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F1 | Hadjar spiega l'incidente: "Stavo volando, ma ho voluto troppo. Sono stato troppo aggressivo"

Il pilota transalpino ha mostrato tutta la sua frustrazione per l'incidente di Miami. L'incidente è stato innescato da una manovra troppo ottimista, dettata dal suo ottimo passo nei primi giri di gara.

Isack Hadjar, Red Bull Racing

Isack Hadjar, Red Bull Racing

Foto di: Clive Mason / Getty Images

Quello di Miami non è stato un weekend da incorniciare per Isack Hadjar. Le difficoltà sono iniziate nel post qualifica, dove la vettura numero sei è stata squalificata dalla sessione per un’irregolarità al fondo.

Il francese è stato così costretto a prendere il via del Gran Premio di Miami dalla pit-lane, anziché dalla casella numero nove.

Il pilota Red Bull aveva, però, trovato fin da subito un ottimo ritmo, riuscendo a scavalcare cinque vetture nei primissimi giri di gara. 

“Onestamente, mi sentivo benissimo nei primi giri. Superare era facilissimo. Lindblad è stata l'ultima macchina che ho superato. Ero scattato molto forte dalla corsia box dopo soli tre giri di gara, quindi penso che avessimo un ottimo passo. Per me andava tutto bene".

Tuttavia, è stata proprio la troppa foga nel recuperare posizioni nel più breve tempo possibile a tradirlo. Infatti, nel corso del quinto giro, in approccio di curva 14, la vettura del francese ha colpito la barriera interna, provocando la rottura del braccetto della sospensione anteriore sinistra. A quel punto il pilota era solamente un passeggero e la monoposto si è diretta verso il muro di curva 15, causando un l'incidente e il conseguente ritiro dalla corsa.

La disperazione del pilota Red Bull si è palesata immediatamente dopo l’impatto: Hadjar ha colpito ripetutamente il volante della vettura e ha chiesto scusa al suo box via radio.

Commentando l’incidente si è detto profondamente amareggiato e arrabbiato, in quanto fino a quel momento si sentiva completamente a suo agio con la RB22. Il pilota della scuderia di Milton Keynes ha sottolineato il fatto che l’errore sia stato propiziato dalla troppa fretta nel volere recuperare posizioni.

Isack Hadjar, Red Bull Racing

Isack Hadjar, Red Bull Racing

Foto di: Brett Farmer / LAT Images via Getty Images

"Per tutto il weekend ho spinto al limite e mi sentivo a mio agio. Oggi non ha funzionato. Non sono stato abbastanza preciso e ho corso troppi rischi, e in una gara di 57 giri è normale che a un certo punto qualcosa vada storto. Non sono stato molto intelligente".

"Ero troppo impaziente ed euforico nel tentare quei sorpassi e ho rovinato la mia gara. Era facile sorpassare e avrei dovuto essere più cauto. Non aveva senso cercare di spingere al limite in quella curva. Quindi sono davvero, davvero arrabbiato”.

Il rimorso di Hadjar è ancora più legittimato dal fatto che il compagno di squadra, Max Verstappen, ha mostrato per tutta la corsa un’ottima andatura, tanto da rimontare fino alla quarta posizione dopo il testacoda in partenza.

Nonostante il risultato negativo, il francese ha saputo cogliere un raggio di luce nel weekend statunitense, ovvero la ritrovata competitività della RB22, che infonde ad entrambi i piloti speranze per i gran premi a venire. Hadjar si è infatti detto impaziente di tornare alla guida della vettura nelle prossime settimane.

Non resterà che attendere il Gran Premio del Canada per confermare la ritrovata velocità della Red Bull e capire se Hadjar riuscirà a interpretare meglio le novità portate dal team di Milton Keynes a Miami, tornando a essere più vicino a Verstappen.

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