F1 | Williams, non solo il peso: le aree da migliorare per il 2025
La Williams ha chiuso il 2024 tra alti e bassi, soprattutto a causa di un inizio di stagione al rilento per il peso e i tanti incidenti che hanno compromesso parte del mondiale. Gli sforzi per migliorare la guidabilità e la versatilità della FW46 hanno dato i primi risultati, ma servono ancora dei passi in avanti in alcune aree chiave per il 2025.
Il 2025 si pone come un anno di transizione in casa Williams, dato che gran parte delle attenzioni sono rivolte al nuovo ciclo regolamentare che scatterà nel 2026. Tuttavia, ciò non vuol dire che nella stagione che prenderà il via a marzo non ci siano degli obiettivi da raggiungere e l’ambizione di provare a crescere, dato che una posizione migliore in classifica significa anche maggiori premi in denaro.
La FW46, monoposto che ha caratterizzato la stagione 2024 della Williams, ha infatti visto alti e bassi, dovuti ai limiti proprio nella fase di concepimento del progetto che si sono ripercossi a cascata. Sin dal 2019, le monoposto di Grove sono sempre state sovrappeso, motivo per cui si è cercato di individuare quali aree potessero garantire i salti in avanti più sostanziosi con una cura dimagrante.
Per questo in inverno si è spinto sull’acceleratore per sistemare il telaio, fino al 2023 ben oltre la soglia minima imposta dalla FIA come peso. Una scelta orientata non solo al 2024, ma anche al 2025, in modo che questa base non penalizzasse troppo anche l’ultima stagione di questo ciclo regolamentare, dando inoltre modo di concentrarsi su altre aree chiave della vettura per migliorarne la maneggevolezza.
Alex Albon, Williams FW46
Foto di: Williams
Tanto lavoro per migliorare la maneggevolezza
La prima parte del campionato da poco concluso è stata profondamente penalizzata proprio da questo aspetto, mettendo in ombra quelli che erano stati gli altri interventi per migliorare la guidabilità dell’auto, tema posto come uno dei grandi obiettivi per il 2024. La monoposto 2023, infatti, sebbene avesse grandi punti di forza, come le prestazioni sui rettilinei e nelle aree da affrontare in pieno, in realtà si presentava anche con una vettura difficile da guidare, mettendo in crisi soprattutto un rookie come Sargeant.
Tuttavia, partendo con una massa decisamente superiore al peso minimo imposto dalla FIA, valutata in circa quattro decimi di svantaggio secondo gli ingegneri della Williams, non sono mancate le difficoltà e le decisioni difficili, dovendo comprendere come distribuire le risorse. Tappe come quella di Monaco, dove è arrivato un ottimo nono posto, hanno lasciato intendere come, con le prime novità per alleggerire la vettura, in realtà la FW46 fosse migliorata su diversi fronti e che, su tracciati dove il peso è un fattore meno cruciale, fosse in grado di dimostrarlo.
Il problema è che, mentre Williams tentava di ritornare a quello che avrebbe dovuto essere il punto di partenza per il 2024, gli altri team con una base più solida hanno continuato il programma di sviluppo, lasciando la scuderia di Grove sempre un passo indietro. Non sorprende, quindi, che la FW46 sia stata una delle ultime vetture ad avvicinarsi ai trend di questa stagione con il pacchetto portato a inizio della seconda metà di campionato.
In Olanda ha debuttato il pacchetto più sostanzioso della stagione
Foto di: Giorgio Piola
FW46: meno estrema che in passato
Seppur gli ingegneri di Grove abbiano cercato di modificarne le caratteristiche, in realtà diversi aspetti del DNA della monoposto 2024 sono molto simili a quelli della sua progenitrice. Non sorprende che le prestazioni migliori siano infatti arrivate proprio su quei tracciati dove già lo scorso anno la FW45 aveva dimostrato di poter impressionare, come in Gran Bretagna e a Monza, piste ad alta velocità dove si fa la differenza nei tratti a media-alta velocità.
Tuttavia, ciò non vuol dire che questi siano stati gli unici appuntamenti dove la FW46 ha ben figurato: in Olanda, prima che Alex Albon venisse squalificato per un’irregolarità al fondo, le cui dimensioni erano superiori al consentito dal regolamento, l’anglo-tailandese era riuscito a centrare l’ottavo posto sulla griglia. Già nel 2023 la Williams aveva dimostrato di gradire questa tipologia di curve a media e alta velocità con un fondo sconnesso, dove altri team, per evitare di un bottoming eccessivo, si erano visti costretti ad alzare la vettura.
In parte, la buona prestazione in Olanda fu anche favorita dal fatto che Williams si presentò con un bel pacchetto di aggiornamenti. Tuttavia, si tratta curiosamente di un pattern rivisto anche in altri weekend, come ad Austin. Nella prima parte di fine settimana, dove i team si sono presi qualche rischio in meno, la FW46 si è subito comportata bene sull’asfalto sconnesso del COTA, mostrando una certa solidità nei tratti a media e alta velocità, patendo invece quelli più lenti.
Franco Colapinto, Williams FW46
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
Al contrario, il giorno successivo, dopo che i rivali hanno avuto modo di rivedere il setup prendendosi qualche rischio in più, gli altri team sono stati in grado di riavvicinarsi e distanziare, soprattutto sul giro secco, le due Williams. In gara, quando il margine si è ridotto, anche grazie ad alcune situazioni favorevoli e una strategia molto efficace, Colapinto è poi riuscito a recuperare portando a casa un punto d’oro.
Spesso non si è massimizzato il risultato
Sebbene riuscire a recuperare in classifica sugli avversari fosse di fatto impossibile, ci sono state diverse occasioni in cui la scuderia di Grove non è riuscita a massimizzare il risultato. In parte hanno pesato i limiti della vettura, in parte le strategie, in parte i problemi di affidabilità (in più occasioni sono comparsi problemi di surriscaldamento) e, soprattutto, errori e incidenti. I tanti danni hanno rallentato sia lo sviluppo nella prima parte di campionato che le scorte nella seconda metà di stagione, tanto che Franco Colapinto è stato costretto a tornare su vecchie specifiche più pesanti.
Sono tante le opportunità mancate, come Messico e Brasile, dove ancora una volta gli incidenti hanno avuto un impatto importante. San Paolo, così come Zandvoort e Austin, è uno di quei tracciati che presentano un asfalto molto sconnesso e, come in precedenza, la FW46 ha subito dimostrato di poter far bene.
Nella sprint race non sono arrivati punti solo per la classifica accorciata (solo i primi otto guadagnano punti), ma se si fosse trattato di una corsa tradizionale da 300 km, la FW46 avrebbe chiuso in top 10. Anche in qualifica, al di là degli incidenti, l’auto aveva dimostrato di poter fare bene sul bagnato, date determinate peculiarità che le permettevano di accendere le gomme in tempi relativamente brevi.
Carlos Sainz, Williams FW46
Foto di: Steven Tee / Motorsport Images
Alle volte, proprio questo aspetto ha anche influenzato negativamente le gare. Tendenzialmente, l’auto per la stagione 2024 riusciva ad essere più efficace con condizioni fresche che permettevano di limitare il consumo degli pneumatici in gara. Tuttavia, quando le temperature erano troppo estreme, sia troppo calde che troppo fredde, come visto a Las Vegas, la FW46 usciva dalla sua finestra ideale. Proprio per questo, spesso l’eccessivo consumo delle coperture è stato uno dei grandi fattori limitanti del 2024.
Se a ciò si aggiunge il fatto che alla FW46 sia mancato carico aerodinamico puro, come osservato in Qatar o in Spagna, o nel momento in cui le altre squadre hanno potuto essere più aggressive sul setup, si inizia a comprendere il perché, sebbene sia stato fatto un passo in avanti per renderla più versatile, non siano arrivati i risultati del 2023. Se la FW45 aveva punti di forza fin troppo estremi, sulla macchina 2024 hanno sì fatto la differenza in alcune tappe specifiche, ma senza quei picchi del passato.
Il tentativo di rendere la FW46 più versatile ha rappresentato l’inizio di un percorso, ma è chiaro che con tutti i ritardi nella prima parte di stagione, i compromessi fatti per ridurre il peso, che hanno posticipato ulteriormente l’arrivo di pacchetti più sostanziosi, hanno fatto rimanere la monoposto di Grove sempre un passo indietro rispetto ai rivali.
Per il 2025, l'obiettivo è quello di riuscire a fare un salto in avanti su ognuna di queste aree: non è un mistero che il team sia concentrato già sul 2026, ma partire con il piede giusto quest'anno sarà un tema cruciale per non rimanere troppo indietro con il prosieguo del campionato. Inoltre, con l'arrivo di un pilota esperto e concreto come Carlos Sainz, la speranza è quella di iniziare a massimizzare tutte quelle opportunità alla portata sfuggite nel 2024.
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