F1 | Ala ribaltabile: Red Bull non ha copiato Ferrari. Ecco come e quando è "nata"
Pierre Waché, direttore tecnico di Red Bull, ha raccontato a Motorsport.com la gestazione dell'ala ribaltabile che ha esordito sulla RB22 al GP di Miami. Nessuna "copiatura" a Ferrari, ma un'idea che arriva dal 2025...
Isack Hadjar, Red Bull Racing RB22
Foto di: Getty Images
Non c'è stata copiatura. O, almeno, non è stata realizzata da zero una volta viste le soluzioni dei diretti concorrenti. Red Bull Racing ha fatto esordire la sua nuova ala posteriore dal profilo ribaltabile al Gran Premio di Miami, quarto appuntamento del Mondiale 2026 d Formula 1.
L'ala si era già intravista nel filming day che il team di Milton Keynes aveva fatto a fine aprile sul tracciato di Silverstone. Una foto trapelata e diffusa sui social network avevano rivelato l'utilizzo di un'ala ribaltabile sulla RB22. Un concetto che già a prima vista risultava essere addirittura più estremo rispetto a quello adottato dalla Ferrari per la sua, che, per altro, in gara ha fatto il suo esordio proprio a Miami dopo una serie di test in pista e statici.
In diversi hanno pensato che Red Bull potesse aver preso spunto dalla Ferrari, considerando il fatto che il team di Maranello aveva già mostrato la sua sin dalle prime uscite della stagione, test in Bahrain compresi.
Invece, durante lo scorso fine settimana di gara in Florida, Motorsport.com ha avuto la possibilità di parlare con Pierre Waché, direttore tecnico della Red Bull. E l'occasione per farsi raccontare la nascita e la gestazione della nuova ala è stata troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.
L'ingegnere di Milton Keynes ha rivelato che l'ideazione dell'appendice ribaltabile è nata alla fine dello scorso anno, a novembre. A quel punto il team l'ha realizzata e ha iniziato a provarla. Sin da subito, però, sono emerse delle criticità a cui far fronte.
Max Verstappen, Red Bull Racing RB22
Foto di: Red Bull Content Pool
"Il processo di ideazione della nostra ala ribaltabile credo sia partito nel 2025, lo scorso novembre, nel tentativo di introdurla ai test in Bahrain o nella prima gara di Melbourne, in Australia. Abbiamo avuto qualche problema nel farla funzionare. Abbiamo provato ancora a Suzuka, facendo molta fatica. E adesso funziona. Fare funzionare questo tipo di sistema è un processo molto lungo".
Una delle criticità era il tempo di apertura e chiusura, perché esso è limitato. Per questo il team ha dovuto studiare il modo di trovare il giusto compromesso, anche per evitare che, durante la transizione del profilo mobile, venisse a generarsi più drag del dovuto. Senza contare la difficoltà di studiare un movimento tale da risultare efficace e non dannoso sotto tutti i punti di vista.
"L'aspetto complicato nel far funzionare l'ala è che hai un tempo di apertura e chiusura della stessa che è limitato. L'apertura e la chiusura prevede che il flap faccia tanta strada, non siamo abituati a quel tipo di cose".
"Non avevamo previsto alcuni problemi che poi sono sorti perché è un sistema tutto nuovo. Forse è stata colpa nostra, ma dovevamo risolverli. Dopo averli sistemati, ci vuole del tempo in più rispetto al normale sviluppo della vettura".
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