspetti del setup. Scopriamo perché...
Conoscere il proprio futuro, quando la prospettiva è ottima, fa bene al presente. Alonso è arrivato in Cina fresco di rinnovo con Aston Martin, sfoggiando il sorriso dei giorni migliori e spiegando i motivi che lo hanno portato a restare in Formula 1 fino al termine del 2026.
Fernando ha una grande fiducia nel puzzle che Lawrence Stroll e Martin Whitmarsh hanno completato, tassello dopo tassello, e la scelta di continuare ad essere parte del progetto è arrivata in modo naturale. Alonso ha dribblato una domanda sul celebre “GP2 Engine”, esaltando il lavoro della Honda ed indicando nel contratto di esclusiva che Aston Martin avrà con la Casa giapponese uno dei motivi principali che lo ha spinto a prolungare la sua carriera in Formula 1 per altre due stagioni.
Con la decisione di rinnovare il contratto hai rotto gli indugi anticipando la concorrenza. È stata una scelta naturale o hai riflettuto molto?
“Dovevo assicurarmi che fosse la decisione giusta, nel mio caso ha voluto dire essere certo di avere la forza e la motivazione per continuare ancora per qualche anno e assicurarmi che la squadra avesse degli obiettivi ambiziosi per le prossime stagioni. Alla fine credo che sia stata una decisione facile, abbiamo iniziato il nostro viaggio la scorsa stagione migliorando costantemente e sono felice di proseguire questo viaggio”.
Fernando Alonso, Aston Martin F1 Team
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Vedi maggiori opportunità in vista del 2026?
“Le nuove regole saranno una chance per tutti, c’è la possibilità di un rimescolamento dei valori in campo. Saremo l'unico team che utilizzerà la power unit Honda, e questo crea uno scenario un po' diverso dall'essere un cliente Mercedes come oggi. Spero che possa confermarsi un piccolo miglioramento, così come con Aramco sul fronte carburanti. La squadra sta crescendo, abbiamo una nuova struttura, un nuovo quartier generale e altre cose che arriveranno in estate. C’è tutto per essere una squadra molto competitiva e voglio farne parte”.
Quando hai maturato la decisione? Era nella tua testa già da un po' di tempo?
“Ci siamo incontrati dopo il Gran Premio del Giappone e siamo giunti ad una conclusione in appena un paio di giorni. È stato abbastanza semplice, molto più di quanto si possa immaginare dall’esterno, siamo arrivati ad un accordo e basta, tutto molto semplice”.
Nessun rimpianto in merito alla possibilità di una chance Red Bull?
“Come ho detto la scorsa settimana, dopo aver deciso di restare con Aston Martin non ha molto senso parlarne. Ho sentito anche altre squadre, ovvio, è la procedura normale, ma si è trattato solo di poche piccole conversazioni”.
La Honda oggi ti garantisce di non avere un GP2 engine…
“Stanno conquistando i campionati mondiali, quindi stanno dimostrando di avere tutto ciò che serve per vincere in Formula 1. Ci sarà un nuovo regolamento e nessuno oggi può sapere quali saranno i valori in campo nel 2026, una situazione che ci piace. Avere una power unit in esclusiva è uno dei motivi che mi hanno portato a restare con questa squadra, credo che per noi la possibilità di poter lavorare con Honda sarà un vantaggio”.
Lance Stroll, Aston Martin AMR24
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
Sarai la figura di spicco per lo sviluppo di Aston Martin?
“Sia io che Lance stiamo cercando di aiutare la squadra il più possibile. Abbiamo due stili di guida differenti e in condizioni diverse abbiamo un feeling che non è uguale. Lance è più sensibile di me su alcune cose e penso che questo sia molto importante per la squadra, perché la sua analisi è fondamentale per poter migliorare la monoposto. Io sono un po' più insensibile in merito al comportamento della macchina, spesso arriviamo allo stesso punto seguendo percorsi diversi, un aspetto che aiuta la squadra”.
A cosa è dovuta quella che hai definito una ‘minore sensibilità’?
“A volte guido la macchina sopra i problemi, posso sfruttare qualsiasi vettura in qualsiasi momento al 90%, ma per arrivare a quel 100%, che vuol dire sfruttare al massimo la monoposto, ho bisogno anche dell’aiuto del mio compagno di squadra, spesso ci sono delle piccole regolazioni che hanno un ruolo cruciale”.
Come cambierà l’approccio con il format sprint in Cina?
“Non credo che sarà diverso rispetto allo scorso anno. Ora abbiamo l’opportunità di modificare il setup dopo la gara sprint, potremo imparare qualcosa e sarà una possibilità che sfrutteremo sicuramente”.
Sei tra coloro che apprezzano questo circuito?
“Sì, mi piace, il circuito è molto complicato, la prima curva è davvero speciale e credo che sia unica nel suo genere. Ci dovrebbe essere molto degrado e sappiamo che ci saranno ottime possibilità di sorpasso, quindi mi aspetto una buona gara”.
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