Obiettivo eccellenza: perché l’ingresso di Opel è così significativo per la Formula E e la Gen4
L’esordio di Opel con la Gen4 segna un punto significativo per la Formula E, più di quanto possa sembrare. Attrarre nuovi costruttori di alto calibro è sempre complesso, ma il salto prestazionale atteso con la nuova vettura è uno dei motivi che ha convinto il marchio tedesco a entrare nel campionato. Scopriamo perché è una vittoria per tutti.
Opel FE Gen4
Foto di: FIA Formula E Championship
L’evento organizzato dalla Formula E al Paul Ricard non è stato solo l’occasione per presentare ufficialmente la Gen4, ma anche il momento per vedere i costruttori all’opera, direttamente in pista, nel loro ambiente naturale. Tra i grandi marchi presenti in Francia c’era anche Opel, una delle grandi novità della prossima stagione.
Dopo aver annunciato lo scorso mese, nel weekend dell’ePrix di Madrid, il proprio ingresso nella categoria completamente elettrica, Opel ha scelto il Paul Ricard per svelare anche il prototipo con cui affronterà le sessioni di test previste da maggio a novembre. Un programma intenso che servirà a sviluppare Powertrain e setup in vista del grande debutto a fine anno, quando scatterà la stagione 2026/2027 del mondiale.
Una vettura che si distingue non solo per la livrea provvisoria, che riprende i colori del marchio con un giallo brillante affiancato al bianco e al nero carbonio, ma anche per le soluzioni tecniche nascoste sotto il cofano, in cui sia Opel che il gruppo Stellantis credono e puntano con decisione, convinti che possano rivelarsi fin da subito uno dei punti di forza in vista della nuova generazione.
Opel FE Gen4
Foto di: FIA Formula E
Un salto generazionale che promette spettacolo
Da qui nascono alcune considerazioni importanti sul perché l’ingresso di Opel rappresenti una notizia così positiva per la Formula E. La Gen4 segnerà infatti un salto impressionante in termini di potenza, con il Powertrain che passerà da 350 a 600 kW. A questo si aggiungono una maggiore libertà nella gestione dei controlli elettronici, un incremento significativo del carico aerodinamico e la trazione integrale sempre attiva: un insieme di fattori che promette un incremento deciso sulle performance.
Sommando tutti questi elementi nasce un salto generazionale che permetterà alla nuova monoposto non solo di essere più rapida delle Formula 2, ma anche di avvicinarsi ulteriormente alle prestazioni della Formula 1. Per affrontare una sfida di questo livello era fondamentale che la Gen4 rappresentasse un vero punto di svolta per la Formula E, ed è proprio questo uno degli aspetti che ha convinto Opel a entrare nella categoria.
In questo contesto, il suo ingresso nella serie elettrica rappresenta una doppia notizia, tanto sul piano commerciale quanto su quello tecnico. Come già raccontato nel weekend di Madrid, pur facendo parte del gruppo Stellantis, il marchio tedesco ha scelto di entrare in Formula E come team ufficiale, acquisendo una propria licenza: una decisione che implica un impegno (e un investimento) non indifferente.
Opel FE Gen4
Foto di: FIA Formula E
Un progetto serio per guardare l'élite del motorsport
Alla presentazione, il CEO Florian Huettl era stato molto chiaro: questa doveva essere una condizione imprescindibile. Nel momento in cui si è deciso di investire nella categoria, l’obiettivo era farlo con un progetto serio, che garantisse anche totale libertà decisionale. Una scelta inedita all’interno del panorama Stellantis, perché tutti gli altri marchi del gruppo impegnati in Formula E, inclusa Citroen, che sarà l’altro team al via con la Gen4, sono state affiancati da un partner senza avere una licenza proprietaria.
Una scelta che si intreccia direttamente con le prestazioni della nuova monoposto. Come spiegato dal Team Principal Jorg Schrott durante la presentazione al Paul Ricard, la decisione di entrare in Formula E è legata anche al potenziale della Gen4, che promette di abbassare i tempi sul giro di almeno 10 secondi rispetto alla precedente generazione.
“Penso che ci siano diverse cose positive che si stanno allineando in questo momento. Personalmente credo molto nella Gen4. Non si tratta semplicemente di un’evoluzione: sotto molti aspetti è un grande passo avanti. E sono convinto che questa vettura attirerà ancora più appassionati di motorsport in tutto il mondo, rendendo l’intera storia delle corse elettriche molto più attraente”, ci racconta Schrott.
Opel FE Gen4
Foto di: FIA Formula E
“Esiste la Formula 1, certo, però la Formula E avrà il suo spazio nel mondo delle monoposto. Più che mai, grazie a questa nuova generazione di vetture. La nostra decisione è stata presa con attenzione. Dal punto di vista sportivo, questo è sicuramente il momento giusto per entrare, grazie alla Gen4 e al fatto che lo sviluppo riparte da zero per tutti i costruttori. Questo non ci dà un vantaggio, ma crea un terreno di gioco uniforme. È questo l’approccio sportivo”.
“Quando però si avvia un progetto del genere, entrano in gioco diversi fattori. Siamo già da cinque o sei anni nel mondo dei rally elettrici, quindi abbiamo accumulato una buona esperienza nelle competizioni a zero emissioni. Per noi è il passo logico successivo: passare dal customer racing al livello più alto delle corse elettriche. È una transizione naturale. Anche la possibilità di gestire un team ufficiale è stata un elemento importante. Questi fattori ci hanno portato a dire: sì, questo è il momento giusto”.
“Inoltre, con i modelli GSE abbiamo di nuovo nella nostra gamma prodotti ad alte prestazioni che si collegano perfettamente a un impegno come questo. Non è un progetto isolato: sarà connesso alle vetture stradali, e molte delle cose che impareremo dallo sviluppo in Formula E potranno essere applicate direttamente, o comunque trasferite come know-how, alle generazioni future di veicoli”, ha aggiunto il TP, sottolineando il legame con il mondo stradale, che con la Gen4 ancora più intenso data la liberalizzazione sullo sviluppo di alcuni componenti. Una vittoria su entrambi i fronti.
Opel FE Gen4
Foto di: FIA Formula E
Opel ha visto nella Gen4 ciò che sperava la Formula E
Senza questo salto generazionale, come ci ha confermato Schrott, Opel non sarebbe entrata in Formula E: ed è proprio questo l’aspetto positivo per il campionato elettrico. Basandosi sulle simulazioni fornite dalla FIA, sin dai primi colloqui avviati oltre due anni fa, i vertici della Casa di Rüsselsheim avevano ben chiari gli obiettivi di sviluppo della Gen4 e il livello prestazionale atteso. Ed è naturale che, quando si decide di competere nel motorsport con un progetto di questa portata, lo si voglia fare ad alti livelli.
Di fatto, Opel ha visto esattamente ciò che sperava la Formula E: una nuova vettura capace di rappresentare la svolta per la categoria, in grado di guardare con ambizione verso l’élite del motorsport anche sul fronte delle prestazioni. Essere riusciti ad aggiungere un costruttore di questo peso, per di più con una propria licenza, è una vittoria, ma soprattutto la conferma che lo sport sta andando nella direzione giusta.
Ora toccherà a Opel dare forma in pista alle proprie ambizioni, perché gli obiettivi sono – e devono essere – di primo livello, sia sul breve che sul lungo termine. Si entra per vincere e per lasciare un segno, scrivendo una pagina da protagonista nella nuova era delle corse elettriche.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments