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La FE presenta il futuro: ecco la Gen4 da 800cv che vuole essere la rivelazione del motorsport

La Formula E ha presentato la Gen4, la monoposto da 600 kW, circa 800 cv, che vuole battere i record e gettare le basi del futuro del motorsport. Una vettura che vedrà un netto salto prestazionale, evidenziato non solo dai numeri, dato che sarà in media circa 10" al giro più rapida della Gen3 Evo, ma dal sorriso dei piloti che l'hanno guidata.

GEN4

“La Gen4 è molto veloce e divertente da guidare per noi piloti. Credo che sarà una vera rivelazione per molti appassionati e osservatori”, firmato Pascal Wehrlein. Nella cornice del circuito del Paul Ricard, in Francia, la Formula E ha presentato ufficialmente la prossima generazione di macchine completamente elettriche, la Gen4, che vuole diventare una rivelazione grazie a un netto salto prestazionale.

Dopo aver diffuso le prime immagini alla fine dello scorso anno, in quella che era stata un'anticipazione, la presentazione di oggi chiude il cerchio e apre ufficialmente il futuro. Non solo perché sono state svelate le forme definitive della nuova vettura, ma anche perché il lancio è stato accompagnato da sessioni sul tracciato francese che hanno permesso di osservare la Gen4 nel suo ambiente naturale: la pista.

Un lancio che Motorsport.com ha seguito dal vivo al Paul Ricard, dove la Formula E ha riunito tutte e quattro le generazioni che hanno segnato l’evoluzione del mondiale elettrico. Un percorso che ha raccontato la crescita della categoria e, allo stesso tempo, ha offerto una chiara direzione di ciò che vuole diventare il futuro delle corse.

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Foto di: FIA Formula E

Una vettura che non vuole avere compromessi

Il salto generazionale dalla Gen3 Evo alla Gen4 si misura prima di tutto nei numeri: la potenza in qualifica passa da 350 a 600 kW, oltre 800 cv, con un incremento complessivo del 71%. In gara si sale da 300 a 450 kW, pari a un +50%. Secondo le simulazioni svolte dai team, su alcuni circuiti le nuove monoposto, nella configurazione da qualifica, raggiungeranno velocità di punta molto vicine a quelle della Formula 1, come a Monaco.

Nello sviluppo della Gen4, FIA e Formula E hanno fissato obiettivi ambiziosi: dimostrare che le gare elettriche non devono per forza vivere di compromessi. Se in passato la crescita era stata più lineare, questa volta i target sono stati orientati in modo deciso verso le performance, progettando una monoposto più potente, con più carico aerodinamico e capace di sfruttare la trazione integrale in ogni fase.

Può sembrare insolito, ma accanto al powertrain una delle novità più rilevanti riguarda proprio... il carico aerodinamico. Fino alla scorsa generazione, infatti, per contenere i consumi le monoposto di Formula E erano progettate per massimizzare l’efficienza. Tuttavia, per domare i 600 kW della Gen4 serviva fare un salto avanti sul carico generato, che è più che raddoppiato rispetto alle Gen3 Evo, offrendo molto più grip in curva anche grazie alla trazione integrale e alle nuove gomme sviluppate da Bridgestone.

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Foto di: FIA Formula E

Proprio su questo fronte, la Gen4 introdurrà due pacchetti aerodinamici distinti, una novità assoluta per la serie: una configurazione da basso carico e una da alto carico. In termini cronometrici, la Formula E si aspetta un miglioramento medio di circa 10 secondi al giro rispetto alla Gen3 Evo. Per dare un metro di paragone, a Monaco la nuova monoposto dovrebbe risultare più rapida della Formula 2.

La sfida, però, non riguarda solo la prestazione di picco, ma anche la gestione sulla lunga distanza. Per sostenere l’aumento di potenza è stata rivista anche la batteria, fornita dall’italiana Podium Advanced Technologies, ora sensibilmente più capiente. Questo elemento, insieme all’incremento della rigenerazione in frenata che salirà a 700 kW, circa 940 cv, porterà a un aumento del 43% dell’energia utilizzabile in gara.

Una “bestia” che si guida… con il sorriso

Numeri impressionanti, certo, ma la Gen4 vuole essere soprattutto una monoposto capace di generare emozioni, per chi la guida e per chi la segue da casa, andando oltre ciò che si legge su una brochure. Fin dai primi giri nei test FIA con James Rossiter, pilota con una lunga esperienza anche in Formula E, i riscontri sono stati incoraggianti, anche sul fronte del divertimento alla guida.

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Foto di: FIA Formula E

Chi l’ha provata, inclusi i piloti ufficiali dei vari costruttori impegnati nei test di sviluppo dei rispettivi powertrain, l’ha definita una vera bestia. Con 600 kW, la trazione integrale sempre attiva e un notevole incremento del carico aerodinamico, la Gen4 offre un livello di grip mai visto prima in Formula E. Un pacchetto che rappresenta, senza esagerazioni, il più grande salto generazionale nella storia della categoria.

“La prima volta che ho provato la modalità a 600 kW sono rimasto completamente sconvolto. Siamo usciti per uno shakedown con la vettura nel primissimo giorno di attività, e al primo run in cui mi hanno dato l’opportunità di usare i 600 kilowatt è stata una sensazione unica. Acceleri e hai potenza pura all’istante, coppia massima all’istante, e la macchina continua ad andare”, racconta Rossiter nel corso di un’intervista con media selezionati a cui era presente anche Motorsport.com.

“Hai davvero la sensazione che tutti gli organi interni vengano spinti contro la parte posteriore della gabbia toracica mentre l’auto scatta sul rettilineo. Non riuscivo a credere a quanto fosse veloce con 600 kW. E con la trazione integrale non hai limiti di grip: hai solo un’accelerazione enorme. Per un pilota è qualcosa di estremamente esaltante”.

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Foto di: FIA Formula E

Differenziale attivo, ABS e tanto altro: quanti strumenti in più

Per domare queste vetture e, allo stesso tempo, offrire ai costruttori un ambito di sviluppo più rilevante per ricadute sul mondo stradale, FIA e FE hanno scelto di concedere maggiore libertà ai team. Per la prima volta arriverà il differenziale attivo, che permetterà ai piloti di modulare il bilanciamento della vettura sia in ingresso sia in percorrenza di curva. A questo si aggiunge una maggiore libertà nella gestione della coppia, ampliando ulteriormente il margine di intervento e personalizzazione.

Team e piloti potranno modulare in modo diverso la coppia erogata dal motogeneratore posteriore e da quello anteriore, con quest’ultimo che resterà un componente standard fornito da Marelli. Tutte queste novità aprono a una maggiore libertà nella ricerca del setup: ad esempio, se ci si ritrova con una vettura sovrasterzante, sarà possibile spostare la ripartizione della coppia verso l’avantreno, così da stabilizzare il posteriore.

Di fatto, un po’ come accade in Formula 1, se il bilanciamento meccanico non è perfetto via setup, i piloti potranno intervenire con regolazioni di fino direttamente dal volante, non solo sulla gestione della coppia e sul differenziale, ma anche sulla frenata. Ci sarà maggiore libertà nella ripartizione del brake‑by‑wire e sarà introdotto un sistema per prevenire il bloccaggio degli pneumatici in staccata.

"La Gen4 ci ha aperto gli occhi per la quantità di tecnologia che permette di modificare in modo significativo il bilanciamento e le prestazioni della vettura. Abbiamo a disposizione un pacchetto software molto ampio, che consente di massimizzare l’efficienza energetica e mantenere le velocità minime più alte. È una combinazione nuova che abbiamo finalmente potuto sbloccare”, spiega Rossiter, oggi VP Sporting della serie.

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Foto di: FIA Formula E

Restano il Pit Boost e l’Attack Mode, dubbi sul calendario

Lo avevamo anticipato in un’intervista ad Alberto Longo, co‑fondatore della serie: dopo i test svolti negli ultimi mesi, la Gen4 si è rivelata così veloce e versatile da poter portare la Formula E a ripensare il format stesso, per permettere al pubblico di cogliere appieno la portata di questo salto generazionale.

Per ora i vertici della serie mantengono un certo riserbo sui cambiamenti, ma alcuni elementi resteranno invariati, come l’Attack Mode, che in gara permetterà ai piloti di passare per qualche minuto da 450 a 600 kW per facilitare i sorpassi, e il Pit Boost. Dopo i riscontri positivi dell’ultimo anno, si è infatti scelto di proseguire con il pit stop per la ricarica rapida, per tre motivi.

Il primo motivo è che i costruttori stanno sviluppando tecnologie proprie per la ricarica. Il secondo è legato allo spettacolo: i fan hanno apprezzato il modo in cui i pit stop rendono le gare più dinamiche. Il terzo è che il pit stop consente di ricaricare le batterie, permettendo così di utilizzare più energia in gara.

Il dubbio, al momento, riguarda soprattutto il calendario. L’intenzione è mantenere delle piste cittadine, ma anche di correre su tracciati capaci di esaltare le performance della Gen4. Alcuni circuiti, come Jeddah, verranno modificati avvicinandosi sempre più alla versione utilizzata dalla Formula 1. Su altri, come Londra e Tokyo, considerati troppo stretti anche alla luce dell’aumento delle dimensioni della vettura, più larga e più lunga, serviranno valutazioni specifiche. Il nuovo calendario, insieme alle modifiche al format del weekend, verrà svelato dopo l’approvazione del Consiglio Mondiale FIA di giugno.

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