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MotoGP | Marquez: "Ecco perché non ho duellato con Martin per la Rossa"

Nella sua prima apparizione dopo la conferma dell’ingaggio nel team ufficiale Ducati per le prossime due stagioni, Marc Marquez ha spiegato cosa lo ha portato a non accettare la sfida che il marchio avea proposto. Lui e Jorge Martin avrebbero dovuto giocarsi la promozione in pista: “Ora non ho le sue stesse armi”.

Marc Marquez, Gresini Racing

Marc Marquez si è svegliato presto mercoledì scorso, ha firmato il contratto che lo portava a vestirsi di rosso almeno fino al 2026 e poi ha festeggiato facendo motocross, una delle sue passioni. La notte, quasi all’alba, lo spagnolo è andato agli studi di Cadena SER, dove ha concesso la sua prima intervista dopo l’annuncio della promozione al team ufficiale di Borgo Panigale, dove condividerà il box con Pecco Bagnaia, vincitore degli ultimi due titoli.

L’operazione è precipitata lo scorso fine settimana al Mugello. Lì, il marchio italiano aveva in mente una strategia che consisteva nell’offrire a Jorge Martin il posto ufficiale accanto a Bagnaia e collocare Marquez in Pramac, con condizione di pilota ufficiale a tutti gli effetti ma con i colori satellite. Tuttavia, la risposta negativa del catalano nell’unirsi a Pramac ha fatto sì che i piani saltassero.

In questo tentativo di provare a mantenere entrambi, Ducati ha proposto la sfida di giocarsi quella Desmosedici in pista: in un primo momento, sarebbe stato Martin a ottenere il posto, ma se Marquez avesse conquistato il titolo, i ruoli sarebbero cambiati e sarebbe andato lui a correre con Bagnaia.

Ma l’ex pilota Honda non ha accettato nemmeno questa proposta. L’influenza che ha il pilota di Cervera è stata confermata domenica sera, quando Mauro Grassilli, Direttore Sportivo di Ducati, ha comunicato a Martin che il prescelto per correre nel team ufficiale nel 2025 sarebbe stato il suo rivale. Questa circostanza ha portato il madrileno a firmare con Aprilia.

Quando gli è stato chiesto direttamente perché non avesse accettato la sfida proposta, Marc Marquez è stato molto chiaro, giustificando la differenza di condizioni con cui si sarebbe svolta. Lui corre con una Desmosedici del 2023, Martin compete con il modello aggiornato al 2024. “È semplice, se devi vincere in pista, devi avere le stesse armi, io ora non le ho. Ma non è una scusa e sto dimostrando di poter essere competitivo”, ha sottolineato Marquez.

Marc Márquez, Gresini Racing, saluda a Gigi Dall'Igna, director general de Ducati

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Foto de: Gold and Goose / Motorsport Images

L’otto volte iridato ha anche fatto riferimento al valzer di sponsor che probabilmente scatenerà il cambio di squadra. “Gli sportivi non hanno solo contratti sportivi, ma ci sono anche altri, con sponsor che mi hanno seguito durante tutta la mia carriera. Una multinazionale chiude a settembre i prossimi due anni e non può attenere. Era inevitabile”, ha aggiunto.

Marquez ha affermato di essere molto grato a Gigi Dall’Igna, Direttore Generale Ducati. Il catalano ha rivelato che è stato proprio l’ingegnere ad essere fautore di questa manovra che ha monopolizzato il focus del mercato piloti MotoGP praticamente da inizio stagione: “Se sono in Ducati è grazie a Gigi”.

Allo stesso tempo, pensa anche che l’elemento più èesante nella decisione di scegliere lui invece di Martin sia il cronometro. “La carta che peea di più è la pista e gli ingegneri Ducati, da quanto mi hanno detto, stanno vedendo la mia progressione con la moto del 2023 e questo ha pesato molto più del resto. Poi, ci sono altri fattori”, ha riflettuto Marquez, deciso a “lottare per il titolo” nel 2025 e, chissà, anche quest’anno. Ma, come prima cosa, si è posto l’obiettivo di tornare a vincere una gara, che non avviene dal 2021. “Una delle cose che ho imparato è non ossessionarmi, perché se pensi solo alla vittoria, cadi molto”, ha affermato.  

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